Over the Air, il ritorno a casa

OverTheAir 09, SAY development processAnche stavolta l’Over the Air ha lasciato il segno, regalandomi 27 ore continuative e vissute tutte d’un fiato, completamente dedicate alle tecnologie mobili. Per la cronostoria di quanto accaduto c’e’ il flusso di tweet dell’evento, mentre di seguito i miei pensieri degni di nota.

Puntare il proprio telefonino verso il cielo e vedere quali sono i voli sopra la propria testa, oppure, in un porto, inquadrare una barca e ricevere informazioni sul suo carico con la possibilita’ di essere messi direttamente in contatto con la cabina di pilotaggio. Piena esplosione creativa e progettuale per l’augmented reality, sia a livello di possibili scenari futuri, sia per quanto rigarda modalità d’uso nel presente C’era da aspettarselo doputtutto, dato che gli smartphone odierni aggregano informazioni, contesto ed estrema portabilità. Layar e Wikitude hanno fatto da apripista in questo mondo, e grazie alle API di Wikitude si puo’ sperimentare a costo zero anche nel proprio “garage” domestico. C’era anche molto voglia di creare gruppi di appassionati / specialisti del settore per ragionare assieme sopra a questo tema. Se a qualcuno interessa, pingate sia Paul Foster che Mark A.M. Kramer. Penso che nei prossimi anni questo sara’ il campo dove maggiormente si spingera’ il piede dell’acceleratore per i device mobili.

Forte anche il tema dello sviluppo multipiattaforma, racchiuso sotto la parola widget, che grazie al solo utilizzo di tecnologie standard quali HTML, CSS, Javascript promettono molto bene. Purtroppo l’accesso alle peculiarita’ del dispositivo (gps, rubrica, calendario ecc) rimane ancora differenziata a seconda della piattaforma. Stesso discorso per il modello di sicurezza da adottare, per sapere quale applicazione puo’ accedere al mio calendario o trasmettere la mia posizione in giro per la Rete. Ci sono diverse proposte (BONDI) pero’ nessuna ha avuto ancora il sopravvento. La tecnologia dei widget, comunque, rimane ancora pionieristica e molto giovane: Opera li supporta ormai da un annetto, Windows Mobile dalla versione 6.5, Nokia dall’ultima versione di Symbian.

Diversi interverventi, nei panel previsti, dedicati alla user experience e progettazione per dispositivi mobili. Non sono riuscito a partecipare a causa di sovrapposizione con altre sessioni che mi interessavano di piu’, pero’ ho sentito in giro un notevole entusiasmo, indicatore quindi di un tema che inizia a stare a cuore a diverse persone.

Altro fattore importante per capire un po’ di future tendenze e’ stato l’hack-a-thon, la competizione notturna di coding di un prototipo di applicazione per mobile, premiate poi il giorno successivo. Mentre l’anno scorso ci si e’ sbizzati tra Windows Mobile e iPhone, con una propensione al primo, quest’anno Android ha fatto da padrone. A mio avviso non si tratta di una moda, ma penso che sia a causa del fatto che il linguaggio di programmazione da usare e’ Java 1.5, un ottimo lavoro progettuale fatto sul framework per esporre le peculiarita’ del dispositivo (rubrica, interfaccia, gps e molto altro) e la disponibilita’ dell’ambiente di sviluppo (Eclipse + Android SDK) su tutti i maggiori sistemi operativi esistenti, a costo zero. Per me, oggi, la programmazione per Android e’ la piu’ facile tra tutte quelle disponibili, sicuramente per applicazioni consumer. A Windows Mobile, per ovvie ragioni, va ancora il primato di facilita’ di sincronizzazione con basi dati lato server e la diffusione in ambito di applicazioni business. Il primo grazie a tecnologie come il Sync Framework e il Remote SQLCE Replica, il secondo grazie alla diffusione di molti palmari industriali che montano Windows CE. Se e quando inizieranno ad essere disponibili sempre piu’ device con Android, vedremo come cambieranno le quote di diffusione di questo settore.

Per l’angolo dell’autocelebrazione, posso dire di aver avuto anche quest’anno il mio momento di gloria all’hack-a-thon, con “S.A.Y – Something Aroud You” che e’ stato premiato per la categoria “Best Use of Yahoo APIs“. Si tratta di un’applicazione che, grazie all’YQL, ricava foto da Flickr ed eventi da Upcoming in riferimento alla propria posizione, o a quella di un luogo specificato, e li visualizza su un browser di realta’ aumentata sfruttando le Wikitude API. Un mash-up neanche tanto complicato, che può essere utilizzato come template per tanti altri tipi di applicazioni del tipo “trova e visualizza”. L’ho realizzato codando senza interruzioni la parte Android dalle 21.30 alle 15.15, con Stefano che ha invece curato la parte di YQL, trovando la sintassi giusta per le query utilizzate. Non mi era mai capitata una sessione cosi’ lunga di coding, ho retto benissimo fino alle 14.30, poi ho avuto un picco totale. Fortuna che mi e’ passato in una mezzoretta, giusto un tempo per le ultime correzioni prima della nostra presentazione… Tutto il codice e’ disponibile nell’apposito repository, l’applicazione e’ ovviamente ad uno stato prototipale.

Infine, qualche nota di colore: l’anno scorso c’era molto piu’ mangiare disponibile, anche se il gelato notturno servito intorno alle 3 a tutti quelli che erano ancora in piedi e’ stato una chicca strepitosa. Gadget a iosa e qualita’ della connessione alla rete eccellente. Infine, tranne il mio Linux e l’Acer potenziato all’OsX di Stefano, ho visto in giro solo ed esclusivamente Mac. Ci potra’ essere stata giusto qualche altra rarissima eccezione, ma anche questo la dice molto lunga su cosa gli sviluppatori, e quindi persone competenti in materia di computer, cercano oggi. E non penso sia solo per il fatto che la programmazione per iPhone richiede necessariamente un Mac per lo sviluppo. Tra l’altro e’ stata la mia prima volta su du un Mac, una mezzoretta complessiva di sviluppo.

Qui il mio set su Flickr e il gruppo dell’evento con tutte le foto postate dagli altri partecipanti. Grazie a Stefano per essersi fatto coinvolgere nel viaggio, c’eravamo noi due e un paio d’altre persone a tenere altro l’onore del Belpaese… Che tristezza!

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