Qualche pensiero su Google+

Oggi ho potuto provare Google+, il nuovo servizio di social sharing del gigante di Mountain View. Non staro’ qui a descriverlo, quest’ottima review e la lista dei video ufficiali lo fanno gia’ perfettamente, ma volevo esprimere solo alcune mie considerazioni in proposito.

Ottima la feature Hangouts, che permette di effettuare videochiamate multiple fino a 10 partecipanti. Anche se viene presentato come uno strumento per del “chiacchiericcio” con gli amici, lo vedo molto utile anche per riunioni di lavoro ed altre occasioni dove vedere l’altro (o quello che inquadra l’altro) torna molto utile. Ricordo che in una delle aziende dove lavoravo precedentemente, ad esempio, avevamo installato un tool di videochiamata (Skype&co ancora non l’avevano) per far vedere al responsabile di produzione la qualita’ delle tomaie dei primi campioni prodotti nelle officine all’estero, in modo che questo potesse esaminarle e correggere eventuali errori! Comunque, appena avro’ 4-5 persone con cui provarla, aggiornero’ il post con le mie impressioni live.

L’Instant Upload del client di Google+ per Android (e sembra presto anche per altri sistemi operativi per mobile) permette di avere una copia costante delle foto e dei video fatti con il device nel cloud di Google. Non solo a scopo di condivisione, ma anche di salvataggio. L’evoluzione di paradigma e’ notevole: il mobile diventa un’appendice da portare sempre con noi con cui popolare di informazioni il cloud, per poi interagire con esse direttamente dalla nuvola. In Funambol abbiamo realizzato gia’ da qualche settimana la stessa cosa, cross device. Apple l’ha annunciata con il suo iCloud e ci scommetto che molti altri player stanno gia’ studiando da tempo questa strada nei loro laboratori.

Bello il concetto dei Circles, e di tutte le attivita’ che girano intorno ad essi. Segno che ormai la condivisione della nostra vita sociale viene fatta selettivamente, e non piu’ broadcast come su altri social network (Twitter in primis, e Facebook a seguire pur potendo impostare delle limitazioni).

Proprio questa impostazione a Circles evidenzia un altro cambio di prospettiva: non sono io a pubblicare per poi sperare che qualcuno, diventando mio amico, si interessi a cio’ che ho da dire, ma bensi’ sono io che notifico push i membri dei Circles con cui condivido l’informazione. I destinatari possono “mutarmi”, ma non devono essere loro in primis ad interessarsi a cio’ che ho da dire, non devono essere miei amici per ascoltarmi, sono avvertiti direttamente da me. Oltre ai contatti Google+, ad un Circle posso aggiungere anche email (mi ricorda molto la funzione di amico immaginario di FriendFeed). Chissa’ che belle prospettive di mass spamming che ci aspettano ;)

Mi sa che prima o poi Buzz, Places, Latitude ed altri servizi Google verranno tutti assorbiti dentro Google+, ammesso che ci sia una visione unitaria dentro l’azienda su questi temi. Non mi stupirei che gruppi diversi di ingegneri lavorino a questi progetti separatamente e senza un obiettivo a medio-lungo termine condiviso.

Infine, una nota di curiosita’ a proposito dell’interfaccia del servizio che si discosta dal solito aspetto spartano e “nerd-style” dei prodotti Google, stavolta piena di animazioni e “smooth panels”. A me diverte troppo quella di cancellazione di un Circle :)

Vi dico subito che, per ora, non ho ancora trovato il modo di invitare nuove persone. Se lo scopriro’, ve lo faro’ sapere.

4 Comments

  1. In effetti il concetto di Circles è più attinente alla realtà quotidiana, dove esiste appunto il passaparola e l’interesse informativo selettivo verso i propri conoscenti. Per lo meno le informazioni potranno essere maggiormente ritagliate e customizzate in base al contesto dell’individuo (target). Oppure si otterrà una lunga serie di catene di s.antonio, non ci resta che aspettare :)
    I modelli che invece vedo usare maggiormente sono praticamente l’opposto… ognuno col suo bel banchetto a far comizi… che du cojoni! XD

  2. si infatti, il concetto di circles può avere un fine molto più utile e mirato rispetto al classico SOCIAL BROADCAST. Potrebbe essere un’evoluzione dei google groups con una veste più social

  3. Per invitare qualcuno è sufficiente aggiungerlo a un circle e poi postare qualcosa di nuovo nel circle. Le persone interessate riceveranno una notifica via email, cliccando sul link per vedere/commentare il post verranno reindirizzate alla pagina per iscriversi. C’è un limite giornaliero alle persone che si possono tirar dentro, ma tutto sommato funziona ;-)

    Resta da capire a cosa serva questo Google+ (dopo il flop di Wave e il semi-flop di Buzz…)

    Ciao!

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