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Archive of posts filed under the PostIt category.

Novita’ della Google Cloud Platform

Dopo i molti annunci durante il Google Cloud Platform Live del 25 Febbraio, ripropongo al pubblico del GDG Firenze le novità’ piu’ salienti.

(1 Aprile 2014)

Android e Google Cloud Platform getting start

In questo video, spiego come utilizzare il “Mobile Backend Starter” per realizzare in pochi minuti un’applicazione Android in grado di gestire una chat tra piu’ utenti, che si interfaccia con un backend hostato su Google Cloud Platform e che gestisce notifiche push e accesso autenticato alle API del backend.

(3 Febbraio 2013)

Intervista per la Droidcon Torino

Dato che non sono stati i primi a farmi queste domande, riporto un pezzo di intervista fatta per la Droidcon di Torino, il 6 e 7 Febbraio 2014. Magari sono riuscito a spiegare meglio il mio attuale lavoro e perche’ mi appassiona.

Ciao Alfredo, raccontaci qualcosa di te: dalla tua esperienza accademica a quella lavorativa.
Lo confesso, non sono un ingegnere. Ho iniziato a nutrire la mia passione per l’informatica dalla quarta elementare, quando i miei mi regalarono un computer, un glorioso Intel 8080. Finite le superiori, sono subito andato a lavorare come sviluppatore, laureandomi nel frattempo in Scienze della Comunicazione perché pensavo, e penso ancora, che la consapevolezza delle nostre abilità sociali e comunicative sia indispensabile nel bagaglio delle conoscenze che ognuno dovrebbe avere. In Google, poi, ho trovato il connubio ideale tra queste mie due inclinazioni. Tra le due, però, vince ancora la programmazione.

Siamo molto curiosi di sapere di cosa ti occupi in questo momento in Google: puoi parlarci brevemente delle tue mansioni?
Sono nel team Developer Relation, e il mio compito è rendere quanto più divertente possibile la vita degli sviluppatori italiani che usano le tecnologie dev di Google. Seguo le community sul territorio, organizzo eventi, faccio formazione nelle università, mi tengo aggiornato sul mondo delle startup nel nostro paese e cerco di far capire ai miei colleghi in America che anche l’Italia vale la loro considerazione e perché.

Com’è lavorare direttamente per il colosso di Mountain View? Data la tua vasta esperienza lavorativa, trovi ci siano differenze di mentalità rispetto alle aziende Italiane?
E’ bello sicuramente, ma impegnativo. Tutti sanno quanto Google tenga alla qualità del posto di lavoro dei propri dipendenti e questo, assieme a dei buoni colleghi e alla possibilità di lavorare su ciò di cui sono appassionato, non condiziona con inutili pesantezze la mia giornata, ma anzi! Di differenze ce ne sono, ma niente che non si possa importare e adattare al proprio contesto. Occorre però essere disposti a mettersi un po’ in gioco: tutta l’azienda, non solo una sua parte.

Che consiglio puoi dare a chi spera un giorno di poter entrare in una grande azienda all’avanguardia come Google che non segue l’innovazione, ma la crea?
Penso che in Google non si assumano persone per far fare loro qualcosa, ma piuttosto per farli continuare in quello che stanno già facendo con successo. Quindi mi sento di consigliare di credere nelle proprie passioni, quelle vere che costruiscono qualcosa d’innovativo, in qualunque campo. Di non pensare a cosa ci ferma, ma focalizzarsi al cosa invece ci aiuta ad andare nella direzione in cui ci vediamo proiettati e felici. Di essere il cambiamento che si vorrebbe vedere intorno a se’. Prima o poi, una Google arriva. E se non arriva, se ne può sempre creare una.

Quality Android Apps, DevFest Sicilia

Principali suggerimenti per creare applicazioni Android di qualita': Design, Develop, Distribute.

(19 Ottobre 2013, DevFest Sicilia, Sant’Agata di Militello)

Dalla prima email agli occhiali intelligenti, Universita’ di Pavia

Difficile pensare che sia tutto partito da un semplice messaggio trasmesso nella primitiva ragnatela del web. Eppure oggi abbiamo i social netwok, gli OpenData, e persino macchine in grado di guidarsi da sole. Un viaggio tra le più importanti rivoluzioni che l’informatica ha introdotto nella nostra vita quotidiana, senza tralasciare temi come privacy, community, cybercrime, e computer così piccoli da stare in un paio di occhiali.

(6 Giugno 2013, Universita’ di Pavia)

Google App Engine Code-on

Come creare una prima applicazione in Google App Engine usando il runtime Java e l’ambiente di sviluppo Eclipse. Slide dell’intervento su http://goo.gl/wGsLK

(13 Giugno 2013, Google Cloud Dev Conf in LUISS ENLABS a Roma)

Google Cloud Endpoints Code-on

i passi necessari per utilizzare i Google Cloud Endpoints su un’applicazione Google App Engine per reallizzare RESTful API. Slide dell’intervento su http://goo.gl/Dp9F2

(13 Giugno 2013, Google Cloud Dev Conf in LUISS ENLABS a Roma)

Un Android che parla e ti ascolta, MobileTea#3

Un passo verso le Natural User Interfaces: creare app in grado di “conversare” con l’utente, utilizzando le API che Android mette a disposizione per riconoscere quello che l’utente dice e far parlare il nostro device.

(13 Marzo 2013, MobileTea#3 CodeInvaders Roma)

Watman

C’e’ un motivo per cui a me questi linguaggi non strongly-typed mi puzzano sempre un po’…

Alcuni video sulle “persone sincronizzate”

Mi ero stupito guardando la precisione di tutte le persone che avevano preso parte alla cerimonia di apertura delle olimpiadi di Pechino del 2008, ma evidentemente non conoscevo che gli orientali non sono nuovi a questo genere di sport: “le persone sincronizzate”

Tanto bello quanto inquietante!