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Archive of posts filed under the Tecnology category.

Sviluppo per mobile, l’evento che ora esiste!

E’ passato giusto un mese da quando, con un post, palesavo la mia visione e la mia voglia di organizzare in Italia un evento dedicato allo sviluppo in campo mobile. Ebbene, ora quell’evento e’ realta’: Si chiama Whymca Spring 2010 e si terra’ il 21 Maggio 2010, Politecnico di Milano, Campus Bovisa!

Non pensavo di scatenare tante reazioni ed interesse ad un’iniziativa del genere. Si vede che i tempi erano ancora piu’ pronti di quello che pensavo. E non posso far altro che ringraziare tutte le persone che hanno da subito offerto la loro disponibilita’ ad aiutarmi in questa impresa un po’ pazza, se non altro perche’ mai e’ stato fatto qualcosa di simile in Italia. Scusatemi se in questo mese non mi sono fatto piu’ sentire, ma volevo farlo con qualcosa di concreto tra le mani, non solo con chiacchiere e distintivo… ;)

Ho avuto la fortuna di ricevere una mano dai ragazzi (Andrea, Danilo, Gabriele, Marco, Paolo, Riccardo)  che a Dicembre organizzarono l’evento “Whymca  – il barcamp sulle Mobile Community” a Cremona. Quell’occasione era piu’ orientata all’aspetto marketing/commeciale del mondo mobile, ma non sono mancati buoni spunti e, soprattutto, e’ stata la miccia scatenante per arrivare a tutto questo. Stavolta l’evento sara’ totalmente per sviluppatori, ci saranno palate di codice da masticare, ho gia’ in mano delle proposte per qualche sessione troooopo interessante, e spero che i contributi arrivano copiosi anche dal Call for Paper. E poi speriamo che il tempo sia clemente con noi e si possa organizzare qualche bella partita a frisbee nel campus dell’uni, perche’ non c’e’ community senza qualche sana risata condivisa. Gestiremo le sessioni in modo da garantire sia un percorso per principianti, con qualcosa di introduttivo un po’ su tutto, sia la presenza di argomenti intermedi-avanzati per tornare a casa soddisfatti del tempo speso. E non trascureremo neanche gli openspace,  per le idee dell’ultimo secondo.

La scelta della data non e’ stata facile: Maggio e’ un mese gia’ denso e ricco di eventi, uno a settimana praticamente: si inizia con il 5-6 con Better Software, dove tra l’altro saro’ blogger ufficiale, poi abbiamo il 13-14-15 il phpDay, poi ci siamo poi il 21 con il Whymca Spring 2010 – Mobile Developer Conference e si continua con il Frontier of Interaction il 3-4 di Giugno. Pero’ abbiamo scelto cosi’, cogliendo anche quella ventata di interesse da parte di grandi nomi per gli sviluppatori mobile, come mi sono reso conto ritornando dall’MWC.

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Le mie riflessioni sul Mobile World Congress

(Riprendo un post che ho scritto per OneMobile, ampliandone pero’ alcune parti)

Quest’anno ho avuto la fortuna di poter partecipare al Mobile World Congress, evento per il mondo del mobile che ritengo il piu’ importante dell’emisfero occidentale. Riporto qualche considerazione a caldo fatta durante il viaggio di ritorno, sempre ottimo strumento per fermarsi e tirare qualche linea.

Una delle cose che mi ha maggiormente colpito e’ stata una nuova forma di dualismo marchio – piattaforma emersa da molti degli stand di operatori e produttori di dispositivi: Samsung – WaveGSMA – OpenAPI, Sony Ericsson – Developer World, Nokia+Intel – MeeGo, Vodafone – 360, solo per citare i primi che mi vengono in mente. Lo spazio espositivo del “big player” era quasi totalmente occupato da diversi showcase di prodotti realizzati da aziende terze mediante l’uso della loro piattaforma. Messaggistica integrati nella rubrica, servizi di remote banking, mobile social gaming e giochi 3d, applicazioni di social geotagging, nuovi concept di interfacce, client per l’integrazione con altri servizi che sfruttano le peculiarita’ del telefono. Strumenti per fare un po’ di tutto insomma.
Ritengo che la spiegazione di questo orientamento e’ nella ricerca di nuovi clienti e sottrazione di quelli dei competitor non piu’ solo grazie ai telefoni, alle tariffe, ai servizi offerti o al massimo alla possibilita’ di leggerci la posta, ma grazie alle applicazioni. Oggi la domanda “cosa ci posso fare” inizia ad acquisire il suo peso in una scelta che prima era quasi esclusivamente basata sul gusto estetico personale o sul costo della tariffa. Per questo sia i costruttori che gli operatori hanno interesse ad offrire piattaforme di sviluppo che possano fornire i mattoni per costruire killer application procacciatrici di clienti. Clienti che, una volta entrati in questo wallet garden fatto di tecnologie non interoperabili tra loro, difficilmente ne usciranno.
Se i riflettori sono finalmente puntati su chi sviluppa, la situazione per quest’ultimi non poteva essere peggiore: tante piattaforme, che fanno cose molto simili ma che richiedono ognuna uno sviluppo particolare e personalizzato, a partire dal linguaggio e dalle librerie da usare: C++, JavaScript, Java o altro. In pratica, riscrivere la stessa applicazione quasi da capo per ogni sistema su cui si vuol far girare. Se prima l’interoperabilita’ poteva essere una speranza, dato che nell’immobilita’ generale qualcosa di positivo sarebbe anche potuto succedere, ora che tutti si muovono in senso opposto, credo che non sara’ mai raggiungibile.

Davvero carini i tablet presenti nello stand NVidia, piccoli e “stilosi” dispositivi basati sulla nuova scheda Tegra e equipaggiati con Android. Un ampio schermo touchscreen (dai 10 pollici in su), supporto HDMI, automonia di diverse ore in modalita’ riproduzione video, spazio a tutti i tipi di connettivita’ possibile. Anni fa Microsoft lancio’ Origami, ma il costo proibitivo dei device, un sistema operativo non adatto all’uso touch e, soprattutto, una cultura ancora non pronta, ne decretarono il fallimento. A qualche anno di distanza, dopo gli smartphone, dopo i netbook, dopo i riproduttori mp3 portatili, dopo i mediacenter, dopo le interfacce touch, dopo un uso di Internet e del mezzo informatico sempre piu’ “popolare” e ormai lontano dal solo ambito tecnico/lavorativo, mi sembra che finalmente ci siano tutti gli ingredienti per questo nuovo tipo di fruizione piu’ “da divano” e quasi per nulla “davanti alla scrivania” dell’informatica. Azzardo una previsione che vede, nel giro di qualche anno, molti di questi tablet rimpiazzare i computer in tutte quelle case dove quest’ultimo non verra’ usato per lavoro o per passione, ma dove saranno predominanti email, navigazione, multimedia e altre applicazioni di questo nuovo mondo. Senza neanche il problema di uno schermo piccolo: bastera’ attaccare il proprio tablet alla televisione e usarlo come touchpad e tastiera, non avendo bisogno di altro. Questa volta il marketing Apple dovra’ fare miracoli per promuovere un sistema cosi’ chiuso e proprietario con l’iPad.

Android, dopo di anni di promesse, finalmente ha saputo trovare il suo spazio. Presente in molti nuovi smartphone, tv-box, tablet e altri dispositivi in tantissimi stand, soprattutto in quello HTC dove il Desire, antagonista del Nexus One, faceva bella mostra di se’. Seppur tutte, ma proprio tutte, le applicazioni che ho visto giravano anche su iPhone, il secondo piu’ ampio supporto era fornito al sistema operativo della Open Handset Alliance. Diversi gli application store alternativi all’Android Market, mentre nuovi concept phone erano mossi per la maggior parte da un cuore Android. Se l’annuncio della patnership tra Nokia e Intel con la creazione di MeeGo non portera’ con se’ qualcosa di rivoluzionario, temo che ormai i giochi siano fatti e non ci sara’ piu’ spazio per la diffusione su larga scala di altri sistemi operativi nel mondo del mobile.

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Sviluppo per mobile, l’evento che vorrei, e che tentero’ di fare

E’ un po’ che giro e partecipo ad eventi divulgativi legati allo sviluppo: BarCamp, LinuxDay, OverTheAir, UGIAlt.Net Conf, JavaDay, AgileDay, i workshop del DotNetMarche e diversi altri. Mosso dalla passione che ho per lo sviluppo sul mobile e grazie all’esperienza e ai contatti raccolti in queste occasioni, ho deciso di lanciare a me stesso una sfida: organizzare, entro l’autunno-inverno del 2010, un evento sul mondo del mobile dedicato agli sviluppatori.

Per prima cosa pero’, occorre definire un’idea, un taglio con cui plasmarlo. Raccolgo quindi in questo post le mie personali riflessioni sul come lo vorrei, allo scopo di confrontarsi per arricchire questo pensiero e trovare un orientamento finale da perseguire.

  1. I contenuti dell’evento saranno prodotti da tecnici del settore e rivolti ad altri tecnici. Ci sara’ spazio per tutti i livelli, dall’introduttivo all’avanzato.
  2. I topic verteranno su Android, iPhone, Blackberry, Symbian, Windows Phone, Maemo, Java ME e quanto altro gli speaker vorranno proporre, relativamente al mondo dello sviluppo per mobile.
  3. Vince la creativita’: occasioni come questa sono soprattutto una raccolta di spunti da cogliere e riportarsi a casa. Sfruttare la serendipita’, non temerla. Sara’ poi l’innato spirito di curiosita’ insito in ogni sviluppatore a fare il resto…
  4. Spazio al networking: sessioni parallele di almeno un’ora che lascino tempo per domande e confronti sul tema trattato e almeno un paio di openspace. Immagino che, tra i partecipanti, molti si porranno in atteggiamento di ascolto, ma se volessero interagire, devono avere il tempo e il modo per farlo. Non siamo in molti in Italia a dedicarsi a questo campo, se non abbiamo modo di conoscerci e scambiare 2 chiacchiere su una materia che ci appassiona, perderemmo sicuramente un’importante occasione di formazione personale e professionale.
  5. Tutti gli interventi saranno registrati e i video pubblicati online per future consultazioni. Track parallele possono portare alla sovrapposizione di contenuti interessanti, e i partecipanti non devono preoccuparsi di perdere qualcosa se hanno piu’ piacere nel seguire un’altra sessione o nel prendere parte ad un’openspace.
  6. La partecipazione all’evento e’ gratuita, e la raccolta della maggior parte dei fondi verra’ fatta attraverso donazioni volontarie. Niente e’ gratis e le spese per questi eventi non sono irrisorie, ma l’AgileDay e la UGIAlt.Net Conf hanno confermato che con un piccolo sforzo da parte di ognuno si possono ottenere ottimi risultati per tutti.
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Native Android Applications Development alla UgiALT.NET Conf

Giornata intensa e ricca quella della V UgiALT.Net Conference, che mi ha anche visto tra gli speaker a parlare un po’ di Android e, come ha detto Diego, a sentirmi un po’ una mosca bianca con una macchina equipaggiata con GNU/Linux + Eclipse in mezzo ai tanti Windows e Mac…

Ecco le slide dell’intervento che ho fatto:

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Tariffe cellulari per ricaricabili: ecco come risparmiare al massimo!

Ho deciso di rivoluzionare le due sim ricaricabili che uso per rimanere in contatto con il mondo, approfittando di un paio di opzioni sfiziose a cui tutti possono accedere: 3Power10 e Wind 9 Limited Edition.

3Power10 ritengo sia la tariffa ricaricabile migliore attualmente presente sul mercato. Solo 10 centesimi al minuto verso ogni numero, senza scatto alla risposta, tariffazione a secondi e con gli sms che constano 10 centesimi ognuno. Attivando la nuova sim entro il 31 Gennaio, non c’e’ neanche da pagare il costo mensile di 5 euro. Dopo questa data non sara’ piu’ cosi’ conveniente, quindi il mio consiglio e’ prendere ora una scheda (costa 8 euro, con 8 euro di traffico, oppure 3 euro senza traffico se comprata online) e magari metterla da parte per futuri utilizzi. La tariffa e’ la stessa anche se non si e’ sotto copertura 3 (quando appare I TIM sul display del telefonino).

Spulciando il contatto, ci sono comunque una serie di clausule aggiuntive, e precisamente:
- traffico (voce o SMS) mensile complessivo verso un singolo operatore, non 3, inferiore al 60% del traffico totale uscente
- il totale dei minuti di chiamate ricevute nel mese deve essere superiore al 10% dei minuti totali di chiamate effettuate nel mese;
- traffico (voce o SMS) mensile complessivo effettuato e/o ricevuto in roaming nazionale inferiore al 70% del traffico totale uscente.

Se una di queste clausule non viene soddisfatta, potrebbe essere applicato il piano 3 Autoricarica, previa comunicazione. Niente di particolare, servono solo per evitare che qualcuno compri un telefonino da 20 euro non umts ma su cui le usim 3 funzionano, tipo un Nokia 1208, ci metta dentro una scheda 3 come questa e lo usi solo per fare le chiamate da casa verso i cellulari, risparmiando un bel po’ rispetto alle migliori tariffe proposte dagli operatori di rete fissa. Comunque, se la sim viene usata normalmente, non penso che ci siano problemi anche se non si rispettano strettamente nelle clausule richieste. Poteri della statistica!

3 ha ottime tariffe di connessione in mobilita’, purtroppo pero’ non sono sempre sotto copertura 3. Per questo ho fatto un’altra sim, quella Wind, da usare con il mio secondo cellulare, con funzioni di connessione sporadica e potendo usare il telefono come modem per il computer. Ho scelto Wind dato che offre una buona opzione, la Mega 1500, da abbianare ad un qualunque piano tariffario ricaricabile. Pagando 8 euro al mese, ho 450 mega al mese da usare come voglio, dove voglio, senza restrizioni. Non potro’ guardarci ogni video su Youtube, ma posso lavorarci senza problemi per diversi giorni, oltre a fare tutte quelle cose interessanti che uno smartdevice ti permette di fare.

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Eventi, conferenze, occasioni sulla programmazione e sul mobile

Gennaio e Febbraio sembrano 2 mesi davvero pieni di occasioni per quanto riguarda il mondo dello sviluppo e della programmazione.

Il 23 Gennaio saro’ a Milano per la V UGIAlt.Net Conf, dove presentero’ una sessione sullo sviluppo per Android nella track mattutina dedicata allo Sviluppo Mobile.

Il 30 Gennaio saro’ a Roma per JavaDay 2010, anche qui interessanti sessioni e argomenti trattati, tra cui un paio di sessioni sempre sullo sviluppo per Android. Dopo il mio passato da DotNettaro e il mio presente da sviluppatore per mobile, e’ ora di iniziare ad entrare in pompa magna nei meandri piu’ nascosti e sfiziosi di questo universo.

Intorno al 15 Febbraio, se tutto va bene, saro’ a Barcellona per il Mobile World Congress. Anche quest’anno sono tra i giudici per i Mobile Premier Awards in Innovation, il che mi vedra’ coinvolto nel proporre 10 applicazioni tra una rosa di 48, che si sfideranno poi a Barcellona per il titolo del 2010. Seppur non banale ed impegnativo, questo compito ha il pregio fondamentale di inquadrare in che direzione si sta muovendo il mondo dei servizi per dispositivi mobili. E poi l’esperienza sara’ senza precedenti in quanto molti delle persone che scrivono sui blog d’oltreoceano che seguo saranno li presenti.

Nella wishlist degli eventi a cui vorrei partecipare c’e’ sicuramente quello organizzato da DotNetMarche: “Tra presente e futuro delle interfacce utente con WPF e MVVM“, il 29 Gennaio ad Osimo. Mi dispiace troppo non poter piu’ collaborare con loro a causa del mio espatrio, perche’ ogni evento era una festa tecnica e anche gastronomica. Andateci se siete in zona, ma anche se non lo siete, non rimarrete delusi!

C’e’ poi il Better Software a Firenze, il 5-6 Maggio. Magari riesco pure ad andare come blogger!

Infine, ciliegina sulla torta, ci stiamo organizzando con i ragazzi del WHYMCA Camp: aspettatevi qualcosa di grosso all’orizzonte, tutto focalizzato sulla programmazione per dispositivi mobili!

Scaricare gli Android SDK e installarli manualmente

Se sviluppate per Android, vi sara’ capitato di dover  scaricare gli SDK delle varie versione del sistema operativo, procedura completamente automatizzata grazie all’Android SDK and AVD Manager. Potrebbe pero’ capitare di voler scaricare manualmente questi aggiornamenti, magari per velocizzare l’installazione su diversi computer, oppure per qualche altro motivo.

Per prima cosa, occorre scaricare gli Android DSK dal sito ufficiale. Scompattare il file .zip o .tgz in una cartella a propria scelta e lanciare da questa il file tools\android.bat (per Windows) o tools/android (per GNU/Linux). Dovrebbe aprirsi l’Android SDK and AVD Manager, un programma come quello in figura:

android_sdk_adv_managerSe dal menu’ a sinistra si sceglie la voce Available Packages, si notera’ che nella parte a destra, in alto, viene proposto l’indirizzo di un file xml, e precisamente:
https://dl-ssl.google.com/android/repository/repository.xml

Questo file, se scaricato e aperto, contiene tutti i pacchetti disponibili nel repository di Google, pacchetti che vengono filtrati in base al proprio sistema operativo e in base a cosa si e’ gia’ installato per proporre i nuovi aggiornamenti dell’AVD Manager.

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Xperia X10 e il Motorola Droid: un’occhio sul futuro mobile che ci aspetta

droidsettingsIn questi giorni sono stato abbastanza fortunato da poter giocare un po’ con due tra i piu’ attesi device Android di fascia alta in arrivo entro il primo trimestre del 2010: il Sony-Ericsson Xperia X10 e il Motorola Droid, Milestone per il nostro continente.

Tralasciando impressioni su caratteristiche tecniche di cui la rete e’ piena, volevo scrivere due parole sul feedback ricevuto e sui pensieri che ho fatto usando questi due device.

Innanzitutto telefonare e’ ormai solo una delle tante cose che si puo’ fare con uno di questi dispositivi, e neanche la piu’ importante, data l’autonomia delle batterie che potrebbe far desistere chi ha bisogno di qualcosa per parlare spesso con altre persone. In compenso l’ampio schermo, il comparto audio, l’hardware in grado di capire dove l’oggetto si trova nello spazio e le applicazioni che si possono installare, con cui si e’ praticamente in grado di fare di tutto oggi (magari non proprio bene, ma su questo il popolo degli sviluppatori mobili ci sta lavorando, o almeno spero), compiono l’ultima tappa evolutiva che vede i vecchi telefonini arrivare ad essere degli smartdevice, neanche piu’ degli smartphone…

Personalizzare la dotazione standard di Android e’ una delle chiavi per far propendere il consumatore verso il proprio prodotto piuttosto che verso quello della concorrenza. Il Droid non aggiunge praticamente nulla alle funzionalita’ di base del sistema operativo, mentre molto lavoro e’ stato fatto per Xperia X10: una nuova interfaccia per accedere ai contatti chiamata Timescape, poi Mediascape, poi la macchina fotografica che quando scatta una foto riconosce e tagga automaticamente i volti dei soggetti, un application store per raccogliere applicazioni appositamente realizzate per questi device e molto altro. Certo, il tutto va fatto conoscere al consumatore finale attraverso un’adeguata pubblicita’ e formazione del personale addetto alla vendita, altrimenti tanti sforzi non troveranno il loro giusto coronamento. Inoltre, questi software devono avere le caratteristiche di immediatezza, presentare percorsi semplici per raggiungere lo scopo, adattivita’ in base al contesto, interoperabilita’. Con queste caratteristiche si riuscita’ ad erodere quote di mercato ai concorrenti, dato che il pubblico, un po’ alla volta e in base alla nazione, si sta orientando non piu’ solo verso l’aspetto estetico del dispositivo, ma anche verso quello contenutistico: con questo telefono riesco a farci questa cosa? Fare una foto, riconoscere la persona ripresa, taggarla, aggiungerla alla propria collezione e condividere l’esperienza sui social network che si frequentano. siamo nell’era del lifestreaming, o meglio dell’e-gossip, quando meglio si riesce a fare, tanto piu’ i consumatori saranno contenti.

Lo schermo molto grande, la memoria interna e la qualita’ della componenstica fanno di questi device delle vere e proprie stazioni multimediali per il mercato consumer. Non tardera’ molto l’arrivo dell’uscita fullHD, completando quella che sembra una partita gia’ vinta sulla fascia della riproduzione musicale (visto che la SIAE vorrebbe gia’ approfittarne). Certo, 500 euro solo per un lettore MP3/MP4 non sono proprio concorrenziali, ma non sento lontani i tempi (diciamo un anno al massimo?) in cui si scarichera’ un film sul proprio dispositivo, magari dal proprio online blockbuster preferito, e lo si attacchera’ alla televisione per vederlo. O lo si riprodurra’ in mobilita’ con qualita’ minore. Se pensiamo a quanti “vedono oggi la TV” attraverso i video di YouTube, allora si capisce come molti si orientino sulla fruizione del contenuto, e non piu’ sulla sua sola qualita’.

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Invizimals: realta’ aumentata per il mobile gaming

Qui una recensione del gioco in italiano, che approfondisce meglio cosa si puo’ fare e in che modo la PSP viene fatta interagire con l’ambiente.

Per simulare le gesture fisiche, dato che la PSP non e’ dotata di accelerometri e giroscopi, probabilmente viene analizzata la posizione del codice sulla carta nell’immagine ripresa dalla webcam, e da questa viene infierito se la console e’ stata mossa e in che modo.

Insomma, un’idea davvero interessante, speriamo che dal settore ludico si possa poi passare, pian pianino, ad applicazioni per la vita di tutti i giorni…

android.view.WindowsManager$BadTokenException

android.view.WindowsManager$BadTokenException: Unable to add window — token null is not for an application: questo errore mi e’ capitato mentre, programmando per Android 1.6, stavo provando a creare dei custom dialog seguendo la documentazione ufficiale di Google.

Per risolvere il problema, ahime’, bisogna sostituire nel codice mostrato questa chiamata

Context mContext = getApplicationContext();
Dialog dialog = new Dialog(mContext);

con questo

Dialog dialog = new Dialog(this);

stessa cosa per l’esempio successivo, che usa un AlertDialog.Builder per creare un dialog completamente personalizzato, anche nel titolo, dove occorre sostituire la chiamata

builder = new AlertDialog.Builder(mContext);

con

builder = new AlertDialog.Builder(this);

In pratica, usare il metodo getApplicationContext() non ritorna un oggetto Context che puo’ essere usato per costruire i Dialog, quindi occorre passare direttamente tutta l’Activity.

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