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Archive of posts tagged Android

Se cerchi un telefono, non andare dai rivenditori

Da qualche settimana sto cercando un telefono Android (Nexus One o HTC Desire), nuovo o di seconda mano.  Approfittando del giro di acquisti, sono andato a sbirciare un po’ nei negozi autorizzati Vodafone e 3 Italia per sapere se e’ possibile ordinarlo direttamente tramite negozio, dato che attualmente questi operatori hanno nei loro listini il telefono che vorrei.

Vodafone: Nexus One
3 Italia: HTC Desire

Tralasciando un’analisi dell’offerta, vi dico solo che sarei abbastanza incline a propendere per l’offerta 3, dato che sono gia’ loro cliente con una scheda 3Power10, non pagherei quindi la maxi-rata finale e dei 489 euro di spera totale totale, 240 andrebbero in ricariche per il mio normale traffico telefonico, mentre con Vodafone dovrei spendere 500 euro tutte per il terminale. Bel colpo di H3G per abbinare l’acquisto alla normale ricarica, senza bisogno di un abbonamento o strano piano tariffario.

Il primo negozio che ho visitato la settimana scorsa e’ stato il negozio 3 al Carrefour di Pavia, segnalato come primo dal sito di 3 Italia. Beh, pur avendo un listino sottomano datato 1 Giugno 2010, non sapevano nulla dell’offerta sull’HTC Desire e mi hanno chiesto se ero davvero sicuro di quello che stavo dicendo. Gli ho risposto che l’avevo vista sul sito 3 e mi ne sono andato ringraziando.

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Native Android Applications Development alla UgiALT.NET Conf

Giornata intensa e ricca quella della V UgiALT.Net Conference, che mi ha anche visto tra gli speaker a parlare un po’ di Android e, come ha detto Diego, a sentirmi un po’ una mosca bianca con una macchina equipaggiata con GNU/Linux + Eclipse in mezzo ai tanti Windows e Mac…

Ecco le slide dell’intervento che ho fatto:

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Scaricare gli Android SDK e installarli manualmente

Se sviluppate per Android, vi sara’ capitato di dover  scaricare gli SDK delle varie versione del sistema operativo, procedura completamente automatizzata grazie all’Android SDK and AVD Manager. Potrebbe pero’ capitare di voler scaricare manualmente questi aggiornamenti, magari per velocizzare l’installazione su diversi computer, oppure per qualche altro motivo.

Per prima cosa, occorre scaricare gli Android DSK dal sito ufficiale. Scompattare il file .zip o .tgz in una cartella a propria scelta e lanciare da questa il file tools\android.bat (per Windows) o tools/android (per GNU/Linux). Dovrebbe aprirsi l’Android SDK and AVD Manager, un programma come quello in figura:

android_sdk_adv_managerSe dal menu’ a sinistra si sceglie la voce Available Packages, si notera’ che nella parte a destra, in alto, viene proposto l’indirizzo di un file xml, e precisamente:
https://dl-ssl.google.com/android/repository/repository.xml

Questo file, se scaricato e aperto, contiene tutti i pacchetti disponibili nel repository di Google, pacchetti che vengono filtrati in base al proprio sistema operativo e in base a cosa si e’ gia’ installato per proporre i nuovi aggiornamenti dell’AVD Manager.

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Xperia X10 e il Motorola Droid: un’occhio sul futuro mobile che ci aspetta

droidsettingsIn questi giorni sono stato abbastanza fortunato da poter giocare un po’ con due tra i piu’ attesi device Android di fascia alta in arrivo entro il primo trimestre del 2010: il Sony-Ericsson Xperia X10 e il Motorola Droid, Milestone per il nostro continente.

Tralasciando impressioni su caratteristiche tecniche di cui la rete e’ piena, volevo scrivere due parole sul feedback ricevuto e sui pensieri che ho fatto usando questi due device.

Innanzitutto telefonare e’ ormai solo una delle tante cose che si puo’ fare con uno di questi dispositivi, e neanche la piu’ importante, data l’autonomia delle batterie che potrebbe far desistere chi ha bisogno di qualcosa per parlare spesso con altre persone. In compenso l’ampio schermo, il comparto audio, l’hardware in grado di capire dove l’oggetto si trova nello spazio e le applicazioni che si possono installare, con cui si e’ praticamente in grado di fare di tutto oggi (magari non proprio bene, ma su questo il popolo degli sviluppatori mobili ci sta lavorando, o almeno spero), compiono l’ultima tappa evolutiva che vede i vecchi telefonini arrivare ad essere degli smartdevice, neanche piu’ degli smartphone…

Personalizzare la dotazione standard di Android e’ una delle chiavi per far propendere il consumatore verso il proprio prodotto piuttosto che verso quello della concorrenza. Il Droid non aggiunge praticamente nulla alle funzionalita’ di base del sistema operativo, mentre molto lavoro e’ stato fatto per Xperia X10: una nuova interfaccia per accedere ai contatti chiamata Timescape, poi Mediascape, poi la macchina fotografica che quando scatta una foto riconosce e tagga automaticamente i volti dei soggetti, un application store per raccogliere applicazioni appositamente realizzate per questi device e molto altro. Certo, il tutto va fatto conoscere al consumatore finale attraverso un’adeguata pubblicita’ e formazione del personale addetto alla vendita, altrimenti tanti sforzi non troveranno il loro giusto coronamento. Inoltre, questi software devono avere le caratteristiche di immediatezza, presentare percorsi semplici per raggiungere lo scopo, adattivita’ in base al contesto, interoperabilita’. Con queste caratteristiche si riuscita’ ad erodere quote di mercato ai concorrenti, dato che il pubblico, un po’ alla volta e in base alla nazione, si sta orientando non piu’ solo verso l’aspetto estetico del dispositivo, ma anche verso quello contenutistico: con questo telefono riesco a farci questa cosa? Fare una foto, riconoscere la persona ripresa, taggarla, aggiungerla alla propria collezione e condividere l’esperienza sui social network che si frequentano. siamo nell’era del lifestreaming, o meglio dell’e-gossip, quando meglio si riesce a fare, tanto piu’ i consumatori saranno contenti.

Lo schermo molto grande, la memoria interna e la qualita’ della componenstica fanno di questi device delle vere e proprie stazioni multimediali per il mercato consumer. Non tardera’ molto l’arrivo dell’uscita fullHD, completando quella che sembra una partita gia’ vinta sulla fascia della riproduzione musicale (visto che la SIAE vorrebbe gia’ approfittarne). Certo, 500 euro solo per un lettore MP3/MP4 non sono proprio concorrenziali, ma non sento lontani i tempi (diciamo un anno al massimo?) in cui si scarichera’ un film sul proprio dispositivo, magari dal proprio online blockbuster preferito, e lo si attacchera’ alla televisione per vederlo. O lo si riprodurra’ in mobilita’ con qualita’ minore. Se pensiamo a quanti “vedono oggi la TV” attraverso i video di YouTube, allora si capisce come molti si orientino sulla fruizione del contenuto, e non piu’ sulla sua sola qualita’.

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android.view.WindowsManager$BadTokenException

android.view.WindowsManager$BadTokenException: Unable to add window — token null is not for an application: questo errore mi e’ capitato mentre, programmando per Android 1.6, stavo provando a creare dei custom dialog seguendo la documentazione ufficiale di Google.

Per risolvere il problema, ahime’, bisogna sostituire nel codice mostrato questa chiamata

Context mContext = getApplicationContext();
Dialog dialog = new Dialog(mContext);

con questo

Dialog dialog = new Dialog(this);

stessa cosa per l’esempio successivo, che usa un AlertDialog.Builder per creare un dialog completamente personalizzato, anche nel titolo, dove occorre sostituire la chiamata

builder = new AlertDialog.Builder(mContext);

con

builder = new AlertDialog.Builder(this);

In pratica, usare il metodo getApplicationContext() non ritorna un oggetto Context che puo’ essere usato per costruire i Dialog, quindi occorre passare direttamente tutta l’Activity.

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Eclipse Galileo su Kubuntu 9.10: Android, SVN, problemi Gtk

eclipse_ideDopo aver reinstallato il mio pc con un nuovo fiammante Kubuntu Karmic Koala, ho deciso di aggiornare anche Eclipse all’ultima versione disponibile, tanto per sviluppare un po’ sotto Android.

Per prima cosa, ho scaricato il tar che mi interessava dal sito ufficiale, senza fare ricorso ai package della distribuzione. Per lo sviluppo con Android, basta anche la Eclipse IDE for Java Developers, uno tra i package piu’ piccoli tra quelli disponibili. Ho scompattato il pacchetto sotto /opt/eclipse/, in modo da creare una nuova cartella eclipse a partire da quel percorso.

Primo problema: capita spesso che se si clicca su dei bottoni, non accade nulla, oppure in certe liste, tipo quella dei componenti aggiuntivi, non si vedono gli elementi. Si tratta di un problema con le Gtk, la cui ottima spiegazione e’ contenuta in questo post. Sempre dallo stesso post la soluzione, anche se non e’ proprio la cosa piu’ bella del mondo. Ho creato il file /opt/eclipse/eclipse.sh con dentro questi comandi

export GDK_NATIVE_WINDOWS=true
/opt/eclipse/eclipse/eclipse

Un bel chmod +x /opt/eclipse/eclipse.sh e a questo punto, si puo’ creare un launcher nel menu’ di KDE che punta a questo file per eseguire Eclipse.

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Le mie impressioni su Android e sull’HTC Dream G1

HTC Dream G1Non e’ sicuramente tra i device piu’ nuovi equipaggiati con Android, anzi, e’ stato il primo dispositivo a portare questo sistema operativo al grande pubblico. Non ha una forma particolarmente attraente, ma conserva tutto il fascino di una tastiera integrata e di un sistema operativo che non è fatto solo per scrivere SMS. Impressioni personali e riflessioni a lungo meditate dopo 4 mesi di utilizzo dell’HTC Dream, conosciuto universalmente come G1, e su Android, il sistema operativo che lo equipaggia.

Sorvolo sulle caratteristiche tecniche dello smartphone, che possono essere ricavate da qui. Forma e peso non sono tra i piu’ snelli, ma i bordi arrotondati fanno rientrare il terminale in dei limiti tutto sommato ancora accettabili. Ho avuto la fortuna di giocare un po’ con un Droid, e anche questo mi è sembrato molto pesante: sarà forse proprio a causa della tastiera integrata. Ciononostante, il peso è uno scotto che pago ben volentieri per gli impagabili vantaggi che questa offre, soprattutto se si usa il device per scrivere mail, aggiornare di tanto in tanto il proprio blog, twittare o prendere appunti. I tasti possono sembrare piccoli, ma grazie alla bombatura e al posizionamento, anche io che ho delle dita grosse riesco a scrivere agevolmente. Pur supportata dallo schermo capacitivo, la tastiera virtuale disponibile dalla versione 1.5 di Android, non offre la stessa immediatezza e velocita’ d’uso.

L’autonomia della batteria purtoppo e’ allineata a quella di tanti altri device simili: se usato per fare qualche telefonata, un minimo di navigazione WiFi o UMTS e usando con parsimonia i programmi, si riesce ad arrivare fino a fine giornata. Diversamente, in caso di uso intensivo, e’ necessario ricaricarlo anche durante la pausa pranzo.

Passando alla fotocamera, le ottiche da 3 megapixel montate sul G1 mi hanno lasciato insoddisfatto. Se in ambienti aperti, illuminati e statici le foto sono accettabili, non appena manca un po’ di luce o si e’ in movimento, la qualita’ dei risultati precipita in caduta libera. Idem per i video. Comunque con programmi quali Qik il minimo sindacale e’ assicurato.

Tra le altre caratteristiche hardware, il ricevitore GPS integrato non mi ha mai deluso, lo schermo è chiaro e ben visibile anche sotto la luce diretta e la responsività del sistema e’ quasi sempre accettabile. Insomma, considerando che si trovano molti G1 usati a cifre anche sotto i 200 euro, mi sento di consigliarlo vivamente a chi vuole avvicinarsi a questo nuovo mondo senza spendere mezzo stipendio.

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Android Developer Challenge 2, proviamo?

android_adc.pngGoogle ha lanciato per la seconda volta il suo Android Developer Challenge, una competizione aperta a (quasi) tutti gli sviluppatori del mondo per realizzare applicazioni per il sistema operativo Android, dove verranno premiate le migliori 3 per ogni categoria prevista. Ne ho parlato anche qui.

Io una mezza idea da presentare per categoria social network ce l’avrei pure. E’ ormai un annetto che mi interesso a questo specifico settore e le persone a cui ne ho gia’ parlato, generalmente, hanno espresso un’impressione positiva su quando ho condiviso con loro. Ho in mente qualcosa che ha a che fare con lo scraping delle informazioni, funzioni semplificate e cross-social network, un po’ di sano “pimp my address book”, dati e relazioni semantiche.

Solo che mi serve una mano perche’ in due mesi la vedo dura realizzare tutto da solo: client per Android, backend e un’interfaccia degna di questo nome.

Se hai voglia di darmi una mano e hai competenze nel mobile design, nella progettazione di interfacce, nella programmazione in php, .net, java, nell’architettura del sofware, allora magari sentiamoci nella skypechat che sto cercando di organizzare per la settimana prossima. http://www.doodle.com/3qtqxhsfurqxrz5w . Il mio account skype e’ alfredo.morresi.

A scanso di equivoci, preciso subito che il progetto sara’ portato avanti seguendo un approccio open-source e tipicamente comunitario alla cosa. Se partecipo all’ADC2, lo faccio principalmente spinto dalla passione e dalla voglia di misurarmi con qualcosa di nuovo ed altamente stimolante. Non c’e’ un fine di lucro quindi dietro. Ma chi puo’ saperlo, se son rose, potrebbero anche fiorire, prima o poi. Di sicuro c’e’ un sostanzioso premio da spartire ;)

Puoi anche passare semplicemente a sentire cosa si dice, la presenza non porta a nessun vincolo ;)