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	<title>Rainbowbreeze &#187; Milestone</title>
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	<description>Alfredo Morresi personal website</description>
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		<title>Xperia X10 e il Motorola Droid: un’occhio sul futuro mobile che ci aspetta</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 13:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Android]]></category>
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		<description><![CDATA[In questi giorni sono stato abbastanza fortunato da poter giocare un po&#8217; con due tra i piu&#8217; attesi device Android di fascia alta in arrivo entro il primo trimestre del 2010: il Sony-Ericsson Xperia X10 e il Motorola Droid, Milestone per il nostro continente. Tralasciando impressioni su caratteristiche tecniche di cui la rete e&#8217; piena, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1036" style="margin: 2px 4px;" title="droidsettings" src="http://www.rainbowbreeze.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/droidsettings-225x300.jpg" alt="droidsettings" width="225" height="300" />In questi giorni sono stato abbastanza fortunato da poter giocare un po&#8217; con due tra i piu&#8217; attesi device Android di fascia alta in arrivo entro il primo trimestre del 2010: il <a href="http://www.informaniaci.it/2009/11/03/xperia-x10-il-primo-android-di-sony-ericson/" target="_blank">Sony-Ericsson Xperia X10</a> e il <a href="http://www.informaniaci.it/2009/12/21/motorola-milestone-scheda-tecnica-e-prime-impressioni/" target="_blank">Motorola Droid</a>, Milestone per il nostro continente.</p>
<p>Tralasciando impressioni su caratteristiche tecniche di cui la rete e&#8217; piena, volevo scrivere due parole sul feedback ricevuto e sui pensieri che ho fatto usando questi due device.</p>
<p>Innanzitutto <strong>telefonare e&#8217; ormai solo una delle tante cose che si puo&#8217; fare con uno di questi dispositivi</strong>, e neanche la piu&#8217; importante, data l&#8217;<strong>autonomia delle batterie</strong> che potrebbe far desistere chi ha bisogno di <em>qualcosa</em> per parlare spesso con altre persone. In compenso l&#8217;ampio schermo, il comparto audio, l&#8217;hardware in grado di capire dove l&#8217;oggetto si trova nello spazio e le applicazioni che si possono installare, con cui si e&#8217; praticamente in grado di fare di tutto oggi (<em>magari non proprio bene</em>, ma su questo il popolo degli sviluppatori mobili ci sta lavorando, o almeno spero), compiono l&#8217;ultima tappa evolutiva che vede i vecchi telefonini arrivare ad essere degli <strong>smartdevice</strong>, neanche piu&#8217; degli smartphone&#8230;</p>
<p><strong>Personalizzare la dotazione standard di Android</strong> e&#8217; una delle chiavi per far propendere il consumatore verso il proprio prodotto piuttosto che verso quello della concorrenza. Il Droid non aggiunge praticamente nulla alle funzionalita&#8217; di base del sistema operativo, mentre <a href="http://www.onemobile.it/03/12/2009/unaperitivo-con-sony-ericsson-e-lxperia-x10/" target="_blank">molto lavoro</a> e&#8217; stato fatto per Xperia X10: una nuova interfaccia per accedere ai contatti chiamata Timescape, poi Mediascape, poi la macchina fotografica che quando scatta una foto riconosce e tagga automaticamente i volti dei soggetti, un application store per raccogliere applicazioni appositamente realizzate per questi device e molto altro. Certo, il tutto va fatto conoscere al consumatore finale attraverso un&#8217;adeguata pubblicita&#8217; e formazione del personale addetto alla vendita, altrimenti tanti sforzi non troveranno il loro giusto coronamento. Inoltre, questi software devono avere le caratteristiche di <strong>immediatezza, presentare percorsi semplici per raggiungere lo scopo, adattivita&#8217; in base al contesto, interoperabilita&#8217;</strong>. Con queste caratteristiche si riuscita&#8217; ad erodere quote di mercato ai concorrenti, dato che il pubblico, un po&#8217; alla volta e in base alla nazione,  si sta orientando non piu&#8217; solo verso l&#8217;aspetto estetico del dispositivo, ma anche verso quello contenutistico: <em>con questo telefono riesco a farci questa cosa?</em> Fare una foto, riconoscere la persona ripresa, taggarla, aggiungerla alla propria collezione e condividere l&#8217;esperienza sui social network che si frequentano. siamo nell&#8217;era del lifestreaming, o meglio dell&#8217;<strong>e-gossip</strong>, quando meglio si riesce a fare, tanto piu&#8217; i consumatori saranno contenti.</p>
<p>Lo schermo molto grande, la memoria interna e la qualita&#8217; della componenstica fanno di questi device delle <strong>vere e proprie stazioni multimediali per il mercato consumer</strong>. Non tardera&#8217; molto l&#8217;arrivo dell&#8217;uscita fullHD, completando quella che sembra una partita gia&#8217; vinta sulla fascia della riproduzione musicale (visto che <a href="http://www.dday.it/redazione/618/Compenso-SIAE-25-euro-per-i-cellulari.html" target="_blank">la SIAE vorrebbe gia&#8217; approfittarne</a>). Certo, 500 euro solo per un lettore MP3/MP4 non sono proprio concorrenziali, ma non sento lontani i tempi (diciamo un anno al massimo?) in cui si scarichera&#8217; un film sul proprio dispositivo, <em>magari dal proprio online blockbuster preferito</em>, e lo si attacchera&#8217; alla televisione per vederlo. O lo si riprodurra&#8217; in mobilita&#8217; con qualita&#8217; minore. Se pensiamo a quanti <em>&#8220;vedono oggi la TV&#8221;</em> attraverso i video di YouTube, allora si capisce come molti si orientino sulla fruizione del contenuto, e non piu&#8217; sulla sua sola qualita&#8217;.</p>
<p><span id="more-1031"></span>Siamo ormai entrati nell&#8217;era della <strong>rubrica arricchita</strong>, dove il classico contatto e&#8217; diventato solo l&#8217;entry point per le relazioni sociali che lo riguardano: le informazioni possono essere prese da piu&#8217; fonti e poi <strong>aggregate</strong>, non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; un unico posto e un&#8217;unica tipologia di dati legata ai nomi che scegliamo di memorizzare. Oggi le foto e l&#8217;ultimo status, domani magari la posizione o chissa&#8217; cos&#8217;altro. Le fonti di informazioni principali sono nei social network, tra le maglie della rete: Vodafone 360, le API per la sincronia dei contatti su Android 2.0 e molte altre iniziative simili si stanno muovendo in questa direzione. <strong>Scoprire, raccogliere e aggregare</strong>, fare lo sporco lavoro dietro cosicche&#8217; l&#8217;utente possa semplicemente &#8220;premere e fare&#8221;: un po&#8217; i paradigmi del software di cui scrivevo prima.</p>
<p><strong>Potenza alle API per integrare nuove funzionalita con un modello di programmazione dal basso</strong>: ormai sono gli utenti che decretano il successo di una piattaforma (Twitter e Facebook giusto per fare due esempi), e i piu&#8217; evoluti tra di loro realizzeranno client per permetterne l&#8217;uso ottimizzato con i device esistenti. Basta vedere l&#8217;esempio del client Facebook per iPhone, non sviluppato da Apple, oppure la nuvola di twitter-client disponibili per ogni sistema, nessuno dei quali provenie dai programmatori di Twitter. Le case costruttrici di device e di sistemi operativi dovranno <em>solo</em> rendere piu&#8217; semplice il processo di sviluppo e di distribuzione di software aggiuntivo, senza complicare le cose con certificati, chiavi di cifratura, permessi di accesso, autorita&#8217; di certificazione, policy degli application store, costi da sostenere e molte altre cose a cui fino ad oggi, purtroppo, i mobile developer sono tristemente abituati.</p>
<p>Concludo rispondendo a tutti quelli che mi dicono: <em>&#8220;Voglio comprare un telefono con Android, che mi consigli?&#8221;</em> Beh, se hai pazienza, aspetta almeno fino a Marzo, altrimenti comprati, per ora, un iPhone&#8230; Ma poi non dirmi che non ti avevo avvisato&#8230;</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 222px; width: 1px; height: 1px;">quanto la a</div>
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