Ubuntu Touch su Galaxy Nexus, installazione e impressioni

Lock Screen

Lock Screen

Canonical ha annunciato una versione 1.0 del suo Ubuntu Touch per Ottobre, quindi perchè non provarla direttamente sul campo, per capire a che punto reale e’ lo sviluppo? Grazie quindi alla documentazione ufficiale, ho installato Ubuntu Touch su un Galaxy Nexus e ho iniziato a giocarci un po’.

 

Installazione

Il processo di installazione fila via liscio e senza intoppi (l’importanza di avere un bootloader sbloccato e’ sempre da apprezzare). La guida accompagna sia nell’installazione facile, con script che fa tutto da solo, sia nella “old way”, in cui prima si carica una recovery image tramite fastboot e poi, grazie a questa recovery, si carica il sistema.

Piccola nota, dato che avevo gia’ una recovery installata nel telefono (CWM): durante l’installazione mi e’ apparso il messaggio:
“ROM may flash stock recovery on boot. Fix? THIS CAN NOT BE UNDONE.”
Seguendo quanto detto qui, ho risposto no e sono andato avanti. Primo boot del sistema, emozione.

 

Configurazione di base del sistema

Ho subito fatto un bell’aggiornamento del sistema. Siccome sono un purista, mi sono collegato dal mio pc con adb shell e poi ho lanciato un classico
# apt-get update && apt-get dist-upgrade -y
Se non si vuole usare un pc, basta lanciare gli stessi comandi dall’app Terminal del device, preceduti da sudo (pwd phablet).

In teoria ci sono un paio di applicazioni per gestire l’aggioramento del sistema, System Settings -> Updates, oppure l’app updatemanager, ma in nessun caso mi hanno dato nuovi aggiornamenti presenti, mentre apt-get mi dava pletore di nuovi pacchetti. L’aggiornamento OTA e’ supportato, ma magari vengono rilasciati solo snapshot piu’ stabili del sistema, non so.

In System Settings -> Accounts ho inserito i miei account Twitter, Facebook e Google. Adesso Friends e’ in grado di mostrare il mio stream Twitter e Facebook, le foto possono essere condivise su Facebook direttamente dalla Gallery, ma purtroppo, se lancio l’app di Facebook o Twitter o Gmail, devo inserire nuovamente i miei dati nello schermo di login. Anche le notifiche di nuove email in Gmail non ci sono.

Manca ancora un’app per  sincronizzare i contatti del device con quelli di un qualunque servizio cloud. Per fortuna, grazie a SyncEvolution e con un po’ di sana riga di comando, e’ comunque possibile gestire la sicronizzazione per i servizi da questo supportati. Nel mio caso, avendo tutto nel cloud di Google, si e’ trattato di semplici passi. Dal terminale del dispositivo (o adb shell):
sudo apt-get install syncevolution
su – phablet
syncevolution –configure –sync-property “username=email@gmail.com” –sync-property “password=secret” Google_Contacts
syncevolution –sync one-way-from-server Google_Contacts addressbook
Purtroppo vengono importati 50 contatti alla volta, ma basta eseguire l’ultima riga piu’ e piu’ volte fino a quando tutti i contatti presenti sul server sono stati importati nel dispositivo. La modalita’ one-way-from-server copia i contatti dal cloud al vostro dispositivo, ma esiste anche un modo per tenerli sincronizzati bidirezionalmente. Personalmente, dato lo stato ancora sperimentale del tutto, ho deciso di eseguire sporadicamente una one-way-from-server, in modo da non rischiare di corrompere i dati nel cloud.

 

Installazione altre applicazioni e rifiniture varie

Si possono anche installare alcune applicazioni addizionali (non core) che sono presenti nel Collection PPA, seguendo la guida Ubuntu Touch apps. Sempre dal terminale del telefono digitare:
sudo add-apt-repository ppa:ubuntu-touch-coreapps-drivers/collection
sudo apt-get update
e poi installare le app desiderate, come ad esempio
sudo apt-get install xkcd-viewer

Risorse utili per rimanere aggiornati: la community ufficiale del progetto e alcuni blog come The Raving Rick, I me mine, Stephane Graber’s website, NotYetThere.org, Popey.com,

 

Impressioni finali

Il lavoro svolto dal team di Ubuntu Touch e’ fin qui monumentale. Se ripenso alle prime discussioni sull’interfaccia, alle core-app gia’ disponibili, alla velocita’ con cui il progetto si sta evolveno, non posso che stupirmi davanti a Canonical e alla community, per essersi imbarcata in un’impresa cosi’ complessa e per portarla avanti con cosi’ tanta energia e determinazione. Vi stimo davvero! Purtroppo pero’, dopo qualche giorno di utilizzo, penso che Ubuntu Touch non sia ancora un sistema operativo pronto per avere una versione 1.0 nel giro di un mese (e neanche 2 o 3, a dirla tutta).

Ci sono molte, troppe,  cose ancora da sistemare: innanzitutto la stabilita’ del sistema e’ una chimera: se lancio qualche app, inevitabilmente devo eseguire un reset dopo un po’ visto che mi si blocca tutto. Anche la responsivita’ dell’interfaccia e’ accettabile solo per poco tempo dopo il reset. Aspettiamo con ansia che il merge tra Mir e Unity 8 e altre sostanziose ottimizzazioni migliorino le cose. Tra l’altro lo sto provando su un Galaxy Nexus, quindi neanche l’ultimo dei terminali in quanto a performance. Di sicuro su un Nexus 4 andrebbe meglio, ma questo fuga ogni dubbio che Ubuntu Touch possa essere un sistema operativo per device low/mid-end, almeno allo stato attuale.

C’e’ poi il fattore delle applicazioni, cruciale per il successo di ogni sistema operativo: le core-app offerte sono carine, ma poche e lungi dall’essere complete e pienamente usabili.  Senza contare la mancanza di applicazioni complementari a quelle di sistema ad un mese dal lancio. Questi fattori, sempre secondo me, non rendono la piattaforma appetibile, forse, neanche ai geek piu’ smaliziati. Certo, tutti i siti web ottimizzati per mobile possono essere considerati “first class citizen” di Ubuntu Touch, ma ad oggi sono davvero pochi quei servizi che hanno un sito web performate e usabile al pari un’app nativa per Android, iOS o Windows Phone. Senza contare che, con questo paradigma, la fruzione del servizio offline deve essere gestita dal sito stesso, e sinceramente non so qual’e’ il livello di supporto offerto dal browser della piattaforma, o quanto in profondita’ sia affrontato questo scenario dalle specifiche HTML5.

In definitiva, ancora tifo per vedere Ubuntu Touch come sistema operativo sul mio secondo telefono (il primato va ad Android, inutile dirlo), ma ci riprovero’ tra qualche mese. Purtroppo all’oggi rischio addirittura di perdere le telefonate, dato un sistema cosi’ instabile (prove fatte, ve l’assicuro). Nonostante tutto, Go Canonical, go, io aspetto fiducioso ancora un po’!

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