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Archive of posts filed under the Mobile category.

Native Android Applications Development alla UgiALT.NET Conf

Giornata intensa e ricca quella della V UgiALT.Net Conference, che mi ha anche visto tra gli speaker a parlare un po’ di Android e, come ha detto Diego, a sentirmi un po’ una mosca bianca con una macchina equipaggiata con GNU/Linux + Eclipse in mezzo ai tanti Windows e Mac…

Ecco le slide dell’intervento che ho fatto:

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Tariffe cellulari per ricaricabili: ecco come risparmiare al massimo!

Ho deciso di rivoluzionare le due sim ricaricabili che uso per rimanere in contatto con il mondo, approfittando di un paio di opzioni sfiziose a cui tutti possono accedere: 3Power10 e Wind 9 Limited Edition.

3Power10 ritengo sia la tariffa ricaricabile migliore attualmente presente sul mercato. Solo 10 centesimi al minuto verso ogni numero, senza scatto alla risposta, tariffazione a secondi e con gli sms che constano 10 centesimi ognuno. Attivando la nuova sim entro il 31 Gennaio, non c’e’ neanche da pagare il costo mensile di 5 euro. Dopo questa data non sara’ piu’ cosi’ conveniente, quindi il mio consiglio e’ prendere ora una scheda (costa 8 euro, con 8 euro di traffico, oppure 3 euro senza traffico se comprata online) e magari metterla da parte per futuri utilizzi. La tariffa e’ la stessa anche se non si e’ sotto copertura 3 (quando appare I TIM sul display del telefonino).

Spulciando il contatto, ci sono comunque una serie di clausule aggiuntive, e precisamente:
- traffico (voce o SMS) mensile complessivo verso un singolo operatore, non 3, inferiore al 60% del traffico totale uscente
- il totale dei minuti di chiamate ricevute nel mese deve essere superiore al 10% dei minuti totali di chiamate effettuate nel mese;
- traffico (voce o SMS) mensile complessivo effettuato e/o ricevuto in roaming nazionale inferiore al 70% del traffico totale uscente.

Se una di queste clausule non viene soddisfatta, potrebbe essere applicato il piano 3 Autoricarica, previa comunicazione. Niente di particolare, servono solo per evitare che qualcuno compri un telefonino da 20 euro non umts ma su cui le usim 3 funzionano, tipo un Nokia 1208, ci metta dentro una scheda 3 come questa e lo usi solo per fare le chiamate da casa verso i cellulari, risparmiando un bel po’ rispetto alle migliori tariffe proposte dagli operatori di rete fissa. Comunque, se la sim viene usata normalmente, non penso che ci siano problemi anche se non si rispettano strettamente nelle clausule richieste. Poteri della statistica!

3 ha ottime tariffe di connessione in mobilita’, purtroppo pero’ non sono sempre sotto copertura 3. Per questo ho fatto un’altra sim, quella Wind, da usare con il mio secondo cellulare, con funzioni di connessione sporadica e potendo usare il telefono come modem per il computer. Ho scelto Wind dato che offre una buona opzione, la Mega 1500, da abbianare ad un qualunque piano tariffario ricaricabile. Pagando 8 euro al mese, ho 450 mega al mese da usare come voglio, dove voglio, senza restrizioni. Non potro’ guardarci ogni video su Youtube, ma posso lavorarci senza problemi per diversi giorni, oltre a fare tutte quelle cose interessanti che uno smartdevice ti permette di fare.

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Scaricare gli Android SDK e installarli manualmente

Se sviluppate per Android, vi sara’ capitato di dover  scaricare gli SDK delle varie versione del sistema operativo, procedura completamente automatizzata grazie all’Android SDK and AVD Manager. Potrebbe pero’ capitare di voler scaricare manualmente questi aggiornamenti, magari per velocizzare l’installazione su diversi computer, oppure per qualche altro motivo.

Per prima cosa, occorre scaricare gli Android DSK dal sito ufficiale. Scompattare il file .zip o .tgz in una cartella a propria scelta e lanciare da questa il file tools\android.bat (per Windows) o tools/android (per GNU/Linux). Dovrebbe aprirsi l’Android SDK and AVD Manager, un programma come quello in figura:

android_sdk_adv_managerSe dal menu’ a sinistra si sceglie la voce Available Packages, si notera’ che nella parte a destra, in alto, viene proposto l’indirizzo di un file xml, e precisamente:
https://dl-ssl.google.com/android/repository/repository.xml

Questo file, se scaricato e aperto, contiene tutti i pacchetti disponibili nel repository di Google, pacchetti che vengono filtrati in base al proprio sistema operativo e in base a cosa si e’ gia’ installato per proporre i nuovi aggiornamenti dell’AVD Manager.

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Xperia X10 e il Motorola Droid: un’occhio sul futuro mobile che ci aspetta

droidsettingsIn questi giorni sono stato abbastanza fortunato da poter giocare un po’ con due tra i piu’ attesi device Android di fascia alta in arrivo entro il primo trimestre del 2010: il Sony-Ericsson Xperia X10 e il Motorola Droid, Milestone per il nostro continente.

Tralasciando impressioni su caratteristiche tecniche di cui la rete e’ piena, volevo scrivere due parole sul feedback ricevuto e sui pensieri che ho fatto usando questi due device.

Innanzitutto telefonare e’ ormai solo una delle tante cose che si puo’ fare con uno di questi dispositivi, e neanche la piu’ importante, data l’autonomia delle batterie che potrebbe far desistere chi ha bisogno di qualcosa per parlare spesso con altre persone. In compenso l’ampio schermo, il comparto audio, l’hardware in grado di capire dove l’oggetto si trova nello spazio e le applicazioni che si possono installare, con cui si e’ praticamente in grado di fare di tutto oggi (magari non proprio bene, ma su questo il popolo degli sviluppatori mobili ci sta lavorando, o almeno spero), compiono l’ultima tappa evolutiva che vede i vecchi telefonini arrivare ad essere degli smartdevice, neanche piu’ degli smartphone…

Personalizzare la dotazione standard di Android e’ una delle chiavi per far propendere il consumatore verso il proprio prodotto piuttosto che verso quello della concorrenza. Il Droid non aggiunge praticamente nulla alle funzionalita’ di base del sistema operativo, mentre molto lavoro e’ stato fatto per Xperia X10: una nuova interfaccia per accedere ai contatti chiamata Timescape, poi Mediascape, poi la macchina fotografica che quando scatta una foto riconosce e tagga automaticamente i volti dei soggetti, un application store per raccogliere applicazioni appositamente realizzate per questi device e molto altro. Certo, il tutto va fatto conoscere al consumatore finale attraverso un’adeguata pubblicita’ e formazione del personale addetto alla vendita, altrimenti tanti sforzi non troveranno il loro giusto coronamento. Inoltre, questi software devono avere le caratteristiche di immediatezza, presentare percorsi semplici per raggiungere lo scopo, adattivita’ in base al contesto, interoperabilita’. Con queste caratteristiche si riuscita’ ad erodere quote di mercato ai concorrenti, dato che il pubblico, un po’ alla volta e in base alla nazione, si sta orientando non piu’ solo verso l’aspetto estetico del dispositivo, ma anche verso quello contenutistico: con questo telefono riesco a farci questa cosa? Fare una foto, riconoscere la persona ripresa, taggarla, aggiungerla alla propria collezione e condividere l’esperienza sui social network che si frequentano. siamo nell’era del lifestreaming, o meglio dell’e-gossip, quando meglio si riesce a fare, tanto piu’ i consumatori saranno contenti.

Lo schermo molto grande, la memoria interna e la qualita’ della componenstica fanno di questi device delle vere e proprie stazioni multimediali per il mercato consumer. Non tardera’ molto l’arrivo dell’uscita fullHD, completando quella che sembra una partita gia’ vinta sulla fascia della riproduzione musicale (visto che la SIAE vorrebbe gia’ approfittarne). Certo, 500 euro solo per un lettore MP3/MP4 non sono proprio concorrenziali, ma non sento lontani i tempi (diciamo un anno al massimo?) in cui si scarichera’ un film sul proprio dispositivo, magari dal proprio online blockbuster preferito, e lo si attacchera’ alla televisione per vederlo. O lo si riprodurra’ in mobilita’ con qualita’ minore. Se pensiamo a quanti “vedono oggi la TV” attraverso i video di YouTube, allora si capisce come molti si orientino sulla fruizione del contenuto, e non piu’ sulla sua sola qualita’.

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android.view.WindowsManager$BadTokenException

android.view.WindowsManager$BadTokenException: Unable to add window — token null is not for an application: questo errore mi e’ capitato mentre, programmando per Android 1.6, stavo provando a creare dei custom dialog seguendo la documentazione ufficiale di Google.

Per risolvere il problema, ahime’, bisogna sostituire nel codice mostrato questa chiamata

Context mContext = getApplicationContext();
Dialog dialog = new Dialog(mContext);

con questo

Dialog dialog = new Dialog(this);

stessa cosa per l’esempio successivo, che usa un AlertDialog.Builder per creare un dialog completamente personalizzato, anche nel titolo, dove occorre sostituire la chiamata

builder = new AlertDialog.Builder(mContext);

con

builder = new AlertDialog.Builder(this);

In pratica, usare il metodo getApplicationContext() non ritorna un oggetto Context che puo’ essere usato per costruire i Dialog, quindi occorre passare direttamente tutta l’Activity.

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Eclipse Galileo su Kubuntu 9.10: Android, SVN, problemi Gtk

eclipse_ideDopo aver reinstallato il mio pc con un nuovo fiammante Kubuntu Karmic Koala, ho deciso di aggiornare anche Eclipse all’ultima versione disponibile, tanto per sviluppare un po’ sotto Android.

Per prima cosa, ho scaricato il tar che mi interessava dal sito ufficiale, senza fare ricorso ai package della distribuzione. Per lo sviluppo con Android, basta anche la Eclipse IDE for Java Developers, uno tra i package piu’ piccoli tra quelli disponibili. Ho scompattato il pacchetto sotto /opt/eclipse/, in modo da creare una nuova cartella eclipse a partire da quel percorso.

Primo problema: capita spesso che se si clicca su dei bottoni, non accade nulla, oppure in certe liste, tipo quella dei componenti aggiuntivi, non si vedono gli elementi. Si tratta di un problema con le Gtk, la cui ottima spiegazione e’ contenuta in questo post. Sempre dallo stesso post la soluzione, anche se non e’ proprio la cosa piu’ bella del mondo. Ho creato il file /opt/eclipse/eclipse.sh con dentro questi comandi

export GDK_NATIVE_WINDOWS=true
/opt/eclipse/eclipse/eclipse

Un bel chmod +x /opt/eclipse/eclipse.sh e a questo punto, si puo’ creare un launcher nel menu’ di KDE che punta a questo file per eseguire Eclipse.

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Le mie impressioni su Android e sull’HTC Dream G1

HTC Dream G1Non e’ sicuramente tra i device piu’ nuovi equipaggiati con Android, anzi, e’ stato il primo dispositivo a portare questo sistema operativo al grande pubblico. Non ha una forma particolarmente attraente, ma conserva tutto il fascino di una tastiera integrata e di un sistema operativo che non è fatto solo per scrivere SMS. Impressioni personali e riflessioni a lungo meditate dopo 4 mesi di utilizzo dell’HTC Dream, conosciuto universalmente come G1, e su Android, il sistema operativo che lo equipaggia.

Sorvolo sulle caratteristiche tecniche dello smartphone, che possono essere ricavate da qui. Forma e peso non sono tra i piu’ snelli, ma i bordi arrotondati fanno rientrare il terminale in dei limiti tutto sommato ancora accettabili. Ho avuto la fortuna di giocare un po’ con un Droid, e anche questo mi è sembrato molto pesante: sarà forse proprio a causa della tastiera integrata. Ciononostante, il peso è uno scotto che pago ben volentieri per gli impagabili vantaggi che questa offre, soprattutto se si usa il device per scrivere mail, aggiornare di tanto in tanto il proprio blog, twittare o prendere appunti. I tasti possono sembrare piccoli, ma grazie alla bombatura e al posizionamento, anche io che ho delle dita grosse riesco a scrivere agevolmente. Pur supportata dallo schermo capacitivo, la tastiera virtuale disponibile dalla versione 1.5 di Android, non offre la stessa immediatezza e velocita’ d’uso.

L’autonomia della batteria purtoppo e’ allineata a quella di tanti altri device simili: se usato per fare qualche telefonata, un minimo di navigazione WiFi o UMTS e usando con parsimonia i programmi, si riesce ad arrivare fino a fine giornata. Diversamente, in caso di uso intensivo, e’ necessario ricaricarlo anche durante la pausa pranzo.

Passando alla fotocamera, le ottiche da 3 megapixel montate sul G1 mi hanno lasciato insoddisfatto. Se in ambienti aperti, illuminati e statici le foto sono accettabili, non appena manca un po’ di luce o si e’ in movimento, la qualita’ dei risultati precipita in caduta libera. Idem per i video. Comunque con programmi quali Qik il minimo sindacale e’ assicurato.

Tra le altre caratteristiche hardware, il ricevitore GPS integrato non mi ha mai deluso, lo schermo è chiaro e ben visibile anche sotto la luce diretta e la responsività del sistema e’ quasi sempre accettabile. Insomma, considerando che si trovano molti G1 usati a cifre anche sotto i 200 euro, mi sento di consigliarlo vivamente a chi vuole avvicinarsi a questo nuovo mondo senza spendere mezzo stipendio.

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Tutti i cellulari con Android in commercio

Attenzione: questo articolo e’ stato scritto nel 2009 ed e’ ormai obsoleto. Per una lista aggiornata dei telefoni Android disponibili, Google come al solito ci da una mano!

HTC Dream G1

HTC Dream G1
Il primo Android phone ad essere stato commercializzato, e’ ancora
l’unico ad essere dotato di tastiera hardware scorrevole. CPU Qualcomm
MSM7200A da 528 MHz, schermo 3.2″ HVGA a 320×480 pixel, fotocamera da
3.2 mpx, batteria da 1150 mAh, GPS ed accelerometro. Connettivita’ fino
alla HSDPA e HSUPA, ROM da 256Mb, supporto MicroSD e jack per le cuffie
proprietario.

HTC Magic G2

HTC Magic G2Il successore del G1, presenta caratteristiche hardware molto simili e
un form factor piu’ aggraziato. CPU Qualcomm MSM7200A da 528 MHz,
schermo 3.2″ HVGA a 320×480 pixel, fotocamera da 3.2 mpx, batteria da
1340 mAh, GPS, accelerometro e bussola. Connettivita’ fino alla HSDPA e
HSUPA, ROM da 512Mb, supporto MicroSD e jack per le cuffie
proprietario.

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Augmenter Reality: una carrellata di idee per il mobile

Le immagini sono sempre meglio di mille parole, quindi ecco una bella carrellata di video sull’argomento:

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Howto install Debian GNU/Linux on HTC Universal

htc_universallinux_1_tn.jpgWhat follows is my personal experince in installing GNU/Linux on a HTC Universal pocketpc. I used Titchy Linux, a Debian Lenny based distribution with special drivers/config for HTC Universal. But the heart is Debian, and full support to Debian repois is grated.

Actually the only not working hardware is:
-camera.
-wifi sometimes works, sometimes doesn’t, the driver is unstable.

First of all, I splitted a 1Gb SD memory stick into two partitions: the first with 32Mb of size and FAT32 filesystem, the second an ext2 filesystem in all the remaining space. In this way, I can port all my config in another HTC (launcher and Linux installation) and show the magic of Linux to all of my Universal-friends. If you need some shared data on memory card, between Windows Mobile and Linux, simply make the FAT32 partition bigger and use it for storing these data.

I followed the steps in Titchy wiki for Universal installation and I copied haret.exe, zImage and startup.txt in the FAT32 memory stick partition. After 30 minutes, thanks to Titchy image, my HTC Universal booted with Linux. Included in the image a very nice sms /calling graphical interface, access to it pressing the green phone key. That’s all, have fun!

For alternative install (no xfce file manager, encripted home partition and lot of tricks) there is another great resource, with lot of useful post-configurations. Be sure to read the Titchy wiki for UMTS and Bluetooth access to the Internet.


RAM CONSIDERATION
: The HTC Universal has only 64 Mb of ram, and the base system, with
textual console, uses 12 Mb of it. XFCE installed by Titchy is nice, but the ram
consumption arrive to 40 Mb and the system responsivity is very bad.
With IceVM, instead, the totat used ram is 24 Mb and the system
responsivity is still good.

And now, general tip’s tricks.

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