ll lunedi’ nero di Trenord (e anche il mio)

Stazione-Rogoredo

Un obiettivo: prendere l’aereo a Malpensa alle 11.10, partendo da Pavia il lunedi’ mattina. 88km di strada, in macchina ci si mette meno di un’ora. Diversi collegamenti ferroviari con treni frequenti, qualche alternativa anche via autobus, impresa fattibile. Soluzione scelta: Pavia – Milano Bovisa con treno S13 e poi Bovisa-Malpensa con treno Malpensa Express. Due ore stimate, con un po’ di cuscinetto che non fa mai male. E invece quando Murphy ci si mette, non ce n’e’ per nessuno. Cronaca di un’epopea che fa emergere diverse carenze di un’infrastruttura fondamentale di uno stato, quella dei trasporti.

Parto da Pavia con la S13 (che nasce proprio da Pavia), ma dobbiamo prima aspettare il passaggio sulla tratta di un altro treno con maggiore priorita’. Niente di nuovo sotto il sole, succede molto spesso (di norma 3 giorni su 5). Alla fine, arrivo a Milano Nord Bovisa con un ritardo di 15 minuti, tanto basta a farmi perdere la coincidenza con il Malpensa Express che sarebbe partito alle 8:42. Fortunatamente c’e’ quello delle 9.42, dovrei ancora farcela. E invece, arrivato in stazione, mi cadono le braccia.

Per alcuni non precisati motivi, tutti, ma proprio tutti, i treni sono in ritardo o vengono cancellati, con paralisi estesa della viabilita’ ferroviaria. 20/30 minuti se va bene. E’ un terno al lotto, le persone aspettano davanti al tabellone sperando che qualcosa arrivi, prima o poi. Leggo che il treno delle 9.42 ha 10 minuti di ritardo, dovrei farcela lo stesso. Mi dicono inoltre che il Malpensa Express, costando i suoi 11 euro, e’ prioritario e quello delle 8,42 e’ partito in orario. Bene. Valuto l’idea di prendere un taxi, ma alla fine rinuncio visto che, nonostante i 35 minuti di tempo necessari per percorrere 48 km che Google Maps mi da, e’ noto a tutti che non ci si mette mai meno di un’ora, a causa di ingorghi e problemi sulla strada. Il lunedi’ poi, mi dicono, ci vuole ancora di piu’, come minimo un’ora e mezzo. Sarei troppo al pelo, rinuncio. Con un treno invece che sarebbe arrivato di li a 10 minuti e che comunque ci mette 30 minuti per arrivare, sono abbastanza sicuro di potercela ancora fare.

Passano 10 minuti, il personale ai tornelli non sa niente, guardano anche loro il tabellone degli orari che ormai e’ diventato come l’oracolo. Alle 9.40, ancora 10 minuti di ritardo dichiarato, ancora ho speranze. Poi si fanno le 9.50, nessun binario annunciato per l’Express. Poco dopo i minuti da 10 passano a 20. E dopo altri 10 minuti, siamo a 30 dichiarati. Un ritardo in crescita progressiva. Alla fine, sui binari, il treno arriva con 35 minuti di ritardo. Corro all’aeroporto, l’aereo deve ancora arrivare per problemi a Zurigo ma hanno gia’ chiuso la procedura in imbarco bagagli e check-in: non si parte :(

Valuto alternative, cambi volo, altre compagnie: no way. Riparto per Pavia verso le 12, arrivo alle 16.30. Treni cancellati all’ultimo secondo e stessa storia anche sulla via del ritorno, 4 ore per percorrere questi 88 km, peggio della mattinata. In bici ci avrei messo di meno. Parlando con il personale delle varie stazioni, un tassello alla volta, riesco a capire cos’e’ successo: Domenica hanno cambiato gli orari dei treni, ma non hanno aggiornato i turni del personale, e senza capotreni e macchinisti disponibili, molti treni rimangono semplicemente fermi alle stazioni, spenti. Il problema c’e’ stato anche con gli altri operatori, ad esempio quelli ai tornelli, ma essendo solo una sessantina di persone, mezza giornata di forsennato lavoro manuale, qualche abaco qua e la, e dei turni d’emergenza sono stati approntati. Ma per gli altri, visto che sono di piu’, ci vorra’ molto piu’ tempo.

Stamattina (martedi’), dopo 24 ore, uno pensa che la situazione si sia normalizzata (eh, il mio animo da ottimista, smentito poi dai fatti). Pur essendo convinto che non ce ne sara’ bisogno, stavolta che ho l’esperienza dalla mia, appronto un piano di attacco degno di Sun Tzu. So che partono piu’ treni da Cadorna o Bovisa rispetto a Centrale, quindi confermo la soluzione del giorno prima. Parto 4 ore prima del volo, alle 7 da Pavia, cosi’ posso prendere il Malpensa Express delle 8 e qualcosa, 8.33, 8.42 e 9.42. Ben quattro treni di tolleranza, sembra un margine insensatamente precauzionistico, ma preferisco perdere ore in aeroporto che non partire neanche stavolta. Arrivato a Bovisa,  stessa storia di ieri. Ma non mi faccio trovare impreparato: inizio subito a chiedere al personale ai tornelli di farmi sapere se il Malpensa Express e’ partito da Cadorna oppure no, e alla fine li tampino cosi’ tanto che si accordano per farsi richiamare dai loro colleghi in Cadorna quando il treno sara’ partito, perche’ si accorgono anche loro che il tabellone degli orari non e’ affidabile. Il treno delle 8:33 arriva verso le 9 e qualcosa (anche qui con ritardi progressivi, fino alle 8:35 sembrava addirittura in orario dal tabellone), quello della 8:42 viene soppresso e non so che fine possa aver fatto quello delle 9:42. Ma sono arrivato sano e salvo in aeroporto.

Cosa ho imparato

Non mi fidero’ mai piu’ di Trenord, Trenitalia o Tren-salcavolo cosa. E un cliente che non ha fiducia in un servizio ma e’ costretto ad usarlo dato che non ci sono alternative, e’ una situazione a cui un po’ tutti i libri di marketing sconsigliano di arrivare.

Non basatevi sui cartelloni per sapere i ritardi reali: scassare sempre le scatole al personale per informazioni, e se dicono che non lo sanno, chiedere loro di informarsi alla stazione dal quale il treno dovrebbe arrivare, ed insistere, insistere, insistere. Con cortesia e gentilezza, ma insistere. Sono cose che loro hanno modo di sapere, ed e’ assolutamente inadatto il dover dipendere da un cartello. Per la cronaca, era in panne anche il sito m.viaggiatreno.it, che uso da tempi immemori per sapere i reali ritardi dei treni.

Un’informazione piu’ trasparente alla stazione aiuterebbe le persone a scegliere meglio eventuali alternative (bus, taxi, altro). E invece il servizio offerto nasconde molto, troppo. Come mai non indicano che il treno non e’ partito ancora? Come mai non vengono mostrati i ritardi *reali*, considerando che basta andare su m.viaggiatreno.it per averli, e quindi le informazioni ci sono e sono pubbliche? Come mai non si sa un cavolo di niente e bisogna aspettare, aspettare, aspettare? I gli stranieri, come li trattiamo?

Ma sara’ davvero il software che ha sbagliato oppure il problema e’ dentro un’azienda che, nel suo processo di burocratizzazione, si e’ dimenticata della sua funzione principale, quella di fornire un servizio? E’ normale che una cosa cosi’ importante come il cambio di orario sia andata male, sia sfuggita a tutti i controlli e simulazioni del caso e, dopo 36 ore, e’ ancora li che deve essere risolta? O e’ incredibile, o e’ un filino vergognoso. Oppure entrambe!

E per finire, una perla: avete notato che quando ci sono tanti treni in ritardo, i tabelloni vanno in panne perche’ non hanno piu’ spazio per mostrare i nuovi treni, quindi capita il paradosso che alle 8:43 siano mostrati solo i treni fino alle 8:40 e non tutti i nuovi?

#fail :(

Update: Dicevo di Murphy. Ecco, arrivato a Zurigo il mio aereo aveva piu’ di un’ora di ritardo, e quindi ho perso la coincidenza per San Francisco, rimando a Zurigo fino al giorno dopo. In pratica, Pavia – San Francisco 3 giorni, neanche fossi andato a nuoto :S

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