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Archive of posts filed under the Misc category.

Where good ideas come from, e la storia del GPS

“That is how innovation happens. Chance favors in the connected mind.”. Steven Johnson ci parla di come nascono gli “Eureka!” moment, di come gli spazi che favoriscono l’interazione sociale abbiano la loro importanza e della strana storia del GPS.

TED, non finiro’ mai di ringraziarti per dare cibo alla mia curiosita’!

“Raw data now!”, il next Web e Linked Data

Tim Berners-Lee, l’inventore del web, non si e’ mai fermato a quella prima scoperta, ma sta portando avanti la sua personale campagna di divulgazione sul nuovo web che ci aspetta: il web dei significati e delle informazioni-con-significato condivise. In due sole parole: web sematico o, come lo chiama lui, linked data. Un paio di video per meglio spiegare gli effetti di queto avanzamento tecnologico, in cui credo pienamente.

Row data now!, cosa si puo’ fare con un po’ di informazioni condivise e qualche buona applicazione di data visualization.

Mi chiedo quando mai arriveremo a questo livelli in Italia, dove facciamo ancora fatica a passare dalla carta al digitale, dove la PEC e’ ancora in buonaparte fuffa da usare in altisonanti comunicati sull’innovazione portata nell’apparato Statale.

Se siete incuriositi, sempre di Tim Berners-Lee, ci spiega meglio in cosa consiste questa rivoluzione, The next Web.
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QR-Code per magliette e bigliettini da visita.

QR-ShirtIndossare ad un evento una maglietta con il QR-Code del proprio indirizzo Twitter, Facebook, sito o persino biglietto da visita porta indubbi vantaggi, prima tra tutto l’essere notato in virtu’ dell’originalita’, l’essere rintracciabile in buonaparte delle foto in cui il QR-Code fa bella mostra di se’ e il possedere l’ennesimo gadget geek, per di piu’ autoprodotto.

Ho realizzato una QR-Shirt portata durante l’OverTheAir del 2008, come potete vedere dalla foto di lato. Nei ho poi vista una quest’anno al BetterSoftware, ma i miei avvistamenti in questo campo si fermano qui.

Ultimamente ho creato il mio nuovo biglietto da visita, un cartoncino quadrato dove da un lato ho stampato un QR-Code che, se messo a fuoco da uno dei tanti barcode reader per dispositivi mobile, permette di aggiungere direttamente il mio contatto nella rubrica dello smartphone. Dall’altro le informazioni personali, le stesse dentro il QR-Code. Una bella comodita’, un pizzico di originalita’ e comunica subito qualcosa in piu’ a chi lo riceve.

Realizzare QR-Shirt e QR-Card non e’ per niente difficile. Occorre innanzitutto ottenere il QR-Code da stampare, quindi partire da un testo da rappresentare nell’immagine. Sapendo che in genere i programmi per leggere i QR-Code hanno la funzionalita’ di riconoscere come contatto da aggiungere alla rubrica i dati in formato VCard (Business Card, per i meno tecnici), ne ho creata una con le mie informazioni, appoggiandomi sul servizio offerto da Troy Wolf e ottenendo questo testo:

BEGIN:VCARD
VERSION:3.0
CLASS:PUBLIC
FN:Alfredo Morresi
N:Morresi;Alfredo;;;
TITLE:Developer and Mobile Visionary
EMAIL;TYPE=internet,pref:info@rainbowbreeze.it
TEL;TYPE=cell,voice:+393927686894
END:VCARD

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WhyMCA Mobile Developer Conference, l’evento che c’e’ stato

Capita che un’idea, ardita e improbabile, nel giro di qualche mese possa nascere, crescere, vedersi realizzata e diventare un pezzettino di storia. Beh, la WhyMCA Spring 2010 – Mobile Developer Conference ha seguito proprio questo percorso. ;)

Grazie innanzitutto a Riccardo, Paolo e Andrea per essersi buttati assieme a me. Senza di loro non ce l’avrei fatta nello stesso modo in cui ce l’abbiamo fatta questa volta. E grazie anche a tutti quelli che con la loro presenza, passione, buona volonta’  e supporto ci hanno aiutato. Dai relatori ai 332 partecipanti, da Marco, Alessio e Danilo che ci hanno dato una mano nella logistica e gli altri mille spiriti felici con cui ho condiviso questa pienissima giornata. Come dicevo nella keynote, il WhyMCA siete voi, davvero.


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BumpTo, un desktop 3D acquisito da Google

BumpTo, un simpatico esperimento di desktop 3D funzionante sia con Windows che con Mac: grafica accattivante, supporto per schermi multitouch, gesture e diverse altre feature sfiziose. Dopo 3 anni di attivita’, il 30 Aprile questa startup e’ stata fagocitata dal gigante di Mountain View, Google, a cui piace di tanto in tanto fare shopping di piccole e medie aziende…

Per ora nessuna informazione viene svelata sul futuro dell’azienda, viene solo detto che la versione free del prodotto rimarra’ disponibile per il dowload fino al 7 Maggio.

Comunque scommetto che vedremo qualcosa basato su questo progetto presto incluso in Chromium OS… Tra l’altro, se lo volete provare , c’e’ un’interessante immagine USB per netbook gia’ pronta qui.

Better Software, le sessioni a cui non manchero’

Il BetterSoftware 2010 si avvicina sempre di piu’, e’ ora di iniziare a pianificare a quali sessioni partecipare tra le tante interessantissime proposte.

Primo criterio per la scelta: focalizzarsi sugli argomenti che mi interessano maggiormente: mobile, augmented reality, cloud computing, web semantico, UX e usabilita’

Secondo criterio: andare alla scoperta e curiosare su tutto quello che c’e’ in giro, la serendipita’ vince sempre ad eventi come questo: non si puo’ mai sapere se quello che oggi sembra privo di interesse, domani si rivelera” utile o avra’ impatti positivi.

Terzo criterio: non mancare alla sessioni di qualche buon amico

Premesso questo, ecco la mia personale playlist di contenuti ;) :

Mercoledi’ 5 Maggio
09:00 – Application store, potenzialità e trappole, di Stefano Sanna
09:50 – Sviluppare e vendere applicazioni per iPhone, di Omar Cafini
10:25 – Augmented Reality e il web, di Salvatore Laisa
11:35 – Internet of Things – Privacy, security, compliance, di Nicola Fabiano
14:00 – Faster website … even faster website, di Federico Galassi e Francesco Fullone
15:10 – UX design agile, di Luca Mascaro
15:55 – Enhanced SIM (ESIM): a proposal for mobile security, di Giuseppe Paternò
16:55 – Innovare per le persone, di Stefano Dominici
17:45 – Dal Semantic Web al Web of Data, di Davide Palmisano e Michele Mostarda

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Mockup e wireframe con Balsamiq

Seppur sottovalutata da molti programmatori alla prime armi (e non solo), la creazione di mockup delle schermate dei prodotti che si andranno a realizzare e’ un processo molto importante nel ciclo di vita del prodotto, alla stregua della scrittura del codice. Un buon programma deve anche essere percepito come tale dagli utilizzatori, altrimenti fallira’ inesorabilmente il suo obiettivo.

Progettare le schermate con cui l’utente andra’ ad interagire prima di mettere le mani sul codice aiuta a capire, e a far capire, il flusso informativo e l’operativita’ generale, permette di focalizzarsi su quello di cui ci sara’ bisogno azione dopo azione, fa emergere eventuali legami tra dati che ad una prima analisi erano sfuggiti. Inoltre puo’ essere un piacevole momento di creativita’. Se poi c’e’ uno user designer (aka grafico) che si puo’ dedicare a tutto questo, noi poveri poeti del codice avremmo risolto la parte che tipicamente ci risulta piu’ ostica di tutte: la grafica.

Anche Microsoft Paint o Gimp possono essere utili, ma un software che eviti di conoscere nozioni di grafica e permetta di andare subito allo scopo, quello di creare prototipi del prodotto finale, schizzare le sue schermate  e modificarle successivamente in fretta, e’ sicuramente preferibile. Per questo ho provato la versione desktop di Balsamiq, un software che fare tutto quello fino a qui descritto, e anche qualcosina di piu’.

Multipiattaforma (Win, Mac e Linux grazie al runtime AIR), l’utilizzo del programma e’ semplice e intuitivo, la grafica e’ apparentemente scarna e ricorda quella di un blocco per gli appunti. Anche l’aspetto finale del lavoro sembrera’ un disegno schizzato: linee non perfettamente dritte e marcate, caratteri non tutti allineati. Ma non e’ un errore, e’ una precisa scelta stilistica: sembra davvero di trovarsi davanti ad un prototipo e il cliente non avra’ difficolta’ a capire che quanto da lui commissionato non avra’ quell’aspetto definitivo, ma seguira’ le linee proposte e potra’ comunque sperimentare come muoversi tra le schermate, le relazioni tra i componenti e il look’nd feel generale.

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Eventi, conferenze, occasioni sulla programmazione e sul mobile

Gennaio e Febbraio sembrano 2 mesi davvero pieni di occasioni per quanto riguarda il mondo dello sviluppo e della programmazione.

Il 23 Gennaio saro’ a Milano per la V UGIAlt.Net Conf, dove presentero’ una sessione sullo sviluppo per Android nella track mattutina dedicata allo Sviluppo Mobile.

Il 30 Gennaio saro’ a Roma per JavaDay 2010, anche qui interessanti sessioni e argomenti trattati, tra cui un paio di sessioni sempre sullo sviluppo per Android. Dopo il mio passato da DotNettaro e il mio presente da sviluppatore per mobile, e’ ora di iniziare ad entrare in pompa magna nei meandri piu’ nascosti e sfiziosi di questo universo.

Intorno al 15 Febbraio, se tutto va bene, saro’ a Barcellona per il Mobile World Congress. Anche quest’anno sono tra i giudici per i Mobile Premier Awards in Innovation, il che mi vedra’ coinvolto nel proporre 10 applicazioni tra una rosa di 48, che si sfideranno poi a Barcellona per il titolo del 2010. Seppur non banale ed impegnativo, questo compito ha il pregio fondamentale di inquadrare in che direzione si sta muovendo il mondo dei servizi per dispositivi mobili. E poi l’esperienza sara’ senza precedenti in quanto molti delle persone che scrivono sui blog d’oltreoceano che seguo saranno li presenti.

Nella wishlist degli eventi a cui vorrei partecipare c’e’ sicuramente quello organizzato da DotNetMarche: “Tra presente e futuro delle interfacce utente con WPF e MVVM“, il 29 Gennaio ad Osimo. Mi dispiace troppo non poter piu’ collaborare con loro a causa del mio espatrio, perche’ ogni evento era una festa tecnica e anche gastronomica. Andateci se siete in zona, ma anche se non lo siete, non rimarrete delusi!

C’e’ poi il Better Software a Firenze, il 5-6 Maggio. Magari riesco pure ad andare come blogger!

Infine, ciliegina sulla torta, ci stiamo organizzando con i ragazzi del WHYMCA Camp: aspettatevi qualcosa di grosso all’orizzonte, tutto focalizzato sulla programmazione per dispositivi mobili!

Invizimals: realta’ aumentata per il mobile gaming

Qui una recensione del gioco in italiano, che approfondisce meglio cosa si puo’ fare e in che modo la PSP viene fatta interagire con l’ambiente.

Per simulare le gesture fisiche, dato che la PSP non e’ dotata di accelerometri e giroscopi, probabilmente viene analizzata la posizione del codice sulla carta nell’immagine ripresa dalla webcam, e da questa viene infierito se la console e’ stata mossa e in che modo.

Insomma, un’idea davvero interessante, speriamo che dal settore ludico si possa poi passare, pian pianino, ad applicazioni per la vita di tutti i giorni…

Qualche riflessione sull’augmented reality

Augmented RealitySovrapporre uno o piu’ strati informativi alla realta’ davanti ai nostri occhi, mostrare dati provenienti dalla rete agganciati a cio’ che stiamo vedendo: a piu’ di 20 anni di distanza, la visione dei grandi autori del cyberpunk, come Gibson in “Luce Virtuale”, incontra una tecnologia in grado di farla diventare concreta e alla portata di tutti. Nascono cosi’ interessanti scenari di realta’ aumentata: un nuovo mondo da scoprire, sempre piu’ mobile, sempre piu’ con noi anche fuori da casa e dal lavoro.

I cyborg della serie Terminator poteva vedere informazioni aggiuntive in sovraimpressione a quanto i loro occhi inquadravano: nome della persona, dati sui veicoli, strada da percorrere. Seppur vecchio di 25 anni, questo e’ un primo esempio di cosa si puo’ fare con la realta’ aumentata. Da una fiction holliwoodiana del 1984, passiamo ai giorni nostri, dove i telefonini piu’ avanzati hanno portato questa stessa possibilita’ alle masse. Basta mettere a fuoco un monumento per conoscere il suo nome e una dettagliata descrizione, presa dalle pagine di wikipedia; trovarsi davanti ad un negozio ed accedere alle recensioni scritte dagli utenti, puntare una strada e sapere che, in fondo a destra, c’e’ una pizzeria, potendo anche navigare sul suo sito Internet.

Ma come’ possibile questa magia? Parte del merito e’ dei device mobili di ultima generazione, che da telefonini si sono evoluti fino a diventati smartphone e, oltre ad offrirci un collegamento in mobilita’ alla rete internet, sono in grado di capire esattamente dove si trovano nello spazio. Il gps fornisce le coordinate, gli accelerometri l’inclinazione, la bussola la direzione. Combinando questi tre fattori, e’ possibile determinare quali oggetti, con una posizione nota, ricadono nel raggio visuale della fotocamera del device. Proprio questo e’ il compito di programmi come Layar, Wikitude, Theodolite ed altri, che rielaborano il flusso di immagini riprese e lo combinano con le informazioni georeferenziate presenti nei loro database: indicazioni stradali, monumenti, dati sugli esercizi commerciali, modelli tridimensionali.

Eh si, perche’ da poco queste applicazioni sanno anche ricostruire complesse forme geometriche e collocarle davanti ai nostri occhi. e’ possibile cosi’ rivedere le torri gemelle puntando un iphone su Groud Zero, oppure scoprire, prima della sua costruzione, come sara’ il nuovo Market Hall a Rotterdam, prima ancora che sia finito: esplorarlo, girandoci attorno ed entrandoci dentro. Ancora, scovare piccoli Invizimals a passeggio per la casa e scatenare poi duelli tra di loro, vedere come sara’ l’aspetto di una costruzione Lego mettendo la scatola davanti ad un apposito specchio. Interessante anche il concept proposto da Ikea, grazie al quale si stampa un apposito codice a barre bidimensionale di un prodotto preso dal loro catalogo, ad esempio un letto, si posiziona il foglio dove questo prodotto dovrebbe andare, si inquadra con la webcam la stanza e il computer ci svela, in anteprima, come apparira’ con il letto montato e posizionato. non ci piace? nessun problema, stampiamo un nuovo codice, lo mettiamo al posto di quello vecchio e controlliamo il risultato. Quando siamo finalmente soddisfatti, il computer sa gia’ con quali prodotti stiamo arredando la camera e li ordinera’ per noi.

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