Croazia, una vacanza da rifare nuovamente!

La prima parola che mi viene in mente per descrivere la vacanza estiva del 2008, che mi ha visto arrivare in Croazia, e’ sicuramente natura. A cui aggiungerei turismo e infine liberta’.

Il lago maggiore di Mljet Natura perche’ nei luoghi dove sono stato la tavolozza di colori prevalente era formata dall’azzurro del cielo, il verde della vegetazione e i giochi di luce del mare. E la roccia faceva da punto di rottura, da linea frastagliata dove terminava una tonalita’ e improvvisamente ne iniziava un altra, senza sfumature di transizione. E’ inutile che parli delle coste croate, la loro bellezza è ben nota, ma vederle, viverle ora dopo ora beh, questo fa tutto un altro effetto. Anche la bassa densità della popolazione fa il suo gioco. C’e’ silenzio intorno a te, non si sente quel basso ma onnipresente brusio della citta’.
La fontana della Old City a Dubrovnik Turismo perche’ siamo partiti, io e la mia ragazza, solo con il biglietto d’andata e ritorno Ancona-Spalato, una Lonely Planet, una tenda per le emergenze, nessun mezzo di trasporto e tutto il resto sarebbe stato improvvisato day by day. Ma mai ci siamo sentiti in difficolta’, abbandonati a noi stessi: un pizzico di inglese e potevi sapere quasi tutto quello che ti serviva al primo colpo. Servizio autobus efficiente, barche per ogni dove, uffici informazioni abbastanza esaurienti. Paradossalmente solo in Italia mi sento spaesato quando, uscendo dalla stazione di Ancona, devo trovare un bus in alternativa al treno che non c’e’, oppure all’aereoporto di Falconara, sapere come e quando poter tornare a casa con i mezzi pubblici.
Certo, i prezzi della zona sud della Croazia non sono piu’ cosi’ economici come una volta, e per un pasto per due composto da due portate, dolce e birra, abbiamo speso mediamente intorno alle 200 Kune in tutto (28 euro), ma confesso che ci siamo sempre fermati nel primo posto che ci capitava e abbiamo frequentato sempre localita’ turistiche. Sia il pesce che la carne si sono sempre rivelati buoni. Fiumi di birra, che va giu’ che e’ un piacere e costa 12 Kune alla pinta. Praticamente come l’acqua.
Tramonto a Cavtat Liberta’ perche’ ho capito che, almeno per me, il vero modo di vivere la Croazia e’ lasciarsi trasportare da quanto offre. Noleggiare una moto, uno scooter e partire. Visitare spiagge, isole, città. Fermarsi a guardare tramonti da un a piazzola di sosta, perdersi nel sentire l’odore delle vie di qualche piccolo paesino che si affaccia sul mare. Prendere una barchetta a vela (quella a motore fanno troppo rumore) e lasciarsi affascinare dallo spettacolo che offrono le coste. Da solo o in compagnia, poco importa. Adoro la vita all’aria aperta, e generalmente mi eccita questa prospettiva. La Croazia invece mi ha trasmesso un’idea di tranquillita’, di liberta’, di riappropriazione del proprio tempo di cui ognuno e’ il solo responsabile, anche se spesso ce ne dimentichiamo. Qualche anno fa avevo intenzione di partire con un kayak e passare una settimana pagaiando da un’isola all’altra, con dietro lo stretto indispensabile per sopravvivere un paio di giorni, e girare cosi’, senza una meta precisa. Ora che ci sono stato, so che non mi sbagliavo, e prima o poi riusciro’ a farlo.

Per farla breve, ecco il nostro itinerario completo, magari potrebbe servire come spunto per qualcuno:

Day 1
Arrivo a Split (Spalato) e viaggio verso Dubrovnik. 4 ore di autobus
su strade non proprio fantastiche, ma di meglio non ce n’e’. Sistemazione da un’affittacamere
incontrato al nostro arrivo alla fermata, primo sopralluogo nella citta’ e primo
bagno di sole e di mare sulla prima spiaggetta trovata a vista. Fantastico!

Day 2
La Old City da una delle sue torriVisita alla Old City di Dubrovnik e poi mare a volonta, nelle spiagge intorno alle mura. Cenetta di pesce nel ristorante sul porto. Poca scelta, cose semplici ma buone, a parte le cozze che mi hanno proprio lasciato perplesso. Sara’ perche ormai sono abituato a babbo le va a prendere la mattina appena raccolte dall’allevamento, le pulisce una ad una e le mangiamo la sera stessa! L’impressione comunque che ho avuto e’ stata che “Lokanda Peskarija” sia piu’ una specie di catena di montaggio del pesce per turisti che riesce comunque a mantenere un buono standard qualitativo e un prezzo onesto. Consigliato insomma, ma non da perderci la testa.
La Old City di Dubrovnik e’ troppo bella, con la sua pietra bianca ovunque che la fa risplendere proprio come una perla (e l’assenza di auto nel centro storico fa si che la sua luminosita’ si preservi), con i suoi panorami dall’alto delle mura davvero belli, con la vita notturna piena di luci, suoni e colori che ti fanno sentire davvero al centro di qualcosa di vivo e pulsante intorno a te.
Strapiena di turisti nel weekend, anche a causa delle navi da crociera che sbarcano nella citta’ di Sabato e di Domenica. Non prendete l’audioguida delle mura dato che e’ un concentrato di erori d’italiano e autocelebrazione opulenta, che solo ogni tanto fornisce utili i formazioni su quanto ci circonda

Day 3
Partenza per Cavtat, una località di mare a circa 45 minuti da Dubrovnik, sempre in autobus. La spiaggia formata da grossi scogli e con tante insenature che sembrano piscine, la pineta dietro, il panorama. Un giorno intero per lasciarsi ammaliare dalla bellezza del posto!

Day 4
Giornata dedicata all’isola di Mljet, un bellissimo parco naturale che si raggiunge con un’ora di aliscavo, sempre affollato e quindi c’e’ da andare a fare la fila per il biglietto, non prenotabile, anche un’oretta prima della partenza. Arrivati, c’e’ solo l’imbarazzo della scelta di come vivere la natura del posto. In bicicletta, a piedi per i sentierini che ci sono, con una canoa doppia girando un paio d’ore nei due laghi principali. Oppure semplicemente lunghi su una roccia a fare le lucertole. L’acqua e l’odore dell’aria sono davvero incantevoli.

Day 5
Casetta dei pescatori a Mali-stonAutobus per Ston, penisola a Nord di Dubrovnik, famosa per gli allevamenti di ostriche e altri molluschi. A meno di un chilometro da dove ferma l’autobus c’e’ Mali-Ston, una piccola città di pescatori piena di ristorantini dove con cifre neanche troppo esagerate si mangia dell’ottimo pesce che definire fresco e’ comunque riduttivo. Noi in due abbiamo speso un totale di 420 Kune, e abbiamo preso ostriche, 3 diverse portate, dolce, vino ecc ecc. Sconsigliate le spiagge, dato che a Ston ci sono le saline e se a Mali-Ston allevano le ostriche un motivo ci dovra’ pure essere. Una bella spiaggia e’ ad almeno 3 chilometri da Ston, quindi o avete un mezzo di trasporto, oppure preparatevi ad una lunga scarpinata perche’ non ci sono mezzi pubblici che la raggiungono.

Day 6
L’idea era di tornare in mattinata a Spalato e di fare un po’ di mare anche da quelle parti, ma a causa prima di un autobus troppo pieno, e poi di un pilota di formula uno che ha ben pensato di movimentare il torrido pomeriggio venendo addosso al nostro bus durante il tragitto verso Split, abbiamo avuto solo un paio d’ore per prendere una birra con Sergio ed Emma e poi iniziare le procedure per l’imbarco. Peccato.

Qualche consiglio sparso
-Saltate pure l’intermediazione di un’agenzia italiana per affittare una casa, a meno di particolari esigenze. Noi non abbiamo avuto problemi neanche la settimana di ferragosto a trovare qualcosa. A Dubrovnik abbiamo dormito da  una simpatica e accogliente signora,
pagando una doppia 280 Kune (circa 40 euro), cucina e gentilezza
inclusa. Fateci un pensiero se ci andate:
Family Supic
Uz Giman 13
20000 Dubrovnik, Croatia
home: +385 (0)20 356054, mob: +385 (0)98 427857
darkosupic@yahoo.com
-La Atlas, agenzia turistica onnipresente sul territorio, organizza escursioni giornaliere praticamente ovunque, quindi se non siete ispirati, rivolgetevi ai loro deplian per farvi venire qualche idea. Funziona!

Nella sezione delle foto, alla galleria Croazia, trovate qualche scatto. Altri ne aggiungero’ a giorni. Buona visione e, se serve qualche consiglio, chiedete pure!

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