Treasure Hunt Wireless Game: sperimentare divertendosi

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Ci sono eventi che stuzzicano la mia attenzione in quanto partecipano ad un processo di sperimentazione ludica di nuove tecnologie e relativi scenari di utilizzo. Il Treasure Hunt Wireless Game è stato uno di questi.

Non ho saputo quindi tirarmi indietro e, trovata la squadra con cui partecipare (un grazie ai fedeli compagni d’avventure Federico, Anna, Feba e Tommaso), mi sono lanciato nell’evento urbinate, con l’aspettativa di sfasciarmi un po’ la testa tra enigmi, allenamento fisico (Urbino non e’ proprio quella ridente e piatta cittadina a livello del mare) e collezionare ore di gran divertimento. Il premio, un esemplare di Nabaztag che avevo già avuto modo di incontrare durante il Frontiers of Interaction III a Giugno non siamo riusciti a vincerlo, ma poco importa: il vero divertimento e’ stato immergermi nell’esperienza creativa di una caccia al tesoro a meta’ tra il mondo reale e quello virtuale.

Sinceramente mi e’ piaciuto quasi tutto dell’evento, a partire dal piatto di ravioli gorgonzola/salsiccia e l’ottimo tiramisu’ presi a pranzo per prepararmi psicologicamente alla competizione.

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Gli enigmi: come potete vedere dalla foto sopra, che riporta il “battle plain” originale della caccia al tesoro (concepita e realizzata da Kurai, RedPill, Etere e Mescaline) non erano sicuramente cosa facile da risolvere. Sia per la varietà delle tipologie degli stessi, sia per la complessita’ con cui gli elementi si combinavano tra loro per proseguire nella caccia. Pero’ mi hanno entusiasmato proprio per la loro non banalita’ anche se, come diceva Feba, un pelino meno difficili avrebbero evitato qualche frustrazione di troppo. Perche’ non mettere online da qualche parte l’intera traccia della caccia?

Come strategia di team, piu’ che un vero gioco di squadra dove far emergere un’intelligenza collettiva, abbiamo puntato maggiormente sulla “coordinazione di azioni distribuite”. Presentare trittici di enigmi, le cui soluzioni andavano trovate in fretta e combinate tra loro per accedere alla fase successiva del gioco, necessariamente richiedeva il dividersi&dislocarsi per non rimanere indietro, e delle gran telefonate per gestire il tutto in maniera organica. Se questa modalita’ e’ stata preventivata fin dall’inizio ok, altrimenti un fattore su cui ragionare la prossima volta.

La caratteristica peculiare dell’esperienza, questo altalenarsi di azioni nel mondo reale e in quello online, il rincorrersi di indizi messi in relazione tra le due sfere di uno stesso vissuto, beh, questa e’ stata una cosa davvero esaltante. Geniale far urlare un nome e ricevere in cambio da un losco individuo insospettabile numeri che poi si transformano in coordinate per Google Maps!

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Hardware: il mio fido palmare ha fatto il suo dovere: vedere gli altri correre per i dolci pendii di Urbino con un pc in braccio, sentirli imprecare per la batteria quasi esaurita e farsi scivolare tutto tranquillamente addosso ha il suo fascino. Inoltre, il tablet ha sopperito laddove il palmare non poteva farcela, giusto per risentire al contrario un file audio di un’improbabile voip-call in russo. Sono davvero soddisfatto che il mio equipaggiamento di mobilita’, testato in un’occasione come questa, non mi ha fatto mancare nulla. Avevamo anche preparato con il mio team tutto l’occorrente per leggere indizi sotto forma di QR code, ma non ce n’e’ stato bisogno. Peccato. Saremmo stati un palmo avanti a tutti!


Organizzazione
: sono ben conscio che organizzare un evento come questo ha la sua infame complessita’. Ma nonostante tutto, complimenti a chi si e’ mosso davanti e dietro le quinte, tutti compresi. Non faccio nomi perche’ sicuramente poi tralascerei qualcuno, e questa non e’ cosa buona. Ma davvero, a quelli citati qui e tutti quanti gli altri!

Social side: inutile dire che in queste occasioni le nuove amicizie si spregano, conversazioni interessanti nascono e si trova anche il tempo per consolidare qualche rapporto. E non posso dimenticare la chiacchierata strepitosa sui videogiochi, dalle vecchie glorie del passato fino ai giorni nostri che mi hanno fatto tornare in mente titoli che il mio animo da bambino aveva quasi dato per dispersi nei meandri della memoria, dei confronti su quanti soldi spregati ben spesi con interminabili partite a Street Fighter 2 e tutti i coin-up della serie… Ma abbiamo anche parlato di cose interessanti, e con persone interessanti. Troppo ok!

Ovviamente un evento del genere non poteva passare inosservato all’onnipresente occhio di Flick e all’instancabile Technorati.

A tutti: ci rivediamo la prossima volta, perche’ penso proprio che non vorro’ perdermi un’esperienza come quella appena vissuta!

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