Nokia e Microsoft: il terzo polo del mondo mobile

L’unione tra Nokia e Microsoft in una partnership dove la l’azienda finlandese produrra’ “cellulari” equipaggiati con Windows Phone 7 mi ha toccato abbastanza profondamente per una serie di motivi.

Innanzitutto l’importanza strategica di una decisione del genere: dal mio punto di vista Nokia negli ultimi anni avra’ anche prodotto nuovi telefoni, ma non e’ riuscita ad innovare sul software. Esattamente un anno fa annuncio’ al Mobile World Congress del 2010 l’alleanza con Intel per creare la piattaforma Meego, ma dopo 363 giorni esatti non si e’ visto un solo prototipo pronto per il mercato. Microsoft, dal canto suo, dopo aver lanciato Windows Phone 7, sta cercando con il massimo interesse sviluppatori che realizzino applicazioni per il suo nuovo sistema operativo, ma la diffusione sul mercato di quest’ultimo e’ ancora bassissima, quindi e’ poco appetibile. Entrambe hanno qualcosa che all’altra interessa, e sono interessate all’altra per qualcosa che gli manca: Nokia possiede device e utenti fidelizzati, Microsoft software e strumenti per lo sviluppo. Una collaborazione cosi’ perfettamente incastrata e simbiotica tra i due giganti e’ capace di grandi cose, se poi Nokia viene pure pagata da Microsoft per la partnership…

Stiamo parlando di due aziende che hanno una poderosa batteria di cannoni a disposizione dei reparti marketing e commerciale: con un’intelligente mossa che e’ andata oltre la visione a breve periodo che le vedeva concorrenti per le molliche del mobile (Symbian-MeeGo vs WP7),  qualcuno ha capito che nel medio-lungo periodo l’unione fa la forza, e che e’ inutile sprecare munizione una contro l’altra per prendersi gli avanzi, ma e’ molto piu’ profiquo impiegarle assieme per fiaccare la concorrenza (Apple e Android) e tentare di mordere la torta intera. Utenti, sviluppatori e partner commerciali si trovera’ il modo per convincerli, pubblicita’ dopo pubblicita’, iniziativa dopo iniziativa, mossa dopo mossa.

Dopo questo annuncio e a meno di strani cambiamenti, sono abbastanza convinto che Windows Phone 7 ora abbia tutte le carte giuste per diventare il terzo polo nel mondo dello sviluppo per mobile.

Poi certo, ogni grande allenza, se fatta nel mezzo di una battaglia, porta con se’ morti e feriti. Alcuni di questi potrebbero essere:

  • Symbian: definitivamente relegato al mercato dei paesi emergenti. Non mi sembra una sconfitta, anzi, il consolidamento in una nicchia neanche tanto piccola. Certo, chi ha investito gli ultimi anni della sua formazione in questo sistema operativo potrebbe non essere felice, ma l’informatica e’ l’informatica, se non ti aggiorni pian piano ti estingui, purtroppo…
  • QT, MeeGo e il l’open source in generale: anche se Nokia ha dichiarato che rimarranno come tecnologie di R&D, non ci vedo niente di buono, perche’ temo che quest’area possa essere a rischio non appena ci sara’ da chiudere qualche rubinetto o fare un po’ di refactoring aziendale. Tante promesse, tanti sforzi, tanto entusiasmo da parte di molti sviluppatori che fanno questo lavoro anche spinti da un’ideologia, e invece ora tutto e’ sprofondato in un oscuro tunnel senza luce al fondo. Uno strappo che non potra’ mai piu’ essere ricucito.
  • Ovi Store: suppongo rimarra’ per i device Symbian, mentre tutto il nuovo verra’ veicolato dal Marketplace Microsoft, che subira’ forse qualche modifica, qualche integrazione, ma non perdera’ la sua identita’.
  • Bing e Ovi Maps, Ovi Music Store e Zune Markeplace: cosa succedera’ a questi servizi ora duplicati? Si riuscira’ a trovare una profiqua integrazione oppure “ne rimarra’ solo uno”? A questa domanda proprio non so rispondere.
  • Nokia: dopo anni di leadership indiscussa sul mercato hardware e software, dopo avre impiegato molte risorse per capire la strada da prendere, dopo abbondanti promesse e altrettanti ritardi, ha infine dovuto fare un umile passo indietro. Un doloroso cambio di rotta che ha portato ad un brusco calo del valore delle azioni. Solo il tempo decretera’ se questa mossa e’ stata vincente. Ora, per lo meno, la direzione e’ chiara e il colosso finlandese potra’ dedicarsi anima e corpo al consolidamento della propria posizione in due settori: produzione dei dispositivi e (multi)media company.
  • Intel: un anno fa ha tentato di abbracciare anche il mondo del software, ma e’ tornata a casa fallendo nell’impresa.
  • Samsung Bada: ormai non ha piu’ speranze, almeno per il mercato globale. La terza posizione sul podio della leadership per il mobile e’ stata conquistata, i posti sono finiti. Ma dopotutto qualcuno avrebbe dovuto dirle che nel 2010 l’idea di lanciare sul mercato un nuovo sistema operativo per mobile non era poi cosi’ acuta, in relazione al preciso periodo storico.

In definitiva, solo QT, il free software e tutto uno strascico di sviluppatori al seguito ci hanno veramente perso, senza averne una vera colpa a priori. Questo mi dispiace molto dato che sono sempre stato un sostenitore di quest’ottima tecnologia crossplatform per desktop e mobile da ormai diversi anni. Non credo ad un porting di QT per Windows Phone 7, quindi non vedo nuove, appetibili, prospettive di sviluppo. Ma la speranza e’ sempre l’ultima a morire.

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