Qualche riflessione sull’augmented reality

Augmented RealitySovrapporre uno o piu’ strati informativi alla realta’ davanti ai nostri occhi, mostrare dati provenienti dalla rete agganciati a cio’ che stiamo vedendo: a piu’ di 20 anni di distanza, la visione dei grandi autori del cyberpunk, come Gibson in “Luce Virtuale”, incontra una tecnologia in grado di farla diventare concreta e alla portata di tutti. Nascono cosi’ interessanti scenari di realta’ aumentata: un nuovo mondo da scoprire, sempre piu’ mobile, sempre piu’ con noi anche fuori da casa e dal lavoro.

I cyborg della serie Terminator poteva vedere informazioni aggiuntive in sovraimpressione a quanto i loro occhi inquadravano: nome della persona, dati sui veicoli, strada da percorrere. Seppur vecchio di 25 anni, questo e’ un primo esempio di cosa si puo’ fare con la realta’ aumentata. Da una fiction holliwoodiana del 1984, passiamo ai giorni nostri, dove i telefonini piu’ avanzati hanno portato questa stessa possibilita’ alle masse. Basta mettere a fuoco un monumento per conoscere il suo nome e una dettagliata descrizione, presa dalle pagine di wikipedia; trovarsi davanti ad un negozio ed accedere alle recensioni scritte dagli utenti, puntare una strada e sapere che, in fondo a destra, c’e’ una pizzeria, potendo anche navigare sul suo sito Internet.

Ma come’ possibile questa magia? Parte del merito e’ dei device mobili di ultima generazione, che da telefonini si sono evoluti fino a diventati smartphone e, oltre ad offrirci un collegamento in mobilita’ alla rete internet, sono in grado di capire esattamente dove si trovano nello spazio. Il gps fornisce le coordinate, gli accelerometri l’inclinazione, la bussola la direzione. Combinando questi tre fattori, e’ possibile determinare quali oggetti, con una posizione nota, ricadono nel raggio visuale della fotocamera del device. Proprio questo e’ il compito di programmi come Layar, Wikitude, Theodolite ed altri, che rielaborano il flusso di immagini riprese e lo combinano con le informazioni georeferenziate presenti nei loro database: indicazioni stradali, monumenti, dati sugli esercizi commerciali, modelli tridimensionali.

Eh si, perche’ da poco queste applicazioni sanno anche ricostruire complesse forme geometriche e collocarle davanti ai nostri occhi. e’ possibile cosi’ rivedere le torri gemelle puntando un iphone su Groud Zero, oppure scoprire, prima della sua costruzione, come sara’ il nuovo Market Hall a Rotterdam, prima ancora che sia finito: esplorarlo, girandoci attorno ed entrandoci dentro. Ancora, scovare piccoli Invizimals a passeggio per la casa e scatenare poi duelli tra di loro, vedere come sara’ l’aspetto di una costruzione Lego mettendo la scatola davanti ad un apposito specchio. Interessante anche il concept proposto da Ikea, grazie al quale si stampa un apposito codice a barre bidimensionale di un prodotto preso dal loro catalogo, ad esempio un letto, si posiziona il foglio dove questo prodotto dovrebbe andare, si inquadra con la webcam la stanza e il computer ci svela, in anteprima, come apparira’ con il letto montato e posizionato. non ci piace? nessun problema, stampiamo un nuovo codice, lo mettiamo al posto di quello vecchio e controlliamo il risultato. Quando siamo finalmente soddisfatti, il computer sa gia’ con quali prodotti stiamo arredando la camera e li ordinera’ per noi.

Scordiamoci anche i navigatori cosi’ come li conosciamo oggi: non piu’ una mappa con il percorso da effettuare, ma precise indicazioni sovrapposte direttamente sulla strada davanti ai nostri occhi. oggi, grazie a WikiDrive su uno smartphone, domani proiettati sul parabrezza della nostra auto. Dopotutto, gli aerei militari utlizzavano l’hud fin dagli anni ’80, si vedono gia’ le prime macchine con collegamento ad internet incluso negli optional, e’ solo una questione di tempo prima che qualche casa costruttrice trovi un accordo con un fornitore di servizi e includa nella gamma top delle sue vetture un “visio-navigatore“.

Un altro comparto dove la realta’ aumentata ha grandi potenzialità di sviluppo, e’ quello del mobile social gaming: pensiamo ad una caccia al tesoro collaborativa, dove gli indizi virtuali sono disseminati all’interno di un percorso urbano, dove precisi eventi innescati da un team possono cambiare il corso dell’avventura a cui anche altri team partecipano: una spia si nasconde all’angolo del parco: il primo team che la trova, inquadrandola con un telefonino, ricevera’ preziose informazioni. a questo punto la spia va via, oppure si muove e non sara’ piu’ rintracciabile nello stesso luogo, ma in un posto diverso, che i successivi team dovranno scoprire. Magari potremmo anche incontrare i Beatles per strada.

Ovviamente anche il turismo potrebbe beneficiare di queste innovazioni. Se gia’ prima si parlava della possibilita’ di sapere nome e informazioni aggiuntive su un monumento, un’opera d’arte, un luogo, pensiamo a quanto potrebbe diventare divertente, e formativa, la visita ad un sito storico se arricchita dalla possibilita’ di vedere scene di vita provenienti dall’antichita’: i fori romani ricostruiti in tutto il loro sfarzo, gli affreschi di una facciata nella loro brillantezza originaria. basta inquadrare e muoversi, per conoscere cosa c’era prima. la nuova frontiera delle guide interattive.

Dobbiamo comunque precisare che questa “prima generazione” di software per la realta’ aumentata non riconosce gli oggetti che vengono messi a fuoco dalla fotocamera del dispositivo, ma, come dicevamo prima, presumono che in quello scorcio di realta’ ci sia qualcosa solamente basandosi sulla sua posizione. un limite che, un po’ alla volta, verra’ superato, come gia’ ci sta mostrando Google Goggles, annunciato pochi giorni fa.

In ultimo, una buona notizia per gli sviluppatori. Non occorre avere decine di migliaia di euro alle spalle per realizzare uno di questi software: Layar e Wikitude, ognuno con le sue peculiarita’, mettono a disposizione client o api per android e per iphone che fanno quando abbiamo descritto fin qui, con la possibilita’ di integrare propri dati. anche gratuitamente.

Insomma, l’hype intorno a questo settore e’ davvero alto, e non tarderanno ad arrivare applicazioni che saranno in grado di lasciarci con il fiato sospeso, ancora di piu’ rispetto a quanto visto fino ad ora. sono convinto che ci troviamo di fronte ad uno stagno appena scoperto: qualche buona idea, iniziativa e un minimo di voglia di rischiare saranno l’esca giusta per tirare su i grossi pescioni che lo popolano. Cosa state aspettando?

(grazie ad e-xtrategy per avermi offerto l’occasione di parlare dell’argomento)

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