Una scappatoia alla legge Pisanu?

Aggirare la legge Pisano
Il decreto legge 144 del 27 luglio 2005, convertito poi in legge di stato dalla legge 155 del 31 Luglio 2005, e’ ben piu’ conosciuto come “legge Pisanu“. A mio avviso una legge che, nel tentativo di regolare situazioni in materia di sicurezza e terrorismo, e’ andata a tagliare le gambe alla diffusione dell’accesso “facile e ovunque” ad Internet in Italia. Non sto a spiegarvi come mai, dato che ne trovate abbondanti testimonianze in tutta la Rete.

Già mi ero interessato all’argomento quando con il CMLug ho realizzato CMRadius, un captive portal open-source per adempiere agli obbligi imposti. Stasera però, riflettendo in merito ad una discussione venuta fuori nella mailing list degli organizzatori del M.O.CA, forse forse ho trovato una scappatoia alla Pisanu, una condizione per cui si puo’ offrire l’accesso ad Internet senza dover schedare e loggare chi usufruisce della connessione.

Ad onor del vero, devo dire che non e’ tutta farina del mio sacco. Infatti ho preso spunto da quanto scritto qui da Daniele Coliva gia’ diversi anni fa.

In pratica, andando a rileggersi i vari testi citati, si scopre che l’obbligo di monitorare le operazioni dell’utente e l’archiviazione dei relativi dati, nonche’ le misure di preventiva acquisizione di dati anagrafici riportati su un documento di identita’ dei soggetti sussistono per:

  • Il titolare o il gestore di un pubblico esercizio o un circolo privato di qualsiasi specie, nel quale sono posti a disposizione del pubblico, dei clienti o dei soci apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni, anche telematiche;
  • ll titolare o il gestore di un esercizio in cui si utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche punti di accesso ad Internet utilizzando tecnologia senza fili.
  • ll titolare o il gestore di un esercizio in cui si offrono punti
    di accesso ad Internet utilizzando tecnologia senza fili.

Quindi l’attenzione sembra rivolta esclusivamente ad apparecchi terminali di qualunque genere e connessioni wireless.

Bene, mettiamo il caso che io metta a disposizione solo una presa di rete, oppure un hub, uno switch. Se qualcuno, usando un cavo di rete, ci si attacca dal proprio portatile, riescendo poi a navigare, sono ancora costretto a schedarlo? Sembra proprio di no!

Mi accorgo che non e’ proprio la soluzione piu’ comoda, ma e’ praticabile in molti ambiti dove non si voglino, per mille motivi, identificare i naviganti e conservare i loro log. Certo, occorre anche che gli utenti non siano tanto nerd da necessitare dell’uaifai per andarsi solo a leggere la posta, ma questo e’ un aspetto secondario.

Inoltre ci sono tutta una serie di punti oscuri, non esplicitamente trattati dalla legge, che potrebbero in qualche modo offrire ulteriori, seppur molto particolari, vie di fuga.

Che sia davvero la strada giusta per aggirare la legge Pisanu? Ora cerchero’ di verificare con chi ne sa piu’ di me questo pensiero, nel frattempo se avete commenti da fare, sono tutto orecchie.

0 Comments

  1. Purtroppo le leggi in materia sono sicuramente fatte in maniera troppo frettolosa, chissà se un giorno non si riesca a fare qualche legge sulla rete con consigli di persone verametne esperte del settore?

    Cmq la legge di loggare chi usa un pc offerto come postazione pubblica è a mio avviso giusta, l’anonimato permetterebbe a qualche malintenzionato di diffondere virus o fare attacchi in maniera sicura. Ancora la rete è un po far west :D

    alk.

  2. Saresti punibile per non aver protetto l’accesso internet e favorito il terrorismo internazionale. Poi arriva la CIA e ti porta a Cuba (non in vacanza…)

  3. Perche’, scusate? In Italia se uno va all’internet point ti prendono i dati anagrafici??!

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