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Archive of posts filed under the Technology category.

NavigationBar in style iPhone UITabBarController per Android

Nel porting di applicazioni iOS su piattaforma Android, ci sono casi in cui si vuole necessariamente una barra di navigazione nella parte bassa dello schermo, come quella presente in molte applicazioni iPhone/iPad.

Ci sono diversi approcci che si possono seguire. Usare una libreria che rende anche possibile lo scrolling dei bottoni, un controllo personalizzato e gestito tutto via codice, dei TabHost con dei TabWidget, oppure inventarsi altro per gestire anche i Fragment.

Invece io voglio ottenere lo stesso risultato con la massima flessibilita’ possibile, quindi usando solo controlli standard e semplici, al massimo personalizzandone lo stile. Quindi il componente principale della navigationbar sara’ un RadioGroup, all’interno del quale ogni elemento RadioButton rappresentera’ un pulsante. Un diffuso uso di StateListDrawable rendera’ coerente l’aspetto grafico.

Di seguito il layout dell’activity principale, quella che conterra’ la navigation bar: res/layout/actnavbar.xml

< ?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
 
<relativelayout xmlns:android="http://schemas.android.com/apk/res/android"
  android:layout_width="fill_parent"
  android:layout_height="fill_parent"
  android:background="@android:color/white"
>
  <radiogroup android:layout_width="fill_parent"
    android:layout_height="60dp"
    android:layout_alignParentBottom="true"
    android:orientation="horizontal"
    android:background="@drawable/navbar_background"
  >
    <radiobutton android:id="@+id/btnAll"
      style="@style/navbar_button"
      android:drawableTop="@drawable/navbar_allselector"
      android:text="All"
    />
    <radiobutton android:id="@+id/btnPicture"
      style="@style/navbar_button"
      android:drawableTop="@drawable/navbar_pictureselector"
      android:text="Pictures"
      android:layout_marginLeft="5dp"
    />
    <radiobutton android:id="@+id/btnVideo"
      style="@style/navbar_button"
      android:drawableTop="@drawable/navbar_videoselector"
      android:text="Videos"
      android:layout_marginLeft="5dp"
    />
    <radiobutton android:id="@+id/btnFile"
      style="@style/navbar_button"
      android:drawableTop="@drawable/navbar_fileselector"
      android:text="Files"
      android:layout_marginLeft="5dp"
    />
    </radiogroup>
</relativelayout>

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Ubuntu 10.10 Maverick con le ultime versioni di Thunderbird, Firefox, Libreoffice ecc

Purtroppo l’aggiornamento ad Ubunto 11.04 sul pc di casa e sul netbook mi ha lasciato con un po’ di amaro in bocca: ho notato diversi rallentamenti rispetto a prima e sono dovuto passare a Gnome3 perche’ con Unity le cose erano veramente ingestibili (parere personale, ovvio) e un po’ di pacchetti a me utili, tipo prism, erano stati eliminati. Sul notebook del lavoro ho quindi pensato bene di lasciare la 10.10 con Gnome 2, che va un gioiellino, senza pero’ rinunciare alle ultime versioni dei programmi che uso piu’ spesso.

Thunderbird 6: Mozilla mantiene un PPA con l’ultima versione di Thunderbird e Lightning, raggiungibile a questo indirizzo. Per installarlo, basta eseguire tre semplici comandi:
sudo add-apt-repository ppa:mozillateam/thunderbird-stable
sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade
Piccolo tips: per ottenere in Thunderbird una visualizzazione simile a quella presente in GMail, installare l’addon Thunderbird Conversations.

Firefox 6: idem come sopra, anche se il consiglio e’ quello di verificare il supporto degli addon installati all’ultima versione del browser.
sudo add-apt-repository ppa:mozillateam/firefox-stable
sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade
Nel PPA ci sono anche alcune celebri estensioni, come Adblock-plus, Flashblock ecc.

Chromium: se vi piace vivere “on the edge” si puo’ scegliere di aggiornare con la nightly build, oppure usare il PPA di seguito per l’ultima versione stabile.
sudo add-apt-repository ppa:chromium-daily/stable
sudo apt-get update
sudo apt-get install chromium-browser

Libreoffice 3.3.2: In Ubuntu 10.10 e’ ancora presente Openoffice.org. Per passare a Libreoffice, basta aggiungere l’apposito PPA e poi installare il pacchetto libreoffice, che rimpiazzera’, rimuovendolo, OpenOffice.org
sudo add-apt-repository ppa:libreoffice/ppa
sudo apt-get update
sudo apt-get install libreoffice libreoffice-gnome

Clementine 0.7.1: un’ottimo player multimediale a mio avviso, con supporto per streaming radio, media rimuovibili e moltissimo altro. Anche in questo caso, un PPA direttamente dall’autore
sudo add-apt-repository ppa:me-davidsansome/clementine
sudo apt-get update
sudo apt-get install clementine

Pidgin 2.9: Direttamente dagli sviluppatori del noto client di messaggistica multiprotocollo, il PPA con gli ultimi aggiornamenti.
sudo add-apt-repository ppa:pidgin-developers/ppa
sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade

Infine, una lista di altri PPA che uso per tenere aggiornati tanti altri pacchetti

  • ppa:medibuntu-maintainers/ppa: diversi package multimediali
  • ppa:ubuntu-wine/ppa: per poter eseguire programmi Windows direttamente nella vostra Linux box
  • UbuntuUpdates.org PPA list: una lunga lista di PPA ufficiali o semi-ufficiali con le ultime release di molte famose applicazioni.

Tutto il testing possibile per Android al BetterSoftware 2011

Ecco la registrazione del mio intervento “Tutto il testing possibile per Android”, che ho tenuto durante il BetterSoftware a Firenze. Purtroppo 20 minuti per il mio intervento sono stati veramente pochi (ne avevo chiesti il doppio), quindi mi sono dovuto adattare con quello che avevo, tagliando e accorciando come un forsennato. Scusatemi :(

Qui il link diretto al file video, mentre di seguito le slide.

Conflitti nella UX delle Google Android App

Magari ingenuamente, uno si puo’ anche aspettare che le applicazioni fatte da Google per Android seguano una UX comune e, tra loro, abbiano una buona coerenza nell’interfaccia. E invece ecco cosa capita oggigiorno.

Google ShopperGoogle Shopper: spunta una Navigation Bar in basso, in pieno stile iPhone TabBar, mai vista in altre app Google.

Google MusicGoogle Music: Nel secondo screenshot il menu’ contestuale dell’elemento e’ completamente diverso da come appare nei contatti e da come avevano caldamente consigliato al Google IO del 2010. L’Action Bar e’ assente e spunta una Navigation Bar in alto, a scorrimento orizzontale, che ricorda molto l’interfaccia Panorama di WP7, dove per indicare che c’e’ qualcosa a destra e a sinistra si lascia, appunto, troncato il titolo di quello che c’e’ ai lati.

GooglePlusGoogle+ utilizza l’Action Bar, mentre la Navigation Bar appena sotto e’ molto diversa da quanto visto fino ad oggi. Difficile da leggere e da navigare al tocco, conta comunque sullo swipe delle schermate verso destra e verso sinistra, indicando con delle freccine che ci sono ancora contenuti ai quali accedere ai lati della vista su cui si e’ focalizzati.

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Settembre, un mese di hackathon alle porte!

Il fatto che sia un appassionato di hackathon e’ cosa risaputa. Che pero’ a Settembre ce ne saranno ben due a cui partecipero’, e’ una piacevole novita’ anche per me.

HackItaly, 17 Settembre, Milano. Max Ciociola e Stefano Bernardi tornano (stavolta sembra per davvero) con il secondo hackathon organizzato da HackItaly. Abbastanza generalista, probabilmente incentrato su API per la musica e altri servizi simili. Non c’e’ vincolo di piattaforma o di tecnologia, anche se a quello precedente ho visto molte creazioni web, e qualcosa per mobile.

OverTheAir, 30 Settembre e 1 Ottobre, Londra. Appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati del mobile, caratterizzato dall’hackathon notturno, tra venerdi’ e sabato mattina, tutto incentrato su smarphone e tablet. Questa sara’ il terzo anno che mi vedra’ presente, ed ogni volta ho sempre avuto modo di “assaggiare” un uso fantastico delle tecnologie piu’ particolari: Android quando ancora era alle prime luci, LBS e caccie al tesoro via GPS quando ancora Foursquare non era nato, utilizzo di acceleromentri quando ancora l’n95 era uno dei pochi telefoni ad esserne equipaggiato. Insomma, vale la pena solo guardarsi lo showcase di applicazioni presentate per capire molti dei trending topic dei prossimi 1-2 anni.

Al solito, se potete partecipate e, se volete, facciamo qualcosa assieme. Io codero’ cose su Android, per il resto sono al vostro servizio! ;)

E non e’ detto che, come WhyMCA, non riproporremo anche noi qualcosa di simile intorno a Novembre-Dicembre.

Come convertire e leggere PDF, EPUB, RSS, e pagine HTML sul Kindle

Kindle 3Di ritorno dal mio ultimo viaggio in America non ho saputo resistere alla tentazione di comparmi un Kindle di Amazon (Kindle3, per la precisione). In questo post voglio riportare un po’ di esperimenti che ho fatto: lettura di PDF, conversione tra i vari formati di ebook disponibili, lettura di feed RSS , accesso al catalogo di Google Books ecc.

Piu’ contenuti per tutti
Acquistare libri dallo store di Amazon non e’ l’unico modo per ottenere dei contenuti da leggere sul Kindle. Basta infatti attaccarlo al PC e quest’ultimo lo vedra’ come un mass storage device (una pennetta usb). Copiando DOC, RTF, PDF, TXT, HTML ecc nella cartella documents, questi file verranno visti come normali libri e si potra’ iniziare la lettura una volta scollegato il Kindle dal PC.

Mandare per email contenuti al Kindle, originali o convertiti
Invece di copiare i file manualmente, e’ molto piu’ comodo usare il servizio di wireless delivery messo a disposizione da Amazon stessa. Basta inviare una mail con uno o piu’ allegati ad un particolare indirizzo di posta, scelto in fase di registrazione del Kindle con l’accont Amazon. I possessori di Kindle 3G possono usare kindleusername@kindle.com per ricevere subito il file ad un prezzo di $0,15 al mega, mentre se si e’ “solo” sotto copertura WiFi, basta spedire a kindleusername@free.kindle.com per ricevere il tutto senza pagare nulla. Occorre preventivamente registrare gli indirizzi di posta autorizzati a spedire contenuti al proprio device nelle impostazioni dell’account Amazon (Your Account – Manage Your Kindle – Personal Document Settings). Basta abilitarsi le email tra amici di letture, oppure creare un gruppo ed aggiungere l’indirizzo del gruppo tra quelli autorizzati, ed ecco ottenuta un’utile rete di scambio di contenuti interessanti e rilevanti! ;)
L’invio per email accetta i seguenti tipi di file: .doc, .rtf, .htm, .html, .txt, .zip, .z-zip, .mobi, .prc, .jpg, .gif, .png, .bmp.
Questa funzionalita’ offre, inoltre, un servizio di conversione on-the-fly: se nel testo dell’email e’ la parola Convert,  l’allegato viene prima convertito in AZW e poi spedito al proprio dispositivo. Ottimo per i PDF che non vengono visti bene sullo schermo del Kindle, come spiegato in dettaglio appena sotto, oppure per le immagini, automaticamente ruotate.

PDF
Il Kindle3 puo’ leggere nativamente i PDF, anche se non effettua il reflow del documento e quindi, a volte, i caratteri sono troppo piccoli oppure bisogna scorrere e zoomare avanti ed indietro la pagina per leggerla. Per convertire i PDF in qualcosa di piu’ adatto e superare questi problemi ci sono diversi modi:
-usare il convertitore automatico della wireless delivery, ma in questo modo di perdono le eventuali immagini contenute nel PDF.
-usare software appositi come PDFReadPDF2LRF o Auto Kindle eBook Converter, che prendono le pagine del PDF, le convertono in immagini e poi le ottimizzano in base al dispositivo di destinazione. In questo modo pero’, pur ottenendo degli ottimi risultati, si perdono annotazioni e ricerche di testo.
-usare Mobipocker Creator o Calibre per convertire il PDF e poi mandarlo al dispositivo, con risultati variabili e in base al tipo di file sorgente. Calibre e’ trattato in dettaglio piu’ sotto.

Convertire EPUB e tanti altri formati
Grazie a Calibre, un software multipiattaforma, si possono convertire libri in formato EPUB in formato Mobipocket (.PRC), leggibili nativamente sul Kindle. Calibre non e’ solo questo: permette di organizzare la propria libreria sul disco e sul device, legge e converte da e in molti formati (compresi i PDF), gestisce i metadata dei libri, invia i documenti direttamente al proprio device tramite la funzione di email vista prima, e’ un webserver per condividere contenuti e un sacco di altre opzioni. Assolutamente immancabile nell’arsenale del possessore di un Kindle, ormai io faccio tutto con questo programma, PDF compresi.

Leggere offline pagine HTML
Il Kindle ha un suo browser web, ma e’ usabile al massimo con un sito alla volta dato che non supporta piu’ tab. Se invece i link vengono salvati su Instapaper, possono essere convertiti e letti direttamente sul Kindle come un normale libro. Una volta entrati nel sito, nella sezione Download, basta cliccare sull’icona del Kindle ottenendo un file .mobi con il contenuto dei link impaginato ed ottimizzato per questo device. Una volta spedito via email grazie al metodo visto precedentemente, ecco che la rassegna HTML e’ pronta per una lettura offline.
Readability offre una funzione molto simile. Dopo aver installato l’apposito plugin disponibile per tutti i browser, permette di inviare al Kindle, tramite wireless delivery la pagina che si sta visitando, ripulita da tutti i fronzoli inutili (la mail da autorizzare e’ kindle@readability.com). Semplice, immediato e gratuito. Passando invece all’account a pagamento, vengono replicate le stesse funzioni di Instapaper.

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Leggere manga, fumetti e comic su Kindle

Di ritorno dal mio ultimo viaggio in America non ho saputo resistere alla tentazione di comparmi un Kindle di Amazon. Un Kindle3, per la precisione. Confermo la fondatezza di tutti i commenti che ho sentito sull’ottima leggibilita’ dello schermo, anche al mare, e sulla leggerezza del device. Inutile dire che tra i primi tentativi ci sono stati quelli per leggerci manga e comics, di cui sono appassionato.

I passi di base sono molto semplici: innanzitutto c’e’ da collegare il Kindle al pc e creare la cartella pictures (tutto minuscolo) allo stesso livello di documents, system ecc. Ogni sottocartella al suo interno sara’ vista dal Kindle come un libro. Quindi basta copiare in /pictures/Naruto546/ tutte le scan del numero 546 di Naruto per poterle sfogliare dal dispositivo. Occorre ricordarsi, nella Home del Kindle, di spingere i tasti Alt+z per visualizzare i nuovi fumetti, dopo aver scollegato il dispositivo dal pc.

Il Kindle 3 ha uno schermo di 600×800 e, in caso di immagini piu’ grandi, queste vengono ridimensionate, viene applicato il dithering e per quelle a colori c’e’ anche la conversione in toni di grigio. Operazioni che portano via 2-3 secondi di tempo per ogni immagine. Pagina dopo pagina, alla lunga questa cosa scoccia un po’, oltre che consumare batteria. Usare invece immagini gia’ ottimizzate rende il cambio di pagina quasi immediato.

Ovviamente esistono diversi software che effettuano questa conversione automaticamente, dai semplici script che utilizzano imagemagick o altri tool, estensioni per file manager, fino a programmi con interfaccia grafica. Riassumo pregi e difetti di quelli che ho provato.

  • E-nki: facile e rapido, legge le immagini JPG, BMP, PNG, GIF, gli archivi CBZ e CBR con cui si trovano molti comic e RAR, ZIP e 7Z. Ridimensione e ruota le immagini, rinomina i file in maniera sequenziale e permette di ordinarli prima di convertirli. Richiede il .NET framework 2.0
  • Mangle: Molto simile al precedente, non legge gli archivi compressi ma permette di creare un indice del libro con nome e prima pagina da cui iniziare la lettura. Scritto in Python, e’ l’unico multipiatta che ho trovato.
  • kindlemanga: converte i file zip, rar, cbz, cbr. Di positivo c’e’ che sono disponibili i codici sorgenti, di negativo che non sono riuscito a farlo funzionare. Richiede Python 2.6
  • Amazon Kindle Image Converter: nato per convertire gli screensaver, questo sito puo’ essere anche usato per la conversione delle immagini senza la necessita’ di installare nulla sul proprio pc. Unici limiti, la velocita’ e l’obbligo di processare un file alla volta.

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Le NUI secondo Microsoft, uno sguardo agli ambienti interattivi del futuro

Il programma del Microsoft Insight prevedeva un pomeriggio dedicato al campo delle NUI (Natural User Interfaces), che mi ha messo letteralmente KO: avete presente questo filmato?

Ecco, se vi dicessi che molte di quelle cose le ho viste dal vero, seppur a livello prototipale? Un po’ e’ la mia indole, certo, ma anche gli altri sono rimasti ampiamente a bocca aperta ed eravamo tutti concordi su una cosa: vederle in un video rende solo in piccola parte rispetto allo sperimentarle, toccarle con mano, interagirci!

Geniali i device con schermi tattili posteriori: poter eseguire delle semplici gesture senza coprire lo schermo principale e’ utilissimo, seppur per esigenze di consultazione dell’informazione piu’ che di interazione con essa. Scrivanie fatte da schermi, dove ogni superficie si adatta a compiti specifici in base al contesto. Controller che si comandano con il palato o con gli occhi, mettendo in grado anche chi ha particolari problemi di poter fare operazioni complesse fino a prima impensabili per loro. E poi oggetti che massimizzano l’area interattiva, anche se device dual-screen ne esistono gia’ oggi.

Ma la cosa che piu’ mi ha colpito e’ stata “Microsoft Home”, la casa del futuro. Riporto giusto qualche scenario, difficile da rendere a parole: grazie ai tag RFID nelle confezioni dei prodotti alimentari il sistema conosce cosa si ha in casa, elabora per noi delle ricette ed un proiettore miniaturizzato ci mostra direttamente sul tavolo della cucina le alternative per la cena, con tanto di ricette passo passo per preparare il piatto scelto, li’, di lato a noi che lo stiamo preparando, il tutto comandato vocalmente. Oppure le pareti della camera dei ragazzi che non hanno decorazioni convenzionali, ma ci pensano dei proiettori ad usare i muri come superfici di interazione, ed un Kinect a leggere i nostri gesti: ecco allora che agitando le mani in aria possiamo scorrere sulla parete la nostra lista di album preferiti e selezionare la playlist da ascoltare, controllare i social network mentre siamo lunghi sul letto, spostare qua e la le foto che vogliamo vedere, materializzare un quadro che in realta’ e’ una webcam verso posti lontani, in continuo aggiornamento. Ottimo connubio tra realta’ e virtuale. E quando ho provato io a chiedere al sistema di fare qualcosa, mi ha risposto che la mia voce non era autorizzata. Il salone diventa il luogo per l’intrattenimento e le visite interattive: grazie a Surface collegato con il televisore principale, ho compiuto la piu’ immersiva visita virtuale in un museo che mai avessi fatto: interagire con gli elementi presenti, guardali intorno a me, avere maggiori dettagli e collegamenti toccandoli, ruotandoli, spostandoli, combinandoli… Ecco foto e filmati per capire meglio di cosa sto parlando, assieme al report di qualcuno che ha fatto il nostro stesso giro.

Insomma, sparito ogni tipo di mouse, si interagisce con il sistema mediante tocco, gesture e voce. Tre strade, non a mutua esclusione, a cui ci dovremo abituare dato che il nostro futuro di comunicazione con le macchine sara’ basato su quelle. Principali tecnologie utilizzate: proiettori, anche miniaturizzati, superfici tattili e il Kinect a profusione, ben nascosti tra le pareti.

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Insight, conoscere Microsoft direttamente a casa sua

Il campus Microsoft a Redmond

Il campus Microsoft a Redmond

Io, Giovanni, Stefano, Guido, Roberto e la nostra guida Lorenzo: sei italiani invitati a vivere una settimana nel campus Microsoft a Redmon per il programma Insight, alla scoperta delle principali tecnologie, visioni e campi d’azione di questa azienda. Essere dentro e vedere con i proprio occhi offre tantissimo, mi ha arricchito con molti spunti interessanti sui quali non ho ancora smesso di riflettere a distanza di quasi due settimane. Difficile riassumerli, riportero’ solo i piu’ salienti.

Durante un’introduzione di Miha Kralj sui trend futuri a breve e medio periodo del mondo digitale e dell’infrastruttura tecnologica necessaria a mantenerlo, alcuni in particolare mi sono rimasti impressi: in primis, e sotto gli occhi di tutti ormai, l’uso della banda per la navigazione in mobilita’ “is skyrocketing”, ovvero cresce sempre piu’ velocemente. Questo portera’ all’assegnazione di nuove frequenze fisiche e all’uso di diverse tipologie di reti in base al particolare uso (wifi, bluetooth, pan o altre nuove forme) per combattere l’offhauling. Il mobile browser e’ stato definito il minimo comune multiplo delle caratteristiche dei device, mentre le applicazioni continueranno ad essere il solo modo per fare le cose native al 100%. Infine, prima o poi gli ISP tasseranno il servizio di bitpipe offerto a chi, con questo servizio, ci fa business. Ad esempio, facendo un acquisto su Amazon UK, l’ISP in UK del quale si sono sfruttate le linee ricevera’ un “rimborso” da Amazon (sperando che poi questo non gonfi il prezzo finale del prodotto). E ho sentito parlare per la priva volta dello Zettabyte!

Jeff a la sua fantastica maglietta

Fantastica maglietta Jeff!

Gli incontri sulla NUI (Natural User Interface) mi hanno letteralmente steso, tanto da meritare un post a parte. Imperdibile se siete appassionati di UX, nuove forme di interazione uomo macchina e della casa del futuro. Riassunto: Kinect-like ovunque, pareti e superfici come tavolozze che micro proiettori dipingono di volta in volta in base al contesto e alle nostre azioni, interfacce specializzate sui task da eseguire. E Microsoft che si conferma come una realta’ capace di fare moooolta ricerca di lungo periodo dietro le quinte, inseguendo idee che, immaginate dieci anni fa sembravano pazzia, mentre invece oggi hanno saputo creare innovazione.

Se non avete ancora mai visto l’interfaccia Metro presente in Windows Phone 7, e’ meglio iniziare a colmare questa lacuna: sara’ infatti il nuovo vestito con cui si presenteranno quasi tutti i futuri prodotti consumer di Microsoft, XBox e Windows 8 compresi. Uno shift da un paradima iconografico a quello infografico. Anche in questo caso, un progetto con una lunga ottica e iniziato tanto tempo fa, di cui un po’ alla volta si iniziano a vedere gli effetti.

 

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Qualche pensiero su Google+

Oggi ho potuto provare Google+, il nuovo servizio di social sharing del gigante di Mountain View. Non staro’ qui a descriverlo, quest’ottima review e la lista dei video ufficiali lo fanno gia’ perfettamente, ma volevo esprimere solo alcune mie considerazioni in proposito.

Ottima la feature Hangouts, che permette di effettuare videochiamate multiple fino a 10 partecipanti. Anche se viene presentato come uno strumento per del “chiacchiericcio” con gli amici, lo vedo molto utile anche per riunioni di lavoro ed altre occasioni dove vedere l’altro (o quello che inquadra l’altro) torna molto utile. Ricordo che in una delle aziende dove lavoravo precedentemente, ad esempio, avevamo installato un tool di videochiamata (Skype&co ancora non l’avevano) per far vedere al responsabile di produzione la qualita’ delle tomaie dei primi campioni prodotti nelle officine all’estero, in modo che questo potesse esaminarle e correggere eventuali errori! Comunque, appena avro’ 4-5 persone con cui provarla, aggiornero’ il post con le mie impressioni live.

L’Instant Upload del client di Google+ per Android (e sembra presto anche per altri sistemi operativi per mobile) permette di avere una copia costante delle foto e dei video fatti con il device nel cloud di Google. Non solo a scopo di condivisione, ma anche di salvataggio. L’evoluzione di paradigma e’ notevole: il mobile diventa un’appendice da portare sempre con noi con cui popolare di informazioni il cloud, per poi interagire con esse direttamente dalla nuvola. In Funambol abbiamo realizzato gia’ da qualche settimana la stessa cosa, cross device. Apple l’ha annunciata con il suo iCloud e ci scommetto che molti altri player stanno gia’ studiando da tempo questa strada nei loro laboratori.

Bello il concetto dei Circles, e di tutte le attivita’ che girano intorno ad essi. Segno che ormai la condivisione della nostra vita sociale viene fatta selettivamente, e non piu’ broadcast come su altri social network (Twitter in primis, e Facebook a seguire pur potendo impostare delle limitazioni).

Proprio questa impostazione a Circles evidenzia un altro cambio di prospettiva: non sono io a pubblicare per poi sperare che qualcuno, diventando mio amico, si interessi a cio’ che ho da dire, ma bensi’ sono io che notifico push i membri dei Circles con cui condivido l’informazione. I destinatari possono “mutarmi”, ma non devono essere loro in primis ad interessarsi a cio’ che ho da dire, non devono essere miei amici per ascoltarmi, sono avvertiti direttamente da me. Oltre ai contatti Google+, ad un Circle posso aggiungere anche email (mi ricorda molto la funzione di amico immaginario di FriendFeed). Chissa’ che belle prospettive di mass spamming che ci aspettano ;)

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