La narrazione visiva di grandi eventi

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Riuscire a raccontare la sensazione di immersione, di compresenza, che provo quando vivo in prima persona un grande evento e’ un’impresa che ho sempre trovato difficile. Foto, parole, ricordi simili che vengono stimolati nella mente dell’interlocutore. Ma tutto cio’ riesce solo a creare surrogati.

Per fortuna che le tecnologie possono aiutare, e cogliendo l’occasione del’linsidiamento alla Casa Bianca del nuovo presidente Obama, le sperimentazioni fatte lungo la strada del “narrare il grande” hanno ottenuto risultati che mi hanno davvero affascinato.

Una foto ad alta definizione scattata dal satellite GeoEye-1 riesce a dare l’idea delle dimensioni totali, delle reali estensioni della folla intervenuta. Sono le proporzioni con gli altri elementi del contesto che aiutano a capire. L’importanza della visione d’insieme.

Anche assemblare 220 foto scattate da un cavalletto automatizzato Gigapan in un’unica immagine, consultabile poi con diversi livelli di zoom, riesce con estrema facilità a trasportare dal macro al micro, dai contorni confusi di una massa di due milioni di persone ai tratti dei singoli partecipanti. Interessanti gli scatti segnalati da chi ha esplorato la foto, che portano alla luce incredibili cappelli, personalita’ intervenute, cecchini posizionati nei palazzi limitrofi e molte altre stranezze. Solo un’intelligenza collettiva e’ capace di analizzare minuziosamente un’opera collettiva anch’essa, nata dalla fusione di tanti elementi.

Photosynth ObamaLo stupore maggiore me l’ha fatto provare il lavoro della CNN, che usando il software Photosynth, ha combinato piu’ di 600 scatti dell’evento in un unico modello navigabile, anche tridimensionalmente. Il bello dell’impresa, oltre al risultato ovviamente, e’ stata la provenienza delle immagini necessarie a realizzarla: le foto dalle quali e’ stato tratto il tutto, infatti, sono pervenuti alla redazione a seguito di una richiesta di materiale aperta a tutti quelli che avevano immortalato l’evento. Contributi dal basso quindi, disomogenei e non preventivamente accordati, mixati assieme per ricostruire la realta’ di un accadimento. Un gigantesco puzzle composto dalle iniziative di ognuno, un ordine ritrovato nella disorganizzazione di un’azione di massa. Come quando si segue lo streaming dei tweet di qualche evento, ma stavolta son colori, non con concetti da 140 caratteri.

Ovviamente consiglio la visione delle gallerie aggiuntive proposte dai casi citati. Una narrazione visiva di grandi eventi/spazi davvero efficace. Devo sperimentare anche io, al piu’ presto.

UPDATE: Guardate cos’hanno fatto allo stadio di Wembley. Il Wembley360, una gigantesca panoramica di tutti i presenti che si puo’ zoomare fino al singolo volto, con livelli di dettaglio davvero impressionanti. Viene addirittura offerta la possibilita’ di taggarsi per entrare a far parte dell’impresa.

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