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Archive of posts filed under the Technology category.

BumpTo, un desktop 3D acquisito da Google

BumpTo, un simpatico esperimento di desktop 3D funzionante sia con Windows che con Mac: grafica accattivante, supporto per schermi multitouch, gesture e diverse altre feature sfiziose. Dopo 3 anni di attivita’, il 30 Aprile questa startup e’ stata fagocitata dal gigante di Mountain View, Google, a cui piace di tanto in tanto fare shopping di piccole e medie aziende…

Per ora nessuna informazione viene svelata sul futuro dell’azienda, viene solo detto che la versione free del prodotto rimarra’ disponibile per il dowload fino al 7 Maggio.

Comunque scommetto che vedremo qualcosa basato su questo progetto presto incluso in Chromium OS… Tra l’altro, se lo volete provare , c’e’ un’interessante immagine USB per netbook gia’ pronta qui.

Better Software, le sessioni a cui non manchero’

Il BetterSoftware 2010 si avvicina sempre di piu’, e’ ora di iniziare a pianificare a quali sessioni partecipare tra le tante interessantissime proposte.

Primo criterio per la scelta: focalizzarsi sugli argomenti che mi interessano maggiormente: mobile, augmented reality, cloud computing, web semantico, UX e usabilita’

Secondo criterio: andare alla scoperta e curiosare su tutto quello che c’e’ in giro, la serendipita’ vince sempre ad eventi come questo: non si puo’ mai sapere se quello che oggi sembra privo di interesse, domani si rivelera” utile o avra’ impatti positivi.

Terzo criterio: non mancare alla sessioni di qualche buon amico

Premesso questo, ecco la mia personale playlist di contenuti ;) :

Mercoledi’ 5 Maggio
09:00 – Application store, potenzialità e trappole, di Stefano Sanna
09:50 – Sviluppare e vendere applicazioni per iPhone, di Omar Cafini
10:25 – Augmented Reality e il web, di Salvatore Laisa
11:35 – Internet of Things – Privacy, security, compliance, di Nicola Fabiano
14:00 – Faster website … even faster website, di Federico Galassi e Francesco Fullone
15:10 – UX design agile, di Luca Mascaro
15:55 – Enhanced SIM (ESIM): a proposal for mobile security, di Giuseppe Paternò
16:55 – Innovare per le persone, di Stefano Dominici
17:45 – Dal Semantic Web al Web of Data, di Davide Palmisano e Michele Mostarda

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Mockup e wireframe con Balsamiq

Seppur sottovalutata da molti programmatori alla prime armi (e non solo), la creazione di mockup delle schermate dei prodotti che si andranno a realizzare e’ un processo molto importante nel ciclo di vita del prodotto, alla stregua della scrittura del codice. Un buon programma deve anche essere percepito come tale dagli utilizzatori, altrimenti fallira’ inesorabilmente il suo obiettivo.

Progettare le schermate con cui l’utente andra’ ad interagire prima di mettere le mani sul codice aiuta a capire, e a far capire, il flusso informativo e l’operativita’ generale, permette di focalizzarsi su quello di cui ci sara’ bisogno azione dopo azione, fa emergere eventuali legami tra dati che ad una prima analisi erano sfuggiti. Inoltre puo’ essere un piacevole momento di creativita’. Se poi c’e’ uno user designer (aka grafico) che si puo’ dedicare a tutto questo, noi poveri poeti del codice avremmo risolto la parte che tipicamente ci risulta piu’ ostica di tutte: la grafica.

Anche Microsoft Paint o Gimp possono essere utili, ma un software che eviti di conoscere nozioni di grafica e permetta di andare subito allo scopo, quello di creare prototipi del prodotto finale, schizzare le sue schermate  e modificarle successivamente in fretta, e’ sicuramente preferibile. Per questo ho provato la versione desktop di Balsamiq, un software che fare tutto quello fino a qui descritto, e anche qualcosina di piu’.

Multipiattaforma (Win, Mac e Linux grazie al runtime AIR), l’utilizzo del programma e’ semplice e intuitivo, la grafica e’ apparentemente scarna e ricorda quella di un blocco per gli appunti. Anche l’aspetto finale del lavoro sembrera’ un disegno schizzato: linee non perfettamente dritte e marcate, caratteri non tutti allineati. Ma non e’ un errore, e’ una precisa scelta stilistica: sembra davvero di trovarsi davanti ad un prototipo e il cliente non avra’ difficolta’ a capire che quanto da lui commissionato non avra’ quell’aspetto definitivo, ma seguira’ le linee proposte e potra’ comunque sperimentare come muoversi tra le schermate, le relazioni tra i componenti e il look’nd feel generale.

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KDE e l’output audio su scheda esterna per Flash e Firefox

Nonostante i miei sforzi, alla fine la scheda audio integrata dell’HP Pavilion dv6-1212sl ha avuto la meglio con la mia KUbuntu Linux 9.10: non sono riuscito a far andare l’uscita e l’entrata audio esterne per attaccarci le cuffie e il microfono. Per non peggiorare l’inquinamento acustico dell’ambiente di lavoro, ho dovuto (far) acquistare un paio di cuffie USB esterne, con scheda audio incorporata, in modo da sostituire completamente quella interna. Nella fattispecie, sono state scelte le Microsoft LifeChat LX-3000, che offrono una buona qualita’ ad un prezzo abbastanza contenuto.

Una volta attaccata la cuffia all’USB, il sistema l’ha subito riconosciuta e, tramite la voce Multimedia del
System Settings di KDE, l’ho configurata per essere la fonte primaria di input e output delle varie applicazioni. Amarok e altri software sono andati al primo colpo. Skype permette di gestire autonomamente la fonte di ingresso e uscita da usare in Options – Sound devices, e quindi e’ andato anche lui al primo colpo. Poi ho provato a sentire un filmato di Youtube ed eccolo li, pronto dietro l’angolo, Murphy che sorrideva beffardo alla mia sorte: l’audio veniva rediretto nelle casse del notebook, e non nella cuffia… :(

Dopo diverse ricerche, ho scoperto che, dalla versione 9.10 di KUbuntu, il file asoundconf e’ stato rimosso dal pacchetto alsa-utils, che permetteva, seppur da terminale, di configurare ALSA e stabilire quale doveva essere la scheda audio di default tra quelle esistenti nel sistema. Ovviamente tutto cio’ in GNOME non sarebbe successo, dato che il pannello di configurazione di questo desktop manager configura correttamente anche ALSA.

Si potrebbe sempre estrarre il file dal vecchio pacchetto alsa-utils e copiarlo nella directory /usr/bin, installare magari il pacchetto asoundconf-gtk e tirare avanti lo stesso.

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Thunderbird, Dropbox e gli indirizzi di posta sincronizzati

Thunderbird, di default, utilizza due rubriche di posta: il Personal Address Book e il Collected Address book. Il primo contiene tutti i contatti che gestiamo normalmente tramite operazioni di aggiunta o sincronizzandoci con altri servivi. Nel secondo, invece, vengono memorizzate automaticamente tutti gli indirizzi a cui spediamo delle email se non sono gia’ presenti nel primo indirizzario.

Se e’ possibile tenere sincronizzato il primo con diversi servizi tramite appositi plugin (IMAP, Google, Exchange, Funambol ecc), per il secondo invece non c’e’ molta speranza di avere gli stessi dati coerenti tra piu’ computer. A meno di non utilizzare anche un servizio di sincronizzazione file come Dropbox e qualche piccola configurazione. Per l’installazione di quest’ultimo utilissimo strumento, vi rimando alle molte guide presenti online per ogni sistema operativo esistente!

Thunderbird memorizza il Collected Address Book nel file history.mab, all’interno del proprio profilo. Il primo passo e’ quindi spostare questo file questo file in una delle directory sincronizzate da Dropbox. Nella mia Linuxbox, ad esempio, la cartella del profilo di Thunderbird si trova sotto /home/rainbowbreeze/.mozilla-thunderbird/mwb8qx5y.default/ e quella di Dropbox in /media/data/Dropbox/misc. Con thunderbird chiuso, sposto quindi il file history.mab da una directory all’altra, mediante interfaccia grafica o linea di comando.

mv /home/rainbowbreeze/.mozilla-thunderbird/mwb8qx5y.default/history.mab /media/data/Dropbox/misc

Dato che Thunderbird non prevede una posizione configurabile per il file history.mab, l’unica cosa che si puo’ fare e’ creare un symbolic link nella vecchia posizione che punta alla nuova posizione:

ln -s /media/data/Dropbox/misc/ history.mab /home/rainbowbreeze/.mozilla-thunderbird/mwb8qx5y.default/history.mab

Ora, riavviando Thunderbird, tutto dovrebbe andare senza problemi, basta aprire l’Address Book e scegliere il Collected Address Book e vedere se i contatti precedenti ci sono ancora.

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Sviluppo per mobile, l’evento che ora esiste!

E’ passato giusto un mese da quando, con un post, palesavo la mia visione e la mia voglia di organizzare in Italia un evento dedicato allo sviluppo in campo mobile. Ebbene, ora quell’evento e’ realta’: Si chiama Whymca Spring 2010 e si terra’ il 21 Maggio 2010, Politecnico di Milano, Campus Bovisa!

Non pensavo di scatenare tante reazioni ed interesse ad un’iniziativa del genere. Si vede che i tempi erano ancora piu’ pronti di quello che pensavo. E non posso far altro che ringraziare tutte le persone che hanno da subito offerto la loro disponibilita’ ad aiutarmi in questa impresa un po’ pazza, se non altro perche’ mai e’ stato fatto qualcosa di simile in Italia. Scusatemi se in questo mese non mi sono fatto piu’ sentire, ma volevo farlo con qualcosa di concreto tra le mani, non solo con chiacchiere e distintivo… ;)

Ho avuto la fortuna di ricevere una mano dai ragazzi (Andrea, Danilo, Gabriele, Marco, Paolo, Riccardo)  che a Dicembre organizzarono l’evento “Whymca  – il barcamp sulle Mobile Community” a Cremona. Quell’occasione era piu’ orientata all’aspetto marketing/commeciale del mondo mobile, ma non sono mancati buoni spunti e, soprattutto, e’ stata la miccia scatenante per arrivare a tutto questo. Stavolta l’evento sara’ totalmente per sviluppatori, ci saranno palate di codice da masticare, ho gia’ in mano delle proposte per qualche sessione troooopo interessante, e spero che i contributi arrivano copiosi anche dal Call for Paper. E poi speriamo che il tempo sia clemente con noi e si possa organizzare qualche bella partita a frisbee nel campus dell’uni, perche’ non c’e’ community senza qualche sana risata condivisa. Gestiremo le sessioni in modo da garantire sia un percorso per principianti, con qualcosa di introduttivo un po’ su tutto, sia la presenza di argomenti intermedi-avanzati per tornare a casa soddisfatti del tempo speso. E non trascureremo neanche gli openspace,  per le idee dell’ultimo secondo.

La scelta della data non e’ stata facile: Maggio e’ un mese gia’ denso e ricco di eventi, uno a settimana praticamente: si inizia con il 5-6 con Better Software, dove tra l’altro saro’ blogger ufficiale, poi abbiamo il 13-14-15 il phpDay, poi ci siamo poi il 21 con il Whymca Spring 2010 – Mobile Developer Conference e si continua con il Frontier of Interaction il 3-4 di Giugno. Pero’ abbiamo scelto cosi’, cogliendo anche quella ventata di interesse da parte di grandi nomi per gli sviluppatori mobile, come mi sono reso conto ritornando dall’MWC.

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Le mie riflessioni sul Mobile World Congress

(Riprendo un post che ho scritto per OneMobile, ampliandone pero’ alcune parti)

Quest’anno ho avuto la fortuna di poter partecipare al Mobile World Congress, evento per il mondo del mobile che ritengo il piu’ importante dell’emisfero occidentale. Riporto qualche considerazione a caldo fatta durante il viaggio di ritorno, sempre ottimo strumento per fermarsi e tirare qualche linea.

Una delle cose che mi ha maggiormente colpito e’ stata una nuova forma di dualismo marchio – piattaforma emersa da molti degli stand di operatori e produttori di dispositivi: Samsung – WaveGSMA – OpenAPI, Sony Ericsson – Developer World, Nokia+Intel – MeeGo, Vodafone – 360, solo per citare i primi che mi vengono in mente. Lo spazio espositivo del “big player” era quasi totalmente occupato da diversi showcase di prodotti realizzati da aziende terze mediante l’uso della loro piattaforma. Messaggistica integrati nella rubrica, servizi di remote banking, mobile social gaming e giochi 3d, applicazioni di social geotagging, nuovi concept di interfacce, client per l’integrazione con altri servizi che sfruttano le peculiarita’ del telefono. Strumenti per fare un po’ di tutto insomma.
Ritengo che la spiegazione di questo orientamento e’ nella ricerca di nuovi clienti e sottrazione di quelli dei competitor non piu’ solo grazie ai telefoni, alle tariffe, ai servizi offerti o al massimo alla possibilita’ di leggerci la posta, ma grazie alle applicazioni. Oggi la domanda “cosa ci posso fare” inizia ad acquisire il suo peso in una scelta che prima era quasi esclusivamente basata sul gusto estetico personale o sul costo della tariffa. Per questo sia i costruttori che gli operatori hanno interesse ad offrire piattaforme di sviluppo che possano fornire i mattoni per costruire killer application procacciatrici di clienti. Clienti che, una volta entrati in questo wallet garden fatto di tecnologie non interoperabili tra loro, difficilmente ne usciranno.
Se i riflettori sono finalmente puntati su chi sviluppa, la situazione per quest’ultimi non poteva essere peggiore: tante piattaforme, che fanno cose molto simili ma che richiedono ognuna uno sviluppo particolare e personalizzato, a partire dal linguaggio e dalle librerie da usare: C++, JavaScript, Java o altro. In pratica, riscrivere la stessa applicazione quasi da capo per ogni sistema su cui si vuol far girare. Se prima l’interoperabilita’ poteva essere una speranza, dato che nell’immobilita’ generale qualcosa di positivo sarebbe anche potuto succedere, ora che tutti si muovono in senso opposto, credo che non sara’ mai raggiungibile.

Davvero carini i tablet presenti nello stand NVidia, piccoli e “stilosi” dispositivi basati sulla nuova scheda Tegra e equipaggiati con Android. Un ampio schermo touchscreen (dai 10 pollici in su), supporto HDMI, automonia di diverse ore in modalita’ riproduzione video, spazio a tutti i tipi di connettivita’ possibile. Anni fa Microsoft lancio’ Origami, ma il costo proibitivo dei device, un sistema operativo non adatto all’uso touch e, soprattutto, una cultura ancora non pronta, ne decretarono il fallimento. A qualche anno di distanza, dopo gli smartphone, dopo i netbook, dopo i riproduttori mp3 portatili, dopo i mediacenter, dopo le interfacce touch, dopo un uso di Internet e del mezzo informatico sempre piu’ “popolare” e ormai lontano dal solo ambito tecnico/lavorativo, mi sembra che finalmente ci siano tutti gli ingredienti per questo nuovo tipo di fruizione piu’ “da divano” e quasi per nulla “davanti alla scrivania” dell’informatica. Azzardo una previsione che vede, nel giro di qualche anno, molti di questi tablet rimpiazzare i computer in tutte quelle case dove quest’ultimo non verra’ usato per lavoro o per passione, ma dove saranno predominanti email, navigazione, multimedia e altre applicazioni di questo nuovo mondo. Senza neanche il problema di uno schermo piccolo: bastera’ attaccare il proprio tablet alla televisione e usarlo come touchpad e tastiera, non avendo bisogno di altro. Questa volta il marketing Apple dovra’ fare miracoli per promuovere un sistema cosi’ chiuso e proprietario con l’iPad.

Android, dopo di anni di promesse, finalmente ha saputo trovare il suo spazio. Presente in molti nuovi smartphone, tv-box, tablet e altri dispositivi in tantissimi stand, soprattutto in quello HTC dove il Desire, antagonista del Nexus One, faceva bella mostra di se’. Seppur tutte, ma proprio tutte, le applicazioni che ho visto giravano anche su iPhone, il secondo piu’ ampio supporto era fornito al sistema operativo della Open Handset Alliance. Diversi gli application store alternativi all’Android Market, mentre nuovi concept phone erano mossi per la maggior parte da un cuore Android. Se l’annuncio della patnership tra Nokia e Intel con la creazione di MeeGo non portera’ con se’ qualcosa di rivoluzionario, temo che ormai i giochi siano fatti e non ci sara’ piu’ spazio per la diffusione su larga scala di altri sistemi operativi nel mondo del mobile.

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Sviluppo per mobile, l’evento che vorrei, e che tentero’ di fare

E’ un po’ che giro e partecipo ad eventi divulgativi legati allo sviluppo: BarCamp, LinuxDay, OverTheAir, UGIAlt.Net Conf, JavaDay, AgileDay, i workshop del DotNetMarche e diversi altri. Mosso dalla passione che ho per lo sviluppo sul mobile e grazie all’esperienza e ai contatti raccolti in queste occasioni, ho deciso di lanciare a me stesso una sfida: organizzare, entro l’autunno-inverno del 2010, un evento sul mondo del mobile dedicato agli sviluppatori.

Per prima cosa pero’, occorre definire un’idea, un taglio con cui plasmarlo. Raccolgo quindi in questo post le mie personali riflessioni sul come lo vorrei, allo scopo di confrontarsi per arricchire questo pensiero e trovare un orientamento finale da perseguire.

  1. I contenuti dell’evento saranno prodotti da tecnici del settore e rivolti ad altri tecnici. Ci sara’ spazio per tutti i livelli, dall’introduttivo all’avanzato.
  2. I topic verteranno su Android, iPhone, Blackberry, Symbian, Windows Phone, Maemo, Java ME e quanto altro gli speaker vorranno proporre, relativamente al mondo dello sviluppo per mobile.
  3. Vince la creativita’: occasioni come questa sono soprattutto una raccolta di spunti da cogliere e riportarsi a casa. Sfruttare la serendipita’, non temerla. Sara’ poi l’innato spirito di curiosita’ insito in ogni sviluppatore a fare il resto…
  4. Spazio al networking: sessioni parallele di almeno un’ora che lascino tempo per domande e confronti sul tema trattato e almeno un paio di openspace. Immagino che, tra i partecipanti, molti si porranno in atteggiamento di ascolto, ma se volessero interagire, devono avere il tempo e il modo per farlo. Non siamo in molti in Italia a dedicarsi a questo campo, se non abbiamo modo di conoscerci e scambiare 2 chiacchiere su una materia che ci appassiona, perderemmo sicuramente un’importante occasione di formazione personale e professionale.
  5. Tutti gli interventi saranno registrati e i video pubblicati online per future consultazioni. Track parallele possono portare alla sovrapposizione di contenuti interessanti, e i partecipanti non devono preoccuparsi di perdere qualcosa se hanno piu’ piacere nel seguire un’altra sessione o nel prendere parte ad un’openspace.
  6. La partecipazione all’evento e’ gratuita, e la raccolta della maggior parte dei fondi verra’ fatta attraverso donazioni volontarie. Niente e’ gratis e le spese per questi eventi non sono irrisorie, ma l’AgileDay e la UGIAlt.Net Conf hanno confermato che con un piccolo sforzo da parte di ognuno si possono ottenere ottimi risultati per tutti.
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Native Android Applications Development alla UgiALT.NET Conf

Giornata intensa e ricca quella della V UgiALT.Net Conference, che mi ha anche visto tra gli speaker a parlare un po’ di Android e, come ha detto Diego, a sentirmi un po’ una mosca bianca con una macchina equipaggiata con GNU/Linux + Eclipse in mezzo ai tanti Windows e Mac…

Ecco le slide dell’intervento che ho fatto:

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Tariffe cellulari per ricaricabili: ecco come risparmiare al massimo!

Ho deciso di rivoluzionare le due sim ricaricabili che uso per rimanere in contatto con il mondo, approfittando di un paio di opzioni sfiziose a cui tutti possono accedere: 3Power10 e Wind 9 Limited Edition.

3Power10 ritengo sia la tariffa ricaricabile migliore attualmente presente sul mercato. Solo 10 centesimi al minuto verso ogni numero, senza scatto alla risposta, tariffazione a secondi e con gli sms che constano 10 centesimi ognuno. Attivando la nuova sim entro il 31 Gennaio, non c’e’ neanche da pagare il costo mensile di 5 euro. Dopo questa data non sara’ piu’ cosi’ conveniente, quindi il mio consiglio e’ prendere ora una scheda (costa 8 euro, con 8 euro di traffico, oppure 3 euro senza traffico se comprata online) e magari metterla da parte per futuri utilizzi. La tariffa e’ la stessa anche se non si e’ sotto copertura 3 (quando appare I TIM sul display del telefonino).

Spulciando il contatto, ci sono comunque una serie di clausule aggiuntive, e precisamente:
- traffico (voce o SMS) mensile complessivo verso un singolo operatore, non 3, inferiore al 60% del traffico totale uscente
- il totale dei minuti di chiamate ricevute nel mese deve essere superiore al 10% dei minuti totali di chiamate effettuate nel mese;
- traffico (voce o SMS) mensile complessivo effettuato e/o ricevuto in roaming nazionale inferiore al 70% del traffico totale uscente.

Se una di queste clausule non viene soddisfatta, potrebbe essere applicato il piano 3 Autoricarica, previa comunicazione. Niente di particolare, servono solo per evitare che qualcuno compri un telefonino da 20 euro non umts ma su cui le usim 3 funzionano, tipo un Nokia 1208, ci metta dentro una scheda 3 come questa e lo usi solo per fare le chiamate da casa verso i cellulari, risparmiando un bel po’ rispetto alle migliori tariffe proposte dagli operatori di rete fissa. Comunque, se la sim viene usata normalmente, non penso che ci siano problemi anche se non si rispettano strettamente nelle clausule richieste. Poteri della statistica!

3 ha ottime tariffe di connessione in mobilita’, purtroppo pero’ non sono sempre sotto copertura 3. Per questo ho fatto un’altra sim, quella Wind, da usare con il mio secondo cellulare, con funzioni di connessione sporadica e potendo usare il telefono come modem per il computer. Ho scelto Wind dato che offre una buona opzione, la Mega 1500, da abbianare ad un qualunque piano tariffario ricaricabile. Pagando 8 euro al mese, ho 450 mega al mese da usare come voglio, dove voglio, senza restrizioni. Non potro’ guardarci ogni video su Youtube, ma posso lavorarci senza problemi per diversi giorni, oltre a fare tutte quelle cose interessanti che uno smartdevice ti permette di fare.

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