Le NUI secondo Microsoft, uno sguardo agli ambienti interattivi del futuro

Il programma del Microsoft Insight prevedeva un pomeriggio dedicato al campo delle NUI (Natural User Interfaces), che mi ha messo letteralmente KO: avete presente questo filmato?

httpv://www.youtube.com/watch?v=8Ff7SzP4gfg

Ecco, se vi dicessi che molte di quelle cose le ho viste dal vero, seppur a livello prototipale? Un po’ e’ la mia indole, certo, ma anche gli altri sono rimasti ampiamente a bocca aperta ed eravamo tutti concordi su una cosa: vederle in un video rende solo in piccola parte rispetto allo sperimentarle, toccarle con mano, interagirci!

Geniali i device con schermi tattili posteriori: poter eseguire delle semplici gesture senza coprire lo schermo principale e’ utilissimo, seppur per esigenze di consultazione dell’informazione piu’ che di interazione con essa. Scrivanie fatte da schermi, dove ogni superficie si adatta a compiti specifici in base al contesto. Controller che si comandano con il palato o con gli occhi, mettendo in grado anche chi ha particolari problemi di poter fare operazioni complesse fino a prima impensabili per loro. E poi oggetti che massimizzano l’area interattiva, anche se device dual-screen ne esistono gia’ oggi.

Ma la cosa che piu’ mi ha colpito e’ stata “Microsoft Home”, la casa del futuro. Riporto giusto qualche scenario, difficile da rendere a parole: grazie ai tag RFID nelle confezioni dei prodotti alimentari il sistema conosce cosa si ha in casa, elabora per noi delle ricette ed un proiettore miniaturizzato ci mostra direttamente sul tavolo della cucina le alternative per la cena, con tanto di ricette passo passo per preparare il piatto scelto, li’, di lato a noi che lo stiamo preparando, il tutto comandato vocalmente. Oppure le pareti della camera dei ragazzi che non hanno decorazioni convenzionali, ma ci pensano dei proiettori ad usare i muri come superfici di interazione, ed un Kinect a leggere i nostri gesti: ecco allora che agitando le mani in aria possiamo scorrere sulla parete la nostra lista di album preferiti e selezionare la playlist da ascoltare, controllare i social network mentre siamo lunghi sul letto, spostare qua e la le foto che vogliamo vedere, materializzare un quadro che in realta’ e’ una webcam verso posti lontani, in continuo aggiornamento. Ottimo connubio tra realta’ e virtuale. E quando ho provato io a chiedere al sistema di fare qualcosa, mi ha risposto che la mia voce non era autorizzata. Il salone diventa il luogo per l’intrattenimento e le visite interattive: grazie a Surface collegato con il televisore principale, ho compiuto la piu’ immersiva visita virtuale in un museo che mai avessi fatto: interagire con gli elementi presenti, guardali intorno a me, avere maggiori dettagli e collegamenti toccandoli, ruotandoli, spostandoli, combinandoli… Ecco foto e filmati per capire meglio di cosa sto parlando, assieme al report di qualcuno che ha fatto il nostro stesso giro.

Insomma, sparito ogni tipo di mouse, si interagisce con il sistema mediante tocco, gesture e voce. Tre strade, non a mutua esclusione, a cui ci dovremo abituare dato che il nostro futuro di comunicazione con le macchine sara’ basato su quelle. Principali tecnologie utilizzate: proiettori, anche miniaturizzati, superfici tattili e il Kinect a profusione, ben nascosti tra le pareti.

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