Pink Hackathon, spazio alle donne e alla tecnologia

Women Who Code hackathon

In tutti gli hackathon a cui ho partecipato od organizzato ho sempre notato la bassissima partecipazione femminile: ad essere tanto fortunati c’erano giusto un paio di sviluppatrici. Le cose possono andare leggermente meglio quando si riesce ad aprire l’evento al mondo dei designer, piu’ frequentato dal gentil sesso, ma i risultati sono comunque desolanti.

Inutile dire che tutto ciò e’ solo una gran perdita: c’e’ tutta una letteratura che parla dei benefici del lavoro in team misti: idee piu’ originali, realizzate con una maggiore attenzione ai particolari e presentate, non di rado, in modo piu’ gradevole, solo per citarne alcuni.

Daltronde e’ facile capire i motivi del perche’ accade tutto questo. L’informatica e’ gia’ di per se’ poco frequentata dalle ragazze, figuriamoci un hackathon che raccoglie solo la parte piu’ elitaria di questo mondo. Poi capisco anche l’imbarazzo di una ragazza nel partecipare, sapendo che quasi sicuramente si trovera’ da sola in un ambiente spesso troppo mascolino.

Tutto questo mi dispiace molto, ma allo stesso tempo credo che ci sia spazio per rovesciare la situazione: per questo voglio organizzare, nel contesto del WhyMCA o in qualche altro modo, il primo Pink Hackathon italiano, un hackathon dove una ragazza possa davvero sentirsi a suo agio e dove possa addirittura rischiare di trovare la fila andando al bagno!

Devo ancora pensare bene alle modalita’, se una partecipazione tutta rosa oppure con uomini accettati solo su invito di una ragazza partecipante, come nello stile degli eventi delle GGD. Anche location e connotazione dell’evento devono quanto piu’ possibile accogliere le esigenze di un pubblico femminile, e tante altre piccole sfaccettature che, da uomo, neanche mi immagino possano esistere. Ma ci voglio provare.

Come data ipotizzavo questo autunno, visto che le persone da coinvolgere per ottenere buoni feedback e sperare in buoni risultati sono tante, quindi ci vorra’ tempo ed elasticita’ mentale per capire come fare tutto al meglio.

Cosa ne pensate? Si accettano tutti i suggerimenti del caso. E, ovviamente, un grande aiuto. Stavolta da solo proprio non ce la posso fare!

(la foto e’ tratta dall’iniziativa Women Who Code, quindi significa che una cosa del genere e’ davvero possibile!)

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