Insight, conoscere Microsoft direttamente a casa sua

Il campus Microsoft a Redmond

Il campus Microsoft a Redmond

Io, Giovanni, Stefano, Guido, Roberto e la nostra guida Lorenzo: sei italiani invitati a vivere una settimana nel campus Microsoft a Redmon per il programma Insight, alla scoperta delle principali tecnologie, visioni e campi d’azione di questa azienda. Essere dentro e vedere con i proprio occhi offre tantissimo, mi ha arricchito con molti spunti interessanti sui quali non ho ancora smesso di riflettere a distanza di quasi due settimane. Difficile riassumerli, riportero’ solo i piu’ salienti.

Durante un’introduzione di Miha Kralj sui trend futuri a breve e medio periodo del mondo digitale e dell’infrastruttura tecnologica necessaria a mantenerlo, alcuni in particolare mi sono rimasti impressi: in primis, e sotto gli occhi di tutti ormai, l’uso della banda per la navigazione in mobilita’ “is skyrocketing”, ovvero cresce sempre piu’ velocemente. Questo portera’ all’assegnazione di nuove frequenze fisiche e all’uso di diverse tipologie di reti in base al particolare uso (wifi, bluetooth, pan o altre nuove forme) per combattere l’offhauling. Il mobile browser e’ stato definito il minimo comune multiplo delle caratteristiche dei device, mentre le applicazioni continueranno ad essere il solo modo per fare le cose native al 100%. Infine, prima o poi gli ISP tasseranno il servizio di bitpipe offerto a chi, con questo servizio, ci fa business. Ad esempio, facendo un acquisto su Amazon UK, l’ISP in UK del quale si sono sfruttate le linee ricevera’ un “rimborso” da Amazon (sperando che poi questo non gonfi il prezzo finale del prodotto). E ho sentito parlare per la priva volta dello Zettabyte!

Jeff a la sua fantastica maglietta

Fantastica maglietta Jeff!

Gli incontri sulla NUI (Natural User Interface) mi hanno letteralmente steso, tanto da meritare un post a parte. Imperdibile se siete appassionati di UX, nuove forme di interazione uomo macchina e della casa del futuro. Riassunto: Kinect-like ovunque, pareti e superfici come tavolozze che micro proiettori dipingono di volta in volta in base al contesto e alle nostre azioni, interfacce specializzate sui task da eseguire. E Microsoft che si conferma come una realta’ capace di fare moooolta ricerca di lungo periodo dietro le quinte, inseguendo idee che, immaginate dieci anni fa sembravano pazzia, mentre invece oggi hanno saputo creare innovazione.

Se non avete ancora mai visto l’interfaccia Metro presente in Windows Phone 7, e’ meglio iniziare a colmare questa lacuna: sara’ infatti il nuovo vestito con cui si presenteranno quasi tutti i futuri prodotti consumer di Microsoft, XBox e Windows 8 compresi. Uno shift da un paradima iconografico a quello infografico. Anche in questo caso, un progetto con una lunga ottica e iniziato tanto tempo fa, di cui un po’ alla volta si iniziano a vedere gli effetti.

 

Open Source and Microsoft

Open Source and Microsoft

E se dieci anni fa Steve Ballmer definiva Linux ed il free software come un cancro, e’ stato piacevole constatare come oggi Microsoft abbia cambiato rotta, preferendo interoperabilita’ ed apertura con altri attori del mondo informatico. Certo, non penso sia stata un’illuminazione sulla via di Damasco: i governi sono i primi a pretendere standard aperti (e dai governi arrivano molti soldi), e far girare PHP assieme alle maggiori piattaforme di blogging e content management sui propri server Windows o sul proprio cloud Azure porta ad allargare il numero di potenziali clienti. Ho avuto il piacere di conoscere e confrontarmi con persone come Jas Sandhu, evangelist per l’Open Source and Interop Strategy, e sono proprio contento che Microsoft abbia al suo interno figure cosi’. Con loro dentro mi e’ tornata la speranza che ci sia spazio anche per un po’ di “pensiero buono” su questi temi, non solo asettico calcolo per aumentare il profitto. E vi giuro che, parlando con lui, ho avuto la conferma che il mondo del free software e’ pieno di geni e di visionari, ma al tempo stesso di caratteri quantomeno “difficili” da trattare. E che se non si sentono almeno tutte le campane di una situazione, e’ inappropriato farsi un’opinione pensando che chi in passato ha agito secondo una direzione non condivisibile, lo stia facendo anche nel presente.

SR71, uno scafo costruito attorno alla velocita'

SR71, uno scafo attorno all'idea di velocita'

Fuori dalle conferenze ho avuto modo di vedere dal vero un SR-71 Blackbird, un piccolo sogno che avevo fin da piccolo e che, inaspettatamente, si e’ realizzato al Museo del Volo di Seattle. Poi l’esperienza di 3 giorni in un vero campus aziendale, quello di Microsoft, mi ha lasciato molte piacevoli sensazioni, ma anche qualche piccolo dubbio: un’ambiente di lavoro che trova spazio per momenti di condivisione sociale con campi sportivi, locali e spazi verdi dove andare anche con estranei all’azienda, l’orientamento al raggiungimento degli obiettivi rispetto al “tempo passato davanti alla scrivania” e quindi una grande flessibilita’ di orari, la liberta’ di muoversi, l’incentivo a confrontarsi con i colleghi su diverse tematiche durante il lavoro ed altre interessanti comportamenti che non fanno altro che giovare, a mio avviso, alla produttivita’ complessiva dell’azienda. Il dubbio riguarda quanto poi questo ambiente cosi’ piacevole ed immersivo non rischi di catturare e di non lasciare altro spazio se non quello “del lavoro e al lavoro”. Ma magari sono solo le preoccupazioni di una persona dall’altra parte di questa linea.

Infine, oltre ai compari di viaggio che hanno reso davvero divertente questo viaggio, come non citare Giorgio, Vittorio ed Enzo, che tra una birra e l’altra non ci hanno fatto mancare il sano affetto di chi e’ un po’ connazionale, un po’ emigrato, oltre che a darci una prospettiva da “internals” sull’America, Washington, Microsoft.

Il motto del viaggio: “A Redmond, finche’ non senti il rumore della pioggia sul tetto, non preoccuparti del tempo se vuoi uscire“. E il mio album Flickr ne sa qualcosa. C’e’ n’e’ anche un altro con scatti molti belli. Se avete dubbi o curiosita’, chiedete pure!

Jas Sandhu

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