E Turani ci riprova con Office 2007

Giuseppe Turani

Stentai quasi a credere a quello che lessi quando, il 18 luglio 2005, Repubblica pubblicò questo articolo sulle novità del futuro sistema operativo di casa Microsoft, Windows Vista (code-name Longhorn). Articolo che poi venne ampliamente commentato e criticato da molti (Paolo Attivissimo in primis, ma basta leggere alcuni tra i primi link che Google riporta per rendersene conto). E oggi, purtroppo, la stessa spiacevole sensazione. Giuseppe Turani, nel supplemento di Affari e Finanza del 12 Giugno di Repubblica.it, infatti ci ha di nuovo regalato  un’altra delle sue perle, stavolta relativa al prossimo Microsoft Office, Office System 2007. Dopo aver letto l’articolo, ho passato con i miei colleghi una mezzora in allegria ridendoci sopra, poi però ho pensato: un errore una volta si perdona, ma che una testata giornalista accreditata come Repubblica permetta ripetutamente la divulgazione di certe barbarie informatiche è davvero inaccettabile, soprattutto perché sono molti i suoi lettori che non hanno gli anticorpi tecnici necessari a capire le castronerie che hanno davanti! Per non parlare poi del fantauso che viene fatto del nostro caro idioma, tanto da far ipotizzare che sia stato usato l’itagliano per scrivere l’articolo.

Volete qualche esempio: basta leggere quest’opera d’arte passo passo, soffermandoci solo su alcuni punti, quelli che secondo me meritano di più:

Rivoluzione in arrivo sui desktop di tutto il mondo. Di fatto, nel giro di qualche mese la scrivania “elettronica” di tutti noi cambierà radicalmente
Bene, mi fa piacere, l’informatica di oggi è un settore troppo monotono, ci voleva proprio qualcuno che desse una scossa, speriamo di trovare nel resto dell’articolo queste tanto decantate novità.

I vari programmi di Office sono talmente diffusi che sono diventati, ormai, una specie di standard. Tutti scrivono lettere e documenti usando Word, tutti fanno tabelle usando Excel, sicuri che chi riceve questi materiali dall’altra parte sarà in grado di “aprirli”, come si dice in gergo, e quindi di leggerli e di lavorarci sopra
Riflettiamo un attimo di questa sicurezza sull’apertura dei documenti, in riferimento alle diverse versioni di Office che circolano nel pianeta: sicuramente non ci sono problemi quando la mia lettera contiene del testo e magari un paio di immagini, oppure il mio foglio elettronico ha diversi numeri e qualche formula. E’ pur vero che a queste condizioni posso aprirli correttamente usando programmi come OpenOffice.org, AbiWord o Gnumeric. Però cosa succede se iniziamo ad utilizzare tabelle, macro, linguaggi formula o altro nei nostri documenti? Io come amministratore di rete ho vissuto sulla mia pelle diversi problemi di incompatiblità, e da quello che sento in giro, non sono il solo.

Ebbene, nel giro di qualche mese tutto questo cambierà. Nel senso che è in uscita la nuova versione di questa che è certamente la suite di programmi più diffusa nel mondo
Non capisco una cosa: cos’è destinato a cambiare con questa nuova versione? Cioè, diventerà la suite più diffusa dell’universo (Agente 007, World is not enough) oppure la meno utilizzata sul pianeta, con buona pace di tutti i virus-trojan-spyware ecc ecc writer? Lo scopriremo dopo il lancio ufficiale. Nel frattempo, ricordiamoci che anche questo è itagliano!

Centinaia di migliaia di utenti che se la scaricano sul proprio computer per vedere, intanto, di che cosa si tratta e come funziona. Insomma, una rivoluzione.
Se potessi, chiederei a Turani dov’è questa rivoluzione: scaricare un programma per provarlo è una rivoluzione? Forse potrebbe essere nell’alto numero di persone, però prima di crederci vorrei sapere la fonte da dove Turani ha preso questo “centinaia di migliaia” di utenti che in una maratona senza precedenti stanno letteralmente intasando ogni tipo di connessione ad Internet per scaricarsi la nuova versione della suite Microsoft ed essere tra i primi (tra  centinaia di migliaia i primi!?!?!) a provarla. Dal canto mio ho già deciso che alla prossima partita dell’Italia io starò davanti al mio pc a provare Office 2007 invece di vedere la Nazionale giocare, tanto i mondiali ci sono ogni 4 anni, questa Beta2 si scarica una volta sola nella vita!

Dopo la versione Beta2 ci sarà la versione Test e quindi il prodotto sarà commercializzato
Sono pignolo, lo ammetto, però dato che Test è scritto con la lettera maiuscola, suppongo che sia il nome particolare della tipologia di versioni precedente a quella destinata alla commercializzazione definitiva. Peccato che in casa Microsoft questo tipo di rilasci vengano chiamati Release Candidate, o al massimo le Community Preview, ma non assolutamente Test!

che è probabilmente il programma più usato in assoluto perché è quello che tutti noi usiamo per scrivere e per leggere quello che hanno scritto altri.
Ed ecco  una delle perle di itagliano a cui mi riferivo. :)

Se dentro il testo scritto compare una fotografia (o un disegno), e se ci si sofferma su quell’immagine, immediatamente nella barra dei comandi che sta in cima alla pagina, “emerge” l’insieme dei comandi che consentono di lavorare sulle immagini
Senza andare troppo indietro nella storia, ho sotto le mani un Office XP, e questa rivoluzionaria funzione citata da Turani già è presente. Magari in Office 2007 si presenterà in maniera un po’ diversa (non l’ho potuto ancora scaricare per provarlo dato che altri centinaia di migliaia di persone rendono lentissimo il download), però sto ancora cercando quali siano gli elementi così innovativi tanto lodati.

Intendiamoci le stesse cose (all’incirca) si potevano fare anche con l’edizione precedente. Solo che per ottenere certi risultati bisognava essere veramente bravi e conoscere il programma molto bene
Mmmm… Ma allora questa rivoluzione dov’è? Nella semplicità? Forse, Però attenzione, ecco cosa viene detto in chiusura di articolo:

Ma, si stanno chiedendo segretarie e professionisti, si tratta di una roba facile da usare? Per le cose semplici, tradizionali, si fa in un minuto. Per le altre cose, per le prestazioni più sofisticate, bisogna avere la pazienza e studiare un po’ la suite.
Ok, adesso sono sicuro che c’è qualcosa che non porta e che questa rivoluzione tanto decantata potrebbe essere tutta una bufala, almeno nei termini con cui ce la riferisce Turani.

Altra cosa che risulterà molto utile è che il nuovo Outlook è in grado di aprire qualsiasi allegato e vi si può anche lavorare dentro, e salvare il tutto. Sia esso una tabella di Excel o una fotografia. Non è più necessario, cioè, salvare il tutto sul Pc per poterci poi lavorare sopra
Qualsiasi allegato? Io non ci credo, dato che occorre sempre avere un determinato programma per aprire il relativo allegato. Sarebbe come dire che Outlook ha al suo interno tutti i programmi del mondo! E chi lo dice questo ai tribunali e all’ufficio brevetti? E poi lavorare direttamente nell’allegato, ma per piacere: più di due anni fa, quando passai i miei utenti da Outlook 2000 a Lotus Notes, fin troppi mi hanno telefonato lamentandosi di questa mancanza nel nuovo client di posta (che poi era semplicemente contenuta in una differente funzione, ma su questo soprassediamo).

Ma la funzione che lascerà sbalorditi molti (perché fino a ieri si pensava appartenesse al futuribile o al mondo dei servizi segreti) è Sharepoint
Sharepoint futuribile?!?! Turani, si svegli, Sharepoint esiste (e in versione non beta) da almeno 3 anni! Che poi sia prossima al rilascio la versione 2007, è un altro discorso.

La sensazione, dopo averci giocato per un pomeriggio, è che intorno a questa suite di Office System 2007 si può comodamente costruire un’azienda. Dopo, può servirvi ben poco altro. Tutto quello che serve a una piccola e media azienda si trova già lì dentro
E’ solo una mia ipotesi, ma in queste righe è contenuto tutto il succo del discorso: come nel suo articolo precedente, anche un questo il giornalista indossa il vestito da marketing-man e usa la usa potenza di fuoco mediatica per fare semplicemente della grande pubblicità. Argomentata poi da tesi infondate, come abbiamo visto. Ci sarebbero molto altro da notare, però fermiamoci qui, visto che quanto detto basta da solo per capire come coesione, coerenza, verità sostanziale dell’informazione, giudizio oggettivo e tutti gli altri criteri del buon giornalismo siano stati presi e messi da parte. Spero solo che per il buon nome di Repubblica il nostro Giuseppe Turani non scriva più articoli di questo tipo. Sbagliare è umano, perseverare però è diabolico. Se poi a Repubblica serve un giornalista (o aspirante tale) che si occupi della parte tecnologica, contatti pure me, sono dispostissimo a mettere in campo tutta la mia competenza tecnica e comunicativa!

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