Google Developer Day, ma anche no!

Google Developer DayLe intenzioni erano delle migliori, il dispiacere per chi era stato
scartato tanto, l’impegno necessario a partecipare parecchio. Queste le
mie premesse per il Google Developer Day, purtoppo ampiamente
insoddisfatte al ritorno dall’esperienza milanese.

Nonostante la sveglia alle 4.30 e la totale scioltezza del viaggio, l’arrivo al luogo dell’evento non e’ stato possibile prima delle 10. Ci siamo cosi’ dovuti sorbettare una coda di un’ora prima di entrare, e quando sono arrivato alla registrazione i posti per i seminari che mi interessava seguire erano tutti esauriti. Iniziamo bene.

Primo codelab, OpenSocial: breve introduzione di dieci minuti su OpenSocial e poi un link che raccoglieva la documentazione delle API e i passi per realizzare la prima applicazione sotto Orkut. Ah si, l’aiuto di tre ragazzi che rispondevano ad eventuali richieste d’aiuto. Basta. Non un progetto d’esempio da seguire, magari spiegato e poi da estendere, non un obiettivo comune da raggiungere dove gareggiare contro altri developers, niente di niente. La differenza tra prendermi due ore di tempo a casa e studiare da autodidatta? Direi nessuna! Tra l’altro, con Fullo e Michele, abbiamo provato a realizzare un mash-up con Twitter, ma ho notato come il codice per leggere i feed, eseguito nella sandbox di Orkut, non poteva accedere ad indirizzi fuori dal dominio di Google. Grave bug confermato poi anche dalle prove di Fullo.

Seminario su Gears: scappato prematuramente dal codelab su OpenSocial, ho sfoggiato i miei migliori occhi da cerbiatto alla ragazza che controllava l’accesso al seminario su Gears, non essendo registrato. Ottenuto il grant access alla saletta, ho ascoltato per circa un’ora parlare di questo framework che attira sempre piu’ le mie attenzioni, soprattutto se iniziera’ ad essere installato di default sui maggiori browser. Anche qui, delusione, data semplicemente dal fatto che le mie conoscenze su cosa puo’ fare Gears su riferiscono alla documentazione sul sito, e nel seminario non si e’ sostanzialmente andati oltre. Giusto qualche demo che faceva vedere alcune applicazioni Gears-powered. Rarissime le righe di codice mostrate, perche’ ad un incontro per sviluppatori bisogna far vedere cosa posso fare, e non come posso farlo. Mah… Inoltre, alla domanda sul supporto di Gears for Mobile rispetto alla versione full e quali erano i piani di supporto per altri browser diversi da Internet Explorer Mobile, la risposta che ho ricevuto e’ stata un laconico “In futuro cresceranno le funzionalita’ e il supporto sara’ allargato”… Fate vobis!

Pausa pranzo, abbondante ad onor del vero, sonno che si faceva sentire e capita cosi’ di aver finalmente stretto la mano a Paolo e Stefano, i Mainardi bros.

Geo: finalmente un seminario interessante, ricco di esempi e frammenti di codice che trattavano quanto raccontato dal relatore, di cui ho lasciato traccia con diversi tweet. Tra le cose che non sapevo, le Earth API, un plugin programmabile per Google Earth (per ora disponibile solo per Firefox e Internet Explorer, entrambi sotto Windows), che porta il 3D di Earth anche sul browser, Maps API for Flash, per usare Maps da ActionScript3 ed embeddare il tutto come oggetto Flash nelle proprie pagine, Static Maps API, che permette di usare Maps anche su dispositivi mobili, seppur ritornando delle immagini statiche e non il classico controllo JavaScript. Un esempio alternativo dell’uso del navigatore di Maps e mash-up sfiziosi dei plugin fin qui descritti. Aspetto con impazienza le slide ufficiali con tutti i link mostrati al seminario.

YouTube codelab: sono entrato un attimo, ma i commenti di Fullo, Michele e DElyMyth hanno lasciato poco spazio alla speranza: stessa impostazione dell’altro codelab, una cosa da poter fare tranquillamente da casa.

Android: seminario tenuto in videoconferenza, in cui si e’ accennato allo sviluppo delle applicazioni per questo sistema operativo: il plugin per Eclipse, la progettazione di interfacce orientation-aware mediante file xml, come il sistema gestisce le applicazioni, il collegamento dinamico a mezzo Cursor tra una ListView e l’elenco dei contatti memorizzati nell’address book e qualche dritta sull’uso delle risorse disponibili. Anche qui, nonostante le mie conoscenze lato sviluppatore di Android non vadano oltre un seminario che ho seguito all’Over The Air, ho sentito addirittura meno cose rispetto a quella volta. Insomma, si poteva accennare all’uso dell’hardware presente sui disposivi (camera, accelerometri ecc) realizzando qualche mash-up con i servizi di Google con deploy su un T-Mobile G1, dato che il relatore era fisicamente a Mountain View e non penso facesse difficoltà a procurarsi quel device. E invece, livello troppo introduttivo anche qui.

In definitiva: un evento per sviluppatori, dal mio punto di vista, dovrebbe essere piu’ hands-on, piu’ da metterci le mani in pasta. Non dico sessioni noiose dove ti sbobinano tonnellate di codice comprensibile sono a chi e’ gia’ nel dentro di quella tecnologia, letali oltretutto dopo la pausa pranzo, ma neanche qualcosa di ricorducibile ad una presentazione commerciale con frammenti di istruzioni sparsi qua e la. Insomma, si presuppone che uno sviluppatore abbia quel minimo di curisita’, necessaria alla professione, che lo porti o ad informarsi prima, o ad informarsi dopo aver visto nell’incontro cosa si può arrivare a fare, con dritte su come farlo. Da abolire poi la modalita’ di svolgimento dei codelab. Nota di merito alla rete wifi, totalmente open, alla faccia della Pisanu. E non e’ il primo evento
ufficiale a cui partecipo che si svicola volontariamente da questa
legge. E nota di merito anche alla macchinata (io, Fullo, Michele aka @ildipendente, DElyMyth e all’andata Luca) dove abbiamo smorzato, ridendo, prima il sonno, poi la delusione della giornata. Lunga vita alle avventure grafiche della Lucas & Co., a anche a DosBox!

Messaggio a chi e’ rimasto a casa: potevate  tranquillamente venire, mancavano tante delle persone registrate nella lista ufficiale, quindi posto c’era. Ma ne sarebbe valsa veramente la pena?

0 Comments

  1. peccato c’era tanta aspettativa :-(

    e peccato che non sono potuto venire… se non altro per il viaggio in macchina :-D

    però, perché non riutilizzare l’idea che avevi avuto del BusCamp a prescindere dal #ggd
    potrebbe essere interessante un bel viaggio in un pullman pieno di pazzi programmatori che organizzano seminari al posto di raccontarsi barzellette :-D

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